Cos'è
“Ritrarre nelle città e nelle valli quanto vi ha di interessante per avvenimenti, per edifici importanti, per memorie del paese, o per l’arte o per i costumi, il quale materiale ben raccolto e ben ordinato può valere quanto una storia scritta.”
Giovanni Battista Unterveger
Domenico Frainer, detto il Minico, racconta per oltre trent’anni, dal 1945 al 1980, il territorio di Roncegno Terme. Il suo obiettivo, come la penna di un sociologo, testimonia la società che lo circonda: una comunità rurale che convive e s’interseca con l’universo delle Terme e dei suoi ospiti, in un dialogo spesso impossibile ma estremamente stimolante.
La mostra si concentra su un ventennio di grande significato: gli anni Cinquanta e Sessanta.
Un periodo che ha visto questa comunità, dopo la conclusione di un devastante conflitto, cambiare intensamente, mentre l’intera Nazione sperimentava la rivoluzione economica e sociale del secondo dopoguerra.
Il progetto nasce dalla necessità di conoscere il fondo fotografico di Domenico Frainer, fotografo che per oltre trent'anni - dal 1945 al 1980 - racconta come unico testimone il suo territorio. Un fondo con più di 38.000 tra negativi e lastre fotografiche. Il fondo è di proprietà privata, conservato e custodito della figlia del fotografo Agnese Frainer
che in questi anni ha incoraggiato, spinto e promosso la sua valorizzazione.
I documenti fotografici descrivono una società che è cambiata nel tempo e documentano un mondo ormai scomparso di lavori, botteghe e attività che hanno caratterizzato il territorio lasciandovi un’impronta profonda, come la Calcara di Marter, con la sua produzione di calce che si è protratta per oltre mezzo secolo. In un territorio che, come molti altri, ha perso ormai la figura dello “storico di paese” detentore della memoria, queste foto rappresentano uno stimolo importante e lo spunto per un confronto e un dialogo tra vecchie e nuove generazioni.
In mostra è presentata una selezione degli innumerevoli scatti, per raccontare le varie anime di Domenico Frainer: fotografo di cronaca e corrispondente per il giornale “l’Adige”, ma allo stesso tempo ritrattista, street photographer e paesaggista.
Il fondo di Domenico Frainer è composto da oltre 38.000 tra negativi e lastre fotografiche che coprono prevalentemente un periodo compreso tra il 1945 e il 1980. Una porzione minore del fondo raccoglie lastre fotografiche realizzate durante la Seconda guerra mondiale quando Domenico Frainer, probabilmente da amatore, segue il suo battaglione testimoniando la vita al fronte.
Il fondo è stato inventariato secondo le norme dettate dall’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD).
“Il vecchio problema: «Fotografia arte o non arte» non preoccupa molto i professionisti, essi cercano e riescono ad elevare il tono del loro lavoro.”
Enrico Pedrotti