Cos'è
La mostra Metamorfosi esplora il tema del cambiamento come processo duplice e complesso: una trasformazione che può assumere connotazioni positive o negative, a seconda del contesto e dello sguardo con cui viene osservata.
Le opere inserite in ambienti naturali rappresentano la metamorfosi come rinascita, armonia e fusione con la forza vitale della natura. Ogni creazione si propone come un omaggio alla sua energia, alla sua serenità e alla sua capacità di rigenerarsi. In questo dialogo con l’ambiente, la figura della libellula diviene simbolo centrale: emblema di trasformazione, adattabilità e rinnovamento, essa attraversa diverse fasi della propria esistenza — dall’acqua all’aria — incarnando il concetto stesso di evoluzione e crescita.
Nel linguaggio dell’arte e delle culture del mondo, la libellula evoca la libertà, la leggerezza, la chiarezza mentale e la gioia del vivere, ma anche la consapevolezza della caducità e la ricerca di equilibrio interiore. Al tempo stesso, la sua natura di piccolo predatore introduce un elemento di ambiguità: bellezza e fragilità si intrecciano con la forza e la crudeltà, diventando metafora della complessità dell’animo umano e della sua continua tensione tra luce e ombra.
Il secondo nucleo di opere offre, invece, una visione più inquieta e critica della metamorfosi: qui la trasformazione si fa disumanizzante. L’uomo, sempre più tecnologico, si allontana dalla propria dimensione naturale, confinando la natura in spazi artificiali, dove essa può essere soltanto osservata ma non più vissuta. In queste opere, la metamorfosi non è più segno di crescita, ma di perdita: la perdita del contatto con la terra, con la materia viva e con la parte più autentica di sé.
Metamorfosi invita così a riflettere sulla direzione del cambiamento: se esso possa ancora essere un processo di armonia e rinascita o se, al contrario, rischi di condurre verso una progressiva separazione dall’essenza stessa della vita.