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mercoledì 22 novembre 2017   
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PUGLIA
PUGLIA - Albanesi

L'albanese è parlato da numerose, piccole comunità distribuite in diverse province dell'Italia meridionale. Esse sono il risultato di successive immigrazioni dai Balcani svoltesi principalmente nel corso di due secoli (XV-XVII). Alla base di queste immigrazioni vi sono eventi bellici nel Meridione, che hanno richiamato molti albanesi come uomini d'arme, e fenomeni di declino demografico dell'area interessata. Gli albanesi hanno in genere ripopolato paesi già esistenti, di rado ne hanno costruito di nuovi. A dispetto delle loro differenti origini e della notevole frammentazione territoriale, i paesi di lingua albanese formano uno spazio culturale unitario, la cosiddetta Arberia, che, come tale, ha svolto un ruolo importante nella storia dell'intero popolo albanese. Il numero degli arbareshe (albanesi d'Italia) è stimato in circa 100.000 unità. Con molte e accentuate particolarità locali, la lingua parlata dalla minoranza arbareshe è collegata alla variante tosko dell'albanese, che è lingua ufficiale della madre patria.

La Puglia fu teatro di una campagna di guerra condotta da soldati albanesi con a capo l'eroe nazionale Skanderbeg. Gli insediamenti del foggiano potrebbero risalire a quel periodo (metà del XV secolo). Nel tarantino gli albanesi giunsero circa cinquant'anni più tardi ma in numero molto maggiore. Complessivamente gli arbereshe di Puglia con conoscenza attiva della madre lingua sembra possano quantificarsi oggi in 12.000 unità.

Sono elencati i comuni dichiaratisi minoritari secondo la legge 482/99.

FOGGIA:
Chieuti - Casalvecchio di Puglia

TARANTO:
San Marzano di San Giuseppe

Per approfondimenti:
Da Molin Giovanna, L'immigrazione albanese in Puglia: saggi interdisciplinari, Bari, 1999
Collocazione: M 304.845 75-IMM-1


www.arberia.it

PUGLIA - Franco-Provenzali

Verso la fine del XIV secolo numerose comunità provenienti dalle valli del settore occidentale delle Alpi si insediarono nel meridione della penisola, mossi da motivi economici (sovrapopolamento delle valli, migliori condizioni fiscali per il lavoro agricolo). Diversi comuni dell'odierna provincia di Foggia furono creati o ripopolati dalle comunità immigranti, che hanno deciso di definire la lingua da loro parlata franco-provenzale. Oggi solo in due comuni è mantenuta viva, da circa 1000 persone l'originaria parlata, pur con gli inevitabili influssi dell'ambiente linguistico circostante.

FOGGIA:
Celle San Vito - Faeto


Per approfondimenti:
Melillo, Storia e cultura dei francoprovenzali di Celle e Faeto, Atlantica, Manfredonia, 1978
Castelli R. L'isola linguistica franco-provenzale di Faeto e Celle S. Vito, Centro grafico Francescano, Foggia, 1992


www.comune.faeto.fg.it

PUGLIA - Greci

La Grecìa del Salento è il risultato della dominazione bizantina nell'Italia meridionale dopo la riconquista di Basilio nella seconda metà del IX secolo e della immigrazione di gruppi di iconoduli (perseguitati in Oriente dagli imperatori bizantini iconoclasti) del secolo successivo. La cultura e la lingua greca erano molto diffuse nel Salento fino a tempi recenti. Negli ultimi decenni la lingua ha subito un netto regresso, rimanendo viva in parte della popolazione di soli nove comuni. I parlanti il dialetto greco salentino (denominato griko) dovrebbero essere intorno alle 5.000 unità.

LECCE:
Calimera - Castrignano dei Greci - Corigliano d'Otranto - Martano - Martignano - Melpignano - Soleto - Sternatia - Zollino

Per approfondimenti:
Tommasi Salvatore, 'Katalisti o kosmo', Edizioni Ghetonia, Calimera, 1996
Grecia salentina : origini e storia / Rocco Aprile. - Calimera (LE) : Ghetonia, 1994
Collocazione: kkM-945.75-APR- 1

www.grikamilume.org
www.kallithalassa.info