Regione Autonoma Trentino-Alto Adige
Regione Autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol
venerdì 24 novembre 2017   
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Gruppi minoritari in Italia secondo la L. 482/99
 
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GERMANICI

I germanici a sud delle Alpi sono insediati in aree diverse che storicamente hanno poco o nulla in comune e che anche oggi non intrattengono regolari contatti. Gli idiomi delle varie comunità germaniche sono di conseguenza fortemente differenziati.


CIMBRO

Il cimbro è parlato a Luserna (Trento), nell'area dei Tredici comuni (Verona) e dei Sette comuni (Vicenza) Consistenza: circa 1.000 unità. Questo gruppo prende origine dalla migrazione verso sud di popolazioni di origine bavarese attorno all'XI secolo. Stanziatisi inizialmente nella Lessinia veronese, un successivo gruppo colonizzò l'odierno Altopiano di Asiago. Nel XIII secolo coloni di queste due zone citate si stabiliscono in Vallarsa e sull'Altopiano di Folgaria e Lavarone. La lingua cimbra corrisponde all'idioma tedesco risalente all'epoca della migrazione di questi popoli. Nelle zone in cui non è più praticata correntemente rimangono testimonianze degli insediamenti di origine tedesca nella toponomastica.

Per approfondimenti:
Luserna isola cimbra : guida alla più meridionale delle comunità germanofone / testi di Christian Prezzi.
- Luserna (TN): Centro documentazione Luserna, 1998.
Collocazione: Regione M-914.538 5-PRE- 1

I Cimbri veronesi / Giovanni Rapelli. - Verona : Curatorium cimbricum veronense, 1997.
Collocazione: Regione M-945.3-RAP- 1

www.cimbri.it
www.lusern.it


MOCHENO

Il mocheno è parlato nella Valle del Fersina (Trento). Consistenza: circa 1.500 unità. Famiglie tedesche provenienti da Tirolo e Carinzia sarebbero giunte in valle attorno al XIII secolo. Successivamente la comunità si amplia per l'arrivo di minatori tedesco-boemi e bavaresi che sfruttano le miniere d'argento, rame e ferro della valle. Il mocheno è una lingua germanica che ha avuto una evoluzione autonoma rispetto al resto dell'area tedesca e presenta interferenze col dialetto trentino. Il mocheno è stato per secoli tramandato solo oralmente. Recenti sono i primi tentativi di elaborare una grammatica della lingua mochena.

Per approfondimenti:
Palù-Palae : frammenti di storia / Salvatore Piatti. - Palù del Fersina : Comune di Palù del Fersina : Istituto culturale mocheno-cimbro, 1996.
Collocazione: Regione T-945.385-PIA- 1
Fersental: Untersuchung einer Sprachinselmundart / Anthony R. Rowley. - Tübingen : Niemeyer, 1986.
Collocazione: Regione M-437.945 385-ROW- 2

www.valledeimocheni.it
www.kib.it


TEDESCO

Il tedesco è parlato nella provincia di Bolzano da circa 320.000 persone. Le popolazioni che abitavano il territorio dell'attuale Alto-Adige erano di origine retica o celtica, successivamente venute a contatto con i romani. Dal VI secolo si ebbe una forte immigrazione di gruppi germanici. Nei rapporti quotidiani è molto usato il dialetto tirolese, accanto al tedesco standard. Dal punto di vista della tutela giuridica, l'insieme delle disposizioni legislative a favore della minoranza di lingua tedesca dell'Alto Adige/Südtirol, viene in genere considerato uno dei più efficaci modelli di tutela minoritaria in Europa.

Per approfondimenti:
Geschichte des Landes Tirol / Josef Fontana (Schriftleitung) – Bozen: Athesia, Innsbruck, Wien: Tyrolia, 1985-1988; 5 vol.
Collocazione: Regione TA 943.642- GES- 1 (I-V)
Jenseits von Grenzen : Tirol-Südtirol-Trentino : die Europaregion aus der Sicht der Bevölkerung / Rainer Nick, Guenther Pallaver. - Innsbruck : Studia Universitätsverlag, 1998.

www.suedtiroler.kulturinstitut.org
www.svi-bz.org


WALSER

Il walser è parlato in Valle d'Aosta e nelle province di Verbania e Vercelli. Consistenza: circa 1.000 unità. I walser provengono dalla Valle del Rodano, in particolare dalla parte tedesca dell'odierno cantone svizzero del Vallese, da cui emigrarono nel XII-XIII secolo. La lingua walser che presenta varianti locali, è utilizzata soprattutto in rapporti di famiglia e informali. E' degna di nota la particolare situazione di questa minoranza di origine tedesca che si trova in un territorio abitato da una maggioranza francofona, a sua volta minoranza nello stato italiano.

Per approfondimenti:
Gressoney e Issime : i walser in valle d'Aosta , Quart (AO) : Musumeci, 1986.
Collocazione: Regione M-945.110 043-GRE- 1
I Walser nella Val d'Ossola : le colonie tedesco-vallesane di Macugnaga, Formazza, Agaro, Salecchio, Ornavasso e Migiandone / Renzo Mortarotti - Domodossola : Libreria Giovannacci, 1979.
Collocazione: Regione M-949.470 043-MOR- 1

www.walserland.org
www.wir-walser.ch


SAURIS, SAPPADA, TIMAU, VAL CANALE

Si tratta di quattro piccole località a notevole distanza fra loro nelle quali si parlano varianti locali del tedesco. Lo sviluppo di questi idiomi è avvenuto e tuttora avviene in maniera autonoma rispetto ad altre aree germanofone. A Sauris, Timau e Val Canale (provincia di Udine) i germanofoni assommano a circa 2500 unità. A Sappada (provincia di Belluno) sono intorno al migliaio.

Per approfondimenti:
Timau : tre lingue per un paese / Giuseppe Francescato, Paola Solari Francescato. - Galatina (LE) : Congedo, 1994.
Collocazione: Regione M-306.409 453-FRA- 1
Dialetto saurano : fonologia e grafia, cenni di grammatica, sostantivi ed altro / di Ferrante Schneider ; Sauris : Comune di Sauris, 2000.
Collocazione: Regione M-437.945-SCH- 1


www.sappada.info/
www.taicinvriaul.org


LADINO

Il ladino è parlato nelle province di Bolzano, Trento e Belluno. Consistenza: circa 30.000 unità. Il ladino prende origine da popolazioni retiche abitanti il territorio alpino che subirono la dominazione dei romani e in parte ne assorbirono la lingua. Esiste uno stretto legame con il rumanc parlato nel cantone svizzero dei Grigioni e il friulano, pur in presenza di evidenti caratteri specifici nelle diverse valli.

Per approfondimenti:
Profilo storico-politico della lingua e della letteratura ladina / Walter Belardi. - Roma : Il calamo, 1994.
Collocazione: Regione M-459.9-BEL- 2
Historische Grammatik des Dolomitenladinischen : Lautlehre / Johannes Kramer. - Gerbrunn bei Würzburg: Wissenschaftlicher Verlag A. Lehmann, 1981.
Collocazione: Regione M-459.9-KRA- 1

www.micura.it
www.lauscdiladins.com


FRANCESE

Di madrelingua francese sono gli abitanti della Val d'Aosta i cui rapporti secolari con territori d'oltralpe si sono interrotti istituzionalmente solo nella seconda metà del XIX secolo. L'area valdostana è stata in seguito destinazione di forti flussi migratori provenienti da regioni italiane. Il francese ha comunque mantenuto un ruolo molto importante nella vita pubblica della regione. Con lo Statuto d'autonomia del 1948 il francese ha ottenuto la piena parificazione all'italiano quale lingua ufficiale. La Val d'Aosta oggi ha una popolazione di 120.000 abitanti.

Per approfondimenti:
La Regione Valle d'Aosta / Renato Barbagallo - Milano : Giuffrè, 1997.
Collocazione: A-342.450 9-ORD- 1 (2b)
Valle d'Aosta : un ventaglio di risorse / Anna Maria Traversa. - Bruxelles : Bureau europeo per le lingue meno diffuse, 1994.
Collocazione: kkM-945.11-TRA- 1

www.regione.vda.it
www.fondchanoux.org


OCCITANO

Nelle valli del basso torinese e della provincia di Cuneo, in due frazioni della provincia di Imperia e in uno della provincia di Cosenza si parlano idiomi che vengono genericamente compresi sotto la denominazione di occitani, in riferimento ad un'area linguistico- culturale delineatasi fra i Pirenei e le Alpi nella seconda metà del primo millennio, quando si completò il passaggio dal latino volgare alle lingue romanze. Sulla base di una teoria filologica tale area venne definita, a partire dal XIX secolo, Occitania e le diverse parlate correnti su quell'ampio territorio vennero classificate come varianti locali di una lingua fondamentalmente unitaria. Attualmente, sul versante orientale delle Alpi i parlanti idiomi considerati di derivazione occitana superano di poco le 100.000 unità. Le emigrazioni di comunità occitane verso il sud della penisola, avvenute nel XIV secolo, sembrano legate a motivi più economici che religiosi, benché il credo valdese possa poi averne favorito la permanenza nel tempo. Esse tuttavia, soprattutto nel secolo scorso, hanno conosciuto gravi inconvenienti dovuti al mancato ammodernamento della lingua (assai problematico nelle condizioni date) con conseguente allineamento all'ambiente italiano, ovvero calabrese, circostante.

Per approfondimenti:
Das Okzitanische : Sprachgeschichte und Soziologie / Kremnitz Georg. - Tübingen, Niemeyer, 1981.
Collocazione: M-447.8-KRE- 1
Valadas occitanas e Occitania granda/ Anghilante Dario, Bianca Gianna, Pellerino Rosella, Chambra d'Oc, 2000.
Collocazione: M-305.749 1-ANG-1

www.occitania.it
www.institutoccitan.com


PROVENZALE
Nell'elenco delle minoranze storiche d'Italia contenuto nella legge 492/99 questa denominazione non compare. Dal punto di vista legislativo non esiste dunque una comunità linguistica provenzale nella penisola. Va segnalato comunque che diverse associazioni delle valli cuneensi contestano il termine di occitano applicato alla loro lingua in quanto esso sarebbe storicamente arbitrario. A loro giudizio la realtà linguistica nel settore meridionale dei due versanti delle Alpi occidentali si qualifica precisamente come provenzale e comprende un'area geografica assai più ristretta e, soprattutto, assai più concreta di quella occitana. Il dibattito fra sostenitori dell'identità linguistica occitana (che considerano il provenzale una sorta di dialetto occitano) e sostenitori di quella provenzale (che negano sia mai esistita una Occitania linguistica, come non ne è mai esistita una politica) è piuttosto vivace anche in Francia.


www.coumboscuro.org
www.consultaprovenzale.org


FRANCO PROVENZALE

Unitamente all'intera Val d'Aosta, le valli più settentrionali della provincia di Torino (dalla Val Sangone compresa verso nord) sono state definite verso la fine del secolo XIX come territorio di parlata franco-provenzale. La curiosa definizione (adottata per una lingua che non viene considerata dai suoi locatori né francese né provenzale) indica una area linguistica gallo-romana collocata, a oriente, fra le lingue d'oc del meridione francese a quelle d'oil affermatesi nel centro- nord. L'area franco-provenzale, secondo la medesima teoria, comprende i cantoni occidentali svizzeri (dove si parla il romand, in particolare nel cantone del Valais) la Savoia (dove la lingua è chiamata savoyard o, più recentemente, savoisien) e porzioni di regioni francesi confinanti. Al di qua delle Alpi, in territori piemontesi che in effetti hanno vissuto diversi secoli di comunanza politica con la Savoia, il franco-provenzale può costituire lingua di comunicazione per circa 15.000 persone. La denominazione ottocentesca di franco-provenzale è stata assunta da due colonie piemontesi in terra di Puglia le cui origini risalgono al XIV secolo. Spinte ad emigrare da un eccesso di popolazione in valli con risorse limitate, le comunità valdesi hanno conservato per secoli una parlata alpina in provincia di Foggia che oggi tuttavia, a seguito del moltiplicarsi dei contatti con le realtà extrapaesane circostanti, rischia di sopravvivere solo in sterili contesti folklorici.

Collidere atque tradere: études d'ethnographie alpine et de dialectologie francoprovençale : mélanges offerts a Alexis Bétemps, Aosta, 2003 (in acquisizione)


Per approfondimenti:
Das Frankoprovenzalische in Süditalien: Studien zur synchronischen und diachronischen Dialektologie / Dieter Kattenbusch. - Tübingen : Narr, 1982.
Collocazione: M-417.2-KAT- 1

www.francoprovenzale.it
www.arpitania.ch


FRIULANO

Il friulano è parlato nelle province di Udine, Gorizia, Pordenone e nell'estremità orientale di quella di Venezia. Consistenza: circa 500.000 unità. I friulani sono considerati un gruppo linguistico autoctono e il friulano viene ancor oggi parlato da più del 90% della popolazione residente nel Friuli. Il furlan, che presenta numerose parlate locali, appartiene al gruppo occidentale delle lingue neolatine e più precisamente al sottogruppo alpino, di cui fanno parte anche il ladino e il rumanc dei Grigioni svizzeri.

Per approfondimenti:
L'immagine delle lingue nel Friuli occidentale : studio qualitativo sulla realtà linguistica friulana / Gabriele Iannàccaro, Vittorio Dell'Aquila, - Pordenone : Provincia di Pordenone. Assessorato alla Cultura, 2004
Collocazione: Regione M-457.39-IAN- 1
Ricerca sulla condizione sociolinguistica del friulano / Linda Picco, - Udine : Forum, 2001.
(In acquisizione)

www.istitutladinfurlan.it
www.filologicafriulana.it


SLOVENO

Lo sloveno è parlato nella provincia di Trieste e in diverse località delle province di Gorizia e Udine. Consistenza: circa 100.000 unità. Popolazioni di origine slava, si sono insediate a partire della fine del primo millennio nelle valli del Friuli orientale. Non si trattava di un gruppo omogeneo, ma di più comunità con diverse caratteristiche culturali che si fanno sentire ancora oggi. La lingua slovena appartiene al gruppo slavo meridionale.

Per approfondimenti:
Storia degli sloveni in Italia : 1866-1998 / Milica Kacin Wohinz, Joze Pirjevec. - Venezia : Marsilio, 1998.
Collocazione: Regione M-329.119 184-KAC- 1
La comunità sommersa. Gli sloveni in Italia dalla A alla Z / Stranj Pavel. – Trieste: SLORI, 1992.
Collocazione: Regione M-945.004 918 STR-1

www.slori.it
www.lintver.it


GRECO

Il greco (nella variante griko) è parlato in alcuni comuni della provincia di Reggio Calabria e di Lecce. Consistenza: circa 12.000 unità. Gli insediamenti calabri risalgono probabilmente all'età classica, mentre quelli salentini sono riconducibili alla conquista bizantina dell'Italia meridionale. Gli idiomi locali si distinguono dunque piuttosto nettamente, anche a causa delle diverse influenze dell'ambiente linguistico circostante. Specialmente le comunità grecaniche della Calabria hanno subito un forte processo di erosione linguistica, pur rimanendo vive talune usanze tradizionali e il folklore corrispondente.

Per approfondimenti:
Grecia salentina : origini e storia / Rocco Aprile. - Calimera (LE) : Ghetonia, 1994. -
Collocazione: kkM-945.75-APR- 1
'Katalisti o kosmo' / Tommasi Salvatore. - Edizioni Ghetonia: Calimera, 1996-
(In acquisizione)

www.greciacalabra.net
www.grikamilume.com


CROATO

Il croato è parlato nei comuni di San Felice del Molise, Montemitro e Acquaviva Collecroce in provincia di Campobasso. Consistenza: circa 2.400 unità. Questa popolazione, migrata dalle coste dalmate probabilmente per sfuggire all'invasione turca, si stabilì nel Molise tra il XV e il XVI secolo. La lingua è una variante arcaica del serbo-croato di tipo ikavo- itokavo, con numerosi influssi, specie lessicali, dell'italiano.

Ko jesmo _ bolje: ko bihmo?! : fiabe, fatti di cronaca, testimonianze, poesie : fonetica, parole : scritti in nas jezik: croato (ikavo-istokavo) molisano / Angelo Genova . - Vasto (CH) : Cannarsa, 1990.
(In acquisizione)
La parlata croata di Acquaviva Collecroce : studio fonetico e fonologico / Charles Barone. - Firenze : Olschki, 1995.
(In acquisizione)

www.croatidelmolise.it
www.kruc.it

ALBANESE

L'albanese è parlato in diverse province dell'Italia meridionale da diverse comunità, le quali, a dispetto di una notevole frammentazione territoriale, formano la cosiddetta Arberia, ossia l'insieme delle comunità storiche albanofone. Consistenza: circa 100.000 unità. La presenza di albanesi in Italia è rilevata dalla metà del XV secolo. I motivi di quella prima immigrazione, come quelli delle successive che si protrassero fino all'inizio del XVIII secolo, non sono identificabili con sicurezza. Fra essi vi furono probabilmente la volontà di sottrarsi alla dominazione ottomana per talune comunità cattoliche, sfavorevoli condizioni economiche, il ricongiungimento famigliare con mercenari ingaggiati da signorie della penisola e altro ancora. La lingua parlata dalla minoranza esistente in Italia è, generalmente, la variante tosko, che è oggi la lingua ufficiale della Repubblica albanese.

Per approfondimenti:
I dialetti italo-albanesi : studi linguistici e storico-culturali sulle comunità arbëreshe / a cura di Francesco Altimari e Leonardo M. Savoia - Roma : Bulzoni, 1994.
Collocazione: Regione M-491.991-DIA- 1
Lontano e vicino : viaggio tra gli Albanesi d'Italia / Nasho Jorgaqi. - Cosenza : Pellegrini, 1991.
Collocazione: Regione M-305.891 991-JOR- 1

www.arberia.it
www.mondoalbanese.org


SARDO

Il sardo è parlato nell'intera regione autonoma della Sardegna. Consistenza: su una popolazione dell'isola di circa 1.700.000 abitanti si calcola che il sardo sia parlato da almeno 1.000.000 di persone. Sul territorio della Sardegna, abitato fin dall'era preistorica, nel corso dei secoli si sono succedute varie dominazioni di potenze mediterranee (aragonesi, repubbliche marinare, ecc.) che hanno lasciato tracce anche sulla lingua. Nella relativa classificazione, il sardo è considerato l'unico esempio di lingua romanza centrale.

Per approfondimenti:
La lingua nel tempo. Variazione e cambiamento in italiano, latino e sardo / Eduardo Blasco Ferrer. - Cagliari : CUEC, 1995.
Collocazione: Regione M-472.-BLA- 1
Limba lingua language : lingue locali, standardizzazione e identità in Sardegna nell'era della globalizzazione / a cura di Mario Argiolas e Roberto Serra. - Cagliari : CUEC, 2001.
Collocazione: Regione M-457.9-LIM- 1

www.limbasarda.it
www.sardu.net


CATALANO

Il catalano è parlato unicamente nella città di Alghero (Sassari). Consistenza: circa 18.000-20.000 unità. La nascita di una colonia catalana nella zona dell'attuale insediamento è databile al 1354, in seguito all'occupazione della città da parte degli Aragonesi. L'algherese, una variante orientale del catalano, che è a sua volta una lingua romanza occidentale, è stato a lungo utilizzato solo nelle comunicazioni familiari, prima di giungere, negli ultimi tempi, a un pieno riconoscimento sia a livello regionale che statale.

Per approfondimenti:
Alghero, la Sardegna, il Mediterraneo/ Mattone Antonello, Sanna Pietro, Sassari: Gallizzi, 1994
Collocazione: Regione M-945.93 ALG - 1
L'Alguer : un popolo catalano d'Italia / Eduard Toda i Guell, Sassari : Gallizzi, 1981. Collocazione: Regione M-945.932 3-TOD- 1

www.alguer.info
www.comune.alghero.ss.it