Domenico Frainer, detto “Minico”, nasce a Marter di Roncegno Terme il 18 luglio del 1910 da Domenico Frainer e Angela Debortoli. Settimo di otto figli. Concluso il servizio militare obbligatorio è richiamato alle armi nel 1939 allo scoppio della Seconda guerra mondiale. È impegnato a combattere sui fronti dell’Albania, della Grecia e, infine, della Francia dove, nel 1943, è fatto prigioniero dai tedeschi. Riesce a scappare dal campo di concentramento grazie a un documento d’identità falso e torna in Italia dove è arruolato nella brigata partigiana la “Pasubiana”. Nel 1945 ottiene la licenza per esercitare l’arte fotografica nel comune di Roncegno e apre un negozio in piazza Montebello. Nel gennaio del 1949 sposa Anna Boccher, l’amore di una vita. Nello stesso anno si trasferisce per lavoro ad Albavilla, in provincia di Como, dove nasce il primo figlio, Gianni. Qui entra a far parte di un gruppo di speleologi che si dedica alla riscoperta e valorizzazione dell’importante sito chiamato Buco del Piombo, un’imponente grotta naturale nel comune di Erba. Torna a Roncegno tra il 1951 e il 1952 ed è assunto come bidello della locale scuola elementare. Contemporaneamente lavora come fotografo della zona. In questo periodo abita con la famiglia nell’appartamento adiacente la scuola, dove allestisce la camera oscura. Nel 1953 nasce il secondo figlio, Livio, e nel 1961 la terza e ultima figlia, Agnese. In questi anni lavora come corrispondente del giornale “l’Adige” e come fotografo ufficiale dello stabilimento termale di Roncegno Terme. Promotore e grande collaboratore di molte associazioni locali, si distingue in particolare nel gruppo Alpini e nell’associazione Combattenti e Reduci di Guerra. Nel 1972 lascia il lavoro da bidello e gradualmente anche il suo impegno come fotografo. Muore nell’ottobre del 1985 all’età di 75 anni.