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Michele Azzali

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Adriano Bertelli

Adriano Bertelli, nato a Trento il 2.3.1949 e residente a Trento.
Ha lavorato nell'azienda di famiglia Pasticceria Bertelli fino al 2008. La sua particolare predisposizione alla decorazione dei dolci lo ha portato da sempre ad una passione per la pittura autodidatta.
Ha frequentato solo un breve corso da adulto presso la Scuola d'Arte, di disegno di nudo dal vivo con modello maschile.

Docenti senza frontiere

Docenti Senza Frontiere è un’organizzazione di volontariato nata nel 2011 all’interno dell’Istituto comprensivo Aldeno-Mattarello (TN) grazie alla propensione di alcuni insegnanti “senza frontiere” a innescare il cambiamento sociale attraverso l’educazione.
Questa mostra raccoglie le opere realizzate dagli studenti del Liceo d’Arte “A. Vittoria” di Trento e dell’Istituto d’Arte Grafica “Sacro Cuore” di Trento nel corso dei percorsi di formazione realizzati da Docenti Senza Frontiere su guerra e diritto alla pace, migrazione e diritto al futuro, sostenibilità ambientale. È attraverso queste formule che DSF intende “costruire conoscenza con la solidarietà” ma anche “solidarietà con la conoscenza”, un gioco di parole che costituisce la sintesi della mission dell’organizzazione.
Segui le attività dell’organizzazione su www.docentisenzafrontiere.org 

La Chigi

La Chigi Nata a Bassano del Grappa (VI), vive e lavora a Trento. Laureata in Lettere moderne ad indirizzo storico-artistico, si forma alla didattica dell'arte frequentando un tirocinio presso il Mart nell'ambito del corso di “Psicopedagogia del linguaggio e della comunicazione”. Si occupa anche di scrittura. Ha vinto un concorso nazionale e la sua opera è stata pubblicata per le edizioni “Malatempora”. Si avvicina all’arte contemporanea durante gli studi universitari, sviluppando per un breve periodo una ricerca sull’individuo e le sue “maschere” nella relazione con se stesso e gli altri. Dopo esperienze nella critica d’arte e nel giornalismo, torna al fare artistico approfondendo il tema della casa e delle relazioni anche problematiche con e tra i suoi abitanti utilizzando materiali non convenzionali e fuori scala, assemblati in modo da dare vita a scenari surreali con un piglio allo stesso tempo leggero e pensoso. Nei suoi ready made-installazioni e oggetti gli umani abitano lo spazio ristretto delle casascatoletta con trasognata naturalezza ma non è forse tutto come sembra. Le sue opere sono state esposte in mostre collettive e personali in spazi pubblici e privati in Italia (Bassano del Grappa, San Giacomo, Trento, Pergine e Borgo Valsugana). Ha collaborato con la Galleria Civica di Trento per il progetto artistico-scientifico “Superbinario” dei “Superflex”. Le sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private in Italia. Dal 2020 l'artista è presentata dalla Galleria Contempo. Instagram: la.chigi.art Website: https://sites.google.com/view/la-chigi-art Facebook: la.chigi.art
Ho in generale sempre avuto un buon rapporto con le case (sono una emigrata), anzi più con le case che con i luoghi all'esterno di esse. La casa, per me, è un luogo in cui rifugiarsi ma anche in cui stare, immersi nell'ozio bello tra letture e visioni, negli affetti e nella morbidezza delle gatte. E' il luogo dell'interiorità in cui stare, immersi in cose belle che generano emozioni e nutrono occhi e cuore. Un luogo da cui uscire per lavoro e per piacere, per immergersi in altri luoghi non solo fisici ma soprattutto mentali e spirituali. Non per tutti la casa è però questo. E' spesso un dormitorio, un luogo di transito e non di stazionamento, quasi un non luogo. Una prigione e non una accogliente tana. Le case moderne sono piccole, pensate per nuclei ristretti e solitudini sempre maggiori. La quarantena ha chiuso porte, porti, frontiere. La casa si è trasformata in un luogo sicuro, ma anche in una fortezza inespugnabile non più solo dall'esterno all'interno ma soprattutto viceversa. Le strade sono diventate improvvisamente deserte e silenziose. Le persone non c'erano più. Ogni tanto si poteva intravvedere qualche fugace sagoma dietro qualche finestra. Cosa facevano tutti tutti i giorni lì dentro? Come stavano? Chi erano? Cosa volevano? Le installazioni con ready-made e oggetti fanno parte della serie “Janas”, costituita da 90 opere, integralmente concepite e realizzate durante il periodo della quarantena nel tentativo di ripopolare il mondo improvvisamente reso deserto dall'arrivo del virus. Le scatolette di pesce sono quindi divenute abitazioni, chiuse e allo stesso tempo aperte allo sguardo degli osservatori come nuove finestre su un mondo di possibilità, in cui i personaggi con l'aiuto di oggetti non recitano solo scenette ma sono correlativi oggettivi di sentimenti, emozioni ed attese maturate durante la quarantena resa necessaria dalla pandemia.

Daniela Polselli

Nasco a Roma e vivo a Trento dal 2002. Sono appassionata di arte moderna e contemporanea, studio beni culturali all’Università di Trento. La passione per la pittura la prendo da mio padre. Ho esposto a Trento, dove adesso vivo, in una mostra personale, ed a Roma, in via Margutta, con l'Associazione Cento Pittori.

tel. 348 - 2432022
e-mail:
daniela.polselli@virgilio.it

sito internet:
www.danielapolselli.wixsite.com/lalucenelcolore

Lucia Guido

Ho scoperto questa mia passione ultimamente, anche se in realtà già da bambina mi perdevo facilmente fra fogli e pastelli colorati.

Amo il colore e la luce che gioca fra le immagini che dipingo, che non seguono una logica precisa ma che provengono piuttosto da soggetti che colgo, nelle loro espressioni più disparate, soggetti che coinvolgono le mie emozioni e sentimenti.

Amo in particolare la tecnica dell’olio su tela, per la sua grande versatilità.

Ho partecipato a varie mostre collettive e a qualche personale, e nell’agosto 2020 una mia opera è stata selezionata con quelle di altri 140 artisti provenienti da 31 Nazioni per la rassegna internazionale di arte contemporanea “HUMAN RIGHTS? THE FUTURE’S SHAPE” organizzata da IAA-AIAPI-UNESCO presso le sale museali della Fondazione Campana dei Caduti di Rovereto. Opera che ha anche avuto l’onore di pubblicizzare la suddetta mostra sulla stampa e negli annunci televisivi.

Contatti:

cell. 349 7397510

gdoluciamail.com

#luciaguido8

Patrizia Antolini

Trento 11 01.1961 

Pittrice essenzialmente autodidatta ha frequentato privatamente alcuni corsi cercando con il tempo di migliorare la tecnica e l'approccio alla pittura. Decisivo è stato l'incontro con Giuseppe Groff che ha generosamente condiviso esperienze e segreti, fondamentali per la ricerca di un connubio tra esistenza ed espressione pittorica, dove luce, colore della Natura e dei paesaggi riuscissero a fondersi in un unicum olistico con la vita.

Lungo il percorso ha partecipato in provincia di Trento ad alcune mostre collettive con il gruppo Arte Domino, nel 2018 e nel 2019 con personali presso la Biblioteca di Vallelaghi, a Vezzano, nel 2020 presso lo spazio espositivo della Regione Trentino -Alto Adige, nel 2021 ha esposto con una personale presso la Sala Thun di Torre Mirana a Trento.

Contatti:
mail parviji11@gmail.com

Larysa Draban

Sono Larysa Draban, un’artista ucraina. Dal 1981 al 1986 ho studiato in
un istituto d'arte a Donezc, in Ucraina.
Fin dall’infanzia ho sempre amato disegnare in stile realistico.

Da una decina d’anni ho iniziato a studiare una nuova tecnica chiamata
plentanismo. Questa mostra presenta alcuni dipinti in stile plentanismo come i quadri "Preghiera","Umore di frutta","Rapsodia planetaria","La
tua mossa regina", mentre alcuni quadri sono in stile modern come "Felicità in ogni tempo"; le restanti opere sono realizzate invece in stile realistico.

Ivo Bertotti

Ivo Bertotti, nato a Levico Terme nel 1955, vive a Pergine Valsugana.

Artista interprete della natura o più propriamente dei
paesaggi della sua terra, luoghi di una bellezza straordinaria che segnano
profondamente l’anima dell’autore.

Ha frequentato nel tempo diversi corsi di disegno e pittura
per approfondire la sua personale tecnica acquisendo una maturità espressiva.

Sotto l’influenza dell’impressionismo dei grandi artisti,
realizza le sue opere con una genuina attenzione a ciò che lo circonda,
avvalendosi di colori caldi combinati ad un tratto volutamente indefinito.

Predilige la pittura ad olio, cimentandosi, tuttavia, anche
nelle tecniche dell’acquerello, della tempera e della calcografia. Da alcuni
anni si è avvicinato anche alla scultura del legno.

Mauro Arnoldi

Nasce a Vicenza il 2 luglio 1963, vive a Martignano.

Ha iniziato a dipingere fin da piccolo, imparando come autodidatta le tecniche di base del disegno, utilizzando quasi subito i colori ad olio e dedicandosi alla rappresentazione di paesaggi. Dopo alcuni anni di stop forzato, ha ricominciato nel 2007 la sua produzione artistica, frequentando dei corsi per apprendere e sperimentare nuove tecniche pittoriche e forme artistiche.

Ha affrontato le difficoltà dei ritratti umani, dapprima con la matita e poi con i colori acrilici, cercando comunque di personalizzare le sue creazioni. 

Ha partecipato ad una mostra collettiva nel 1998 presso il maso Martis a Martignano di Trento, nel 2008 alla mostra di pittura itinerante "Dipinti per la solidarietà" a Rovereto, Volano, Avio, Arco e Brentonico ed al concorso di pittura "Cromie d'Autunno - Scorci della terra dei Forti" ad Avio nel 2008 e nel 2009 ad una collettiva di artisti a Villazzano e alla 19^ edizione del concorso "Il colore Trentino" presso il parco dell'Adami de Tarczal a Marano d'Isera.

Coltiva da sempre anche la passione del teatro e della musica in qualità di registra e attore di commedie teatrali in italiano.

Contatti: tel. 0461.825187 - 3472992118

www.labaraca.net

www.outline-tn.it

mauro@levechi.it 

Guido Benedetti

A cavallo tra il 1977 e il 1978, il geografo triestino Alessandro Cucagna percorse la Valle di Gresta e annotò, su un taccuino rosso, i propri appunti e le proprie descrizioni. Guido Benedetti ingegnere e appassionato fotografo con una predilezione per questo tipo di
ricerca, ha ripercorso, tra il 2017 e il 2018, sulla scorta di precise indicazioni metodologiche, il “viaggio” di Alessandro Cucagna, realizzando, in relazione alle stagioni e alla stratificazione del territorio nelle sue componenti antropiche e geografiche, una serie di immagini che, a distanza di quarant’anni dall’encomiabile opera del geografo, offrono una sua possibile chiave di lettura visiva per approssimazione o differenza delle situazioni.

www.guidobenedetti.it

Claudio Boso

Claudio Boso, nato a Borgo Valsugana nel 1962.

Da sempre appassionato d’arte ed in particolar modo di
pittura ha iniziato a dipingere esclusivamente per passione da autodidatta.

Trasferitosi a Trento per lavoro ha avuto l’occasione di
frequentare e ancora frequenta, dei corsi di pittura promossi da un noto
artista che opera in loco.

Ha potuto così sperimentare e conoscere più tecniche, la sua
preferita rimane comunque la tecnica della pittura ad olio spatolata.

Ama particolarmente dipingere soggetti naturalistici, avendo
vissuto per la maggior parte del tempo in un piccolo paese e a contatto della
natura delle nostre valli.

Ha avuto l’occasione di partecipare più volte a delle mostre
collettive, in particolare a Rovereto.

Livia Rossi

Nata a Trento nel 1958, appassionata da sempre al disegno e alla pittura,
ha frequentato dal 1988 corsi di disegno e pittura, tra cui il “Gruppo Arti visuali” di Trento, ed il Laboratorio “Arte Domino” di Franco La Spada a Rovereto, approfondendo le tecniche dell’acquerello e dell’acrilico.

Nel 2005 e nel 2009 ha frequentato I corsi di acquerello del maestro Reinhard Ploner,
acquerellista altoatesino molto apprezzato in Italia e all’estero.

Presso lo Studio Andromeda di Trento ha lavorato sul disegno umoristico e sull’aquerello.

Dal 2017 l’approccio con il colore ad olio sotto la guida del pittore e scultore Juri Fernandez.

e-mail: liviarossi.tn@gmail.com

Gianfranco Della Rossa

GIANFRANCO DELLA ROSSA

Gianfranco Della Rossa è nato qualche decina di anni fa in Friuli, casualmente a Udine.
La sua formazione si è sviluppata nel tempo attorno a diversi centri di interesse e l'ha condotto a svolgere per un considerevole periodo di tempo anche l'attività di insegnante.
La sua educazione artistica è stata caratterizzata da una ininterrotta attività di ricerca e, come lui stesso dice "da una curiosità quasi morbosa" verso le tecniche attraverso cui l'arte si è manifestata, rivolgendo la sua attenzione, soprattutto, a tutte quelle forme di abilità manuali (dunque senza alcuna distinzione tra arte e artigianato) che consentono la materializzazione di forme e volumi. Questo periodo di "apprendistato" - per lui mai interrotto - ha avuto un importante momento di razionalizzazione e sistematizzazione con la frequenza dell'Accademia di Belle Arti.
Convinto che il "cosa fare" sia strettamente legato al "come fare " ha utilizzato e sperimentato, nel susseguirsi del tempo, svariati materiali: legno, pietra, cemento, cera, bronzo anche integrati tra loro ma è nella "terra" (è così che preferisce definire l'argilla) che ha trovato il suo punto di naturale approdo.
Le sculture di Gianfranco Della Rossa seguono diversi filoni di ricerca con frequenti ritorni su percorsi già battuti alla ricerca di nuovi sentieri o nuove strade da percorrere con sempre rinnovata curiosità e interesse.
Sue opere sono presenti in collezioni private e spazi pubblici.
Attualmente vive e lavora tra Trento e Friuli (Valvasone).

www.gianfrancodellarossa.it

VOLTI, MASCHERE, PROFILI, IDENTITA'

Questi lavori vogliono porre l'accento su termini che rappresentano spesso i parametri attraverso i quali, consapevolmente o meno, ci auto-rappresentiamo o gli altri ci definiscono.
La prima parte della mostra è volta a delineare Volto e Maschera intesi come contenitore e contenuto del nostro essere e dove essenza e apparenza spesso si mescolano e non sempre sono di facile individuazione.
La seconda parte propone alcuni Profili intesi come parte rappresentativa di un tutto ma sempre incapaci di definire l'essere nella sua interezza.
La terza sezione vuole esplorare l'Identità, termine così facilmente spendibile a fini ideologici ma, in fondo, così difficile da definire; le opere esposte cercano di rappresentare, problematizzandoli, alcuni suoi elementi costitutivi .
Tutte le opere sono in argilla semirefrattaria o gres, pigmentate con ossidi in bicottura.

Scuola Waldorf "Rudolf Steiner" - Trento

Esposizione di creazioni
artistiche realizzate attraverso le diverse tecniche affrontate durante le
lezioni settimanali dall'insegnante di arte nelle classi VI, VII e VIII (classi
corrispondenti alla I, II e III media). La pedagogia Waldorf è fondata sul
principio di organicità che si riflette nel piano di studi attraverso
l'interrelazione e l'analogia tra le varie discipline permettendo così
all'alunno di sperimentare un collegamento attivo tra le varie materie. Presentiamo
qui alcune elaborazioni che nascono dalla collaborazione tra la storia, la
mineralogia e la fisica. La tematica insieme alla tecnica e alla modalità
esecutiva, tengono conto del momento evolutivo del ragazzo, sulla base di una
conoscenza antropologica che cerca di accompagnarlo nelle sue specifiche fasi
di crescita. In tal senso ad esempio la tecnica del chiaro scuro, che traduce
in forma artistica i principi polari di luce e ombra, di leggerezza e gravità,
di contrasto e sfumatura, può accompagnare il momento di crescita sia fisica
che interiore del ragazzo, nella fase della pre - pubertà, che lo vede
coinvolto in un grande cambiamento rispetto all'infanzia. Nel contempo un
concetto maggiormente scientifico, quale la teoria delle ombre, viene esteso ad
un piano che coinvolge aspetti antropologici profondi.

Mostra proposta in occasione del centenario
di apertura della prima scuola Waldorf nel mondo. Ad oggi esistono 2000 asili e
oltre 1000 scuole di ogni ordine e grado in 80 Paesi.

www.scuolasteiner-trento.it

www.waldorf-100.org

Firouzeh Mesrian

Firouzeh Mesrian è nata in Tehran/IRAN nel 1970. Nel 1996 ha conseguito il BA (Laurea) in traduzione in Inglese- English Translation. Firouzeh si interessa di pittura ed è una esperta in miniature Persiane. La tecnica da lei applicata in questi lavori di miniatura è chiamata " Pardaz", in Farsi cioè nella lingua Persiana. Firouzeh ha iniziato a dipingere molto giovane essendo nata in una famiglia appassionata d'arte; infatti suo padre, collezionista d'arte, l'ha sempre incoraggiata verso l'espressione artistica. Dopo aver terminata la scuola superiore ha subito intrapreso le scuole di pittura e di disegno alla scuola di famosi maestri tra cui Abbas Katouzian (1923- 2008). Ha dedicato molta parte del suo tempo e della sua vita alla pittura.
Mostre Tenute a Tehran /Iran:
Settembre 2000: La prima mostra di Arti Visuali delle Artiste Donne della Provincia di Tehran, in occasione della settimana della Donna in Niavaran presso la Fondazione Creazioni Artistiche; ha ottenuto premi ed apprezzamenti molto positivi per la partecipazione e le opere di questa mostra - 110 opere di altrettante artiste, sono stata incluse nella pubblicazione dal titolo: Paintings and Colors.
2001: La prima internazionale mostra di Arti delle Artiste Donne, Tehran Gallery vicino all'università di Tehran, con riconoscimento e stima anche per questa partecipazione.
Estate 2002: La Seconda mostra di Arti Visuali delle Artiste Donne Iraniane , in
Niavaran presso la Fondazione Creazioni Artistiche.
Mostre in Italia 2010:
Le Creatività Sommerse (26 Sett.- 06 Ott.),2010: Sala Maier, Piazza Serra 11, Pergine Valsugana TN, Italia. In questa mostra sono esposte alcune opere significative.
Partecipa ad esposizioni di pittura in Regione Autonoma Trentino - Alto Adige.
Ora per la terza volta partecipa ad una esposizione con le proprie opere in Italia dove vive da venti anni.

Contatti:

mail fmesrian@yahoo.com

Firouzeh Mesrian was born in 1970 Tehran/Iran. In 1996 she received her BA in English Translation. Firouzeh is interested in painting and is an expert in Persian Miniature. The technique she applies in her miniature works is called: Pardaz( stippling) in Farsi. Firouzeh started to paint when she was very young. After she finished high school she immediately participated in different painting and drawing classes of some famous Iranian artists among them Abbas Katouzian (1923-2008). Firouzeh has made painting a part of her daily routine. She comes from an art lover family, and her father a private art collector; has always been encouraged her towards the artistic expressions. 

Exhibitions in Tehran/IRAN:
September 2000: the first Exhibition of Visual Arts by female Artists of Tehran Province on the occasion of women week, Niavaran Artistic Creations Foundation. She also received a letter of appreciation. To acknowledge the effort of the participating women artists in this exhibition a collection of 110 works by 110 artists is published under the title of Paintings and colors, which her painting has also been included.
2001: The First International Art Works Exhibition of Women; tehran Gallery next to Tehran University. She also received a letter of appreciation.
Summer 2002: The Second Exhibition of Visual Arts by Iranian female Artists, in Niavaran Artistic Creation Foundation.
Exhibition in Italy:
Le Creatività Sommerse (26 Sep.- 6 Oct.) 2010, in Sala Maier, Piazza Serra 11, Pergine Valsugana TN, Italy.
Participate in exhibition of paintings in Regione Autonoma Trentino-Alto Adige.
This is the third time that she exhibits her work in Italy- Regione Autonoma di Trentino Alto/Adige, where she has lived for twenty years.

Giovanna Regazzi

Nasce a Bologna nel 1958 dove frequenta il Liceo Artistico, dal 1979 al 1983 lavora nel laboratorio di restauro di Ottorino Nonfarmale dove si specializza nel ritocco pittorico. Qui ha l'opportunità di intervenire su opere di importantissimi maestri, e sulla base di questa esperienza arriva ad eseguire accurate copie d'autore spaziando tranquillamente tra tecniche e stili differenti.

Nelle sue opere personali, è indiscutibile l'importanza della tradizione rivolta però verso una personalissima modernità. Nei suoi quadri la composizione è impostata con chiarezza, apparentemente senza lasciare nulla al caso, alcune opere assumono un gusto surreale: i fiori e gli oggetti si mostrano con forme ambigue, si trasformano, si mescolano proponendosi come piacevoli inganni per l'occhio.

Nella serie “I limoni” il frutto familiare e domestico viene rielaborato, si supera e si trasforma mutando la realtà a una rappresentazione più libera: un oggetto realistico viene inserito in un contesto che lo estranea, come metafora delle sensazioni quotidiane, affettato, spremuto, sbucciato ma dove comunque è dominante il colore, un giallo solare positivo.

www.giovannaregazzi.it

Bruno Capossela

Bruno Capossela, Artista parte trentino e parte…..nopeo

Nato a Napoli classe 58, risiedo ed opero a Trento. Autodidatta, eredito da mio padre Luigi la passione per la pittura, i miei primi lavori risalgono a metà anni 70, manifestando da subito una spiccata e naturale vena artistica, che andrà sempre più a concretizzarsi nei primi anni 90. La mia pittura figurativa è sempre legata al quotidiano pur ricercata nei tratti, lavori che rappresentano paesaggi, scorci, fiori, ritratti di persone ed animali, soggetti realizzati con colori ad olio o acrilici, che vengono trasferiti sulle tele e tavole con spatole e pennelli.

Già da qualche anno, continuo nello studio ed approfondimento di altre tecniche, ”stucchi acrilici, preparati con miscele di polveri da me selezionate e la tecnica dei colori acrilici fluidi (Fluidart)”, tecniche improntate alla realizzazione di opere astratte, dove i colori e le forme si mescolano in modo apparentemente casuale, e si fondono creando un senso di movimento.

Questa mia esposizione al palazzo, non segue un tema preciso, si possono ammirare opere figurative ad olio ed acrilico, ed una serie di opere astratte, realizzate con stucchi e con tecnica dell’AcrylicPouring, una forma di fluid painting.

Nel corso degli anni ho organizzato e curato le mie personali, ho partecipato a mostre collettive e manifestazioni di arte strada e ho esposto in locali pubblici, con una buona attenzione di pubblico.

La mia iscrizione all’ ADAC – Archivio trentino Documenti artisti contemporanei, risale al 2001.

 Contatti:

Mail: bruno.art@virgilio.it

Instagram:bruno.art58capossela

Facebook: Bruno Capossela Sorrentino

Gianfranco Vianello

Gianfranco è nato al mare, sull’isola di Pellestrina vicino a Venezia, ma la sua vita l’ha trascorsa, per questioni di lavoro, tra le montagne, fra il Bellunese e il Trentino: fra le meravigliose Dolomiti.

Il suo lavoro (parla correttamente quattro lingue) di portiere in grandi complessi alberghieri infatti lo ha visto nella sua vita adulta prima, per lunghi anni a Cortina d’Ampezzo e poi in Val di Fiemme a Predazzo, dove si è definitivamente accasato dopo la pensione.

Nella parlata una leggera cadenza veneziana gli è rimasta, ma nel suo cuore, lo si capisce dai suoi discorsi entusiasti sul paesaggio, prima ancora di vedere le sue opere, vi è posto solo per le “sue” Dolomiti. E questo è il soggetto incontrastato dei suoi quadri: le svettanti guglie bianche di calcare e magnesio, le verdi vallate alpine punteggiate dai tipici fienili e loro ….. gli abitanti discreti delle grandi foreste, immortalati nei momenti salienti e più intimi della loro vita: dal brunft del camoscio, al bramito del cervo, dal volo improvviso delle bianche, allo sguardo discreto del capriolo al limitare del bosco.

Immagini di grande suggestione, fatte di pennellate all’apparenza semplici, distese in modo naturale, all’apparenza senza un rigore pensato, ma con alle spalle però tante ore difficili trascorse con infinita pazienza e dedizione ad affinare un dono che Gianfranco ha sempre sentito dentro di sé fin da bambino.

Dai dipinti di Vianello traspare una leggerezza di esecuzione che seduce l’osservatore: la rapidità della pennellata e l’uso degli effetti luminosi, oltre ad incantare l’occhio, creano una magica atmosfera che compare in ogni piccolo dettaglio. L’attenzione di chi osserva è catturata, prima che dal dettaglio, dall’insieme della luce e del colore. Ho sempre pensato, ci dice l’artista, che la luce sia la principale componente della pittura. La mia tavolozza è abbastanza limitata, pochi colori caldi e freddi che mescolati insieme danno una serie infinite di sfumature. Il segreto, se così vogliamo chiamarlo, è di seguire le varie fasi di esecuzione fino a giungere, passo dopo passo, quasi a vivere in simbiosi con l’opera che di desidera creare.

La pittura di Vianello è immediatezza, è trasporto, non ci devi ragionare su, questo lo fai dopo, da subito sei affascinato e inconsciamente trasportato fra pareti scoscese e luce di bosco, sulla porta della vecchia baita o tra i camosci nella bufera di neve. Il Gianfranco marittimo, non vi è dubbio conosce intimamente e ama le montagne che gli sono sue ormai da tanti anni. E più dei montanari atavici sa penetrare l’intimo messaggio fatto di storie antiche, di sofferenze umane, di insidie naturali che l’autore sa far sue con una particolare sintonia con lo spirito delle tradizioni e delle consuetudini delle genti di montagna, dove su tutte primeggia l’importanza della conservazione dell’ambiente naturale. Pregevoli effetti artistici che proprio il cacciatore di montagna sa cogliere, forte di quel suo rapporto diretto con questi ambienti da sempre difficile ma bellissimo. Le immagini evocative di Vianello sano coinvolgere il cacciatore di montagna con il ricordo di un’attesa del capriolo al freddo sull’altana, di una pirs al cervo dove, nel silenzio ovattato che queste immagini sanno far affiorare con immediatezza, vi è posto solo per il rimbombo assordante dei nostri battiti cardiaci e dell’agghiacciante urlo del cervo maschio. Ma anche immagini per ricordi aggraziati: dall’etereo frullo di una bianca in lontananza, al barbaglio del primo che sole sulla cima delle Tofane, alle ombre lunghe della sera che scendono dal Cimon della Pala.Documenti di una indiscutibile delicatezza poetica tesa a fissare tangibilmente, in immagini di immediata lettura, le sensazioni che provengono dal suo diretto rapporto con l’ambiente naturalistico.

Tante le mostre a cui Vianello ha partecipato dagli anni ’70 ad oggi, dal Trentino all’Ampezzano, da Venezia al Belgio. Le sue opere sono arrivate in Spagna, Francia, Inghilterra, Germania, Russia, Stati Uniti e in tanti altri paesi all’estero, fino nella lontana Australia.

Gianfranco Vianello è un autodidatta che da bambino passava le ore ad ammirare i pittori che si cimentavano, come ancor oggi succede, nelle calli veneziane, ma il suo innato talento e la sua grande perseveranza nello studio e nell’affinamento quotidiano ne fanno l’erede, come ebbe a dire Iginio De Pedri, nella presentazione di un catalogo delle sue opere, del virtuosismo tipico dei Maestri Veneziani.

Contatti:

mail: gianfranco.vianello@yahoo.it 
telefono: 3478869614
website: www.gianfrancovianello.com