Pittore, classe 1930, studioso e storico dell’arte, geometra di formazione, figlio dell’arte dei suoi contemporanei, i famosi maestri Salentini quali Gioacchino Toma, Giuseppe Casciaro, Vincenzo Ciardo e su tutti il concittadino Michele Palumbo. Riservato, schivo e mai banalmente commerciale Antonio Trenta indaga nell’onirico, i suoi soggetti sono tanto veri quanto sobri, quasi a delineare un confine invalicabile tra Dio Creatore e l’umano lavoro del modellare la materia, del mescolare il colore con la sofferenza di chi si cimenta con la realtà, con il vero. A suo modo, le stesse difficoltà che si incontrano nella vita, l’individuo, il pittore, le ritrova davanti alla tela avida di colore, costanza e sincero spirito di abnegazione.
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