Descrizione
“La parità previdenziale non si esaurisce nel contare quante donne aderiscono a un fondo pensione: il vero nodo risiede nella capacità di accumulo effettivo nel tempo, minata da discontinuità di carriera, retribuzioni inferiori e carichi di cura familiare che ancora gravano in larghissima parte sulle spalle femminili”.
Con queste parole l’assessore regionale alla previdenza, Carlo Daldoss, ha aperto la propria riflessione a margine della 12ª edizione dell’Equal Pension Day, l’annuale convegno promosso da Pensplan Centrum S.p.A. dedicato al superamento delle disparità di genere nel lavoro e nella pensione. Al centro dell’edizione 2026, intitolata “Fare rete, creare valore, costruire futuro”, sono state poste proposte e buone pratiche per favorire il cambiamento concreto tra istituzioni, aziende e famiglie.
“Come Regione autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol – ha proseguito l’assessore Daldoss – abbiamo stanziato oltre 13 milioni di euro a supporto dei periodi dedicati alla cura dei figli e dei familiari non autosufficienti, registrando un incoraggiante aumento degli uomini nei congedi parentali (+68,3% in regione nel triennio 2022-2024). Tuttavia, il divario di genere resta profondo. Fare rete significa rafforzare l’alleanza tra istituzioni provinciali e regionali, imprese, parti sociali e Pensplan per garantire strumenti previdenziali accessibili e prevenire il rischio che la cura familiare si trasformi in fragilità economica da anziani”.
Il divario pensionistico e il paradosso della previdenza complementare
I dati analizzati confermano la necessità di questo impegno. Nel sistema pensionistico obbligatorio, le donne rappresentano la maggioranza della popolazione pensionata regionale (51,2%, pari a 135.663 persone, contro il 48,8% degli uomini, pari a 129.300). Ciononostante, gli assegni percepiti restano sensibilmente inferiori in tutte le gestioni:
* Fondo pensioni lavoratori dipendenti: importo medio mensile in regione di 1.029 euro per le donne contro 2.140 euro per gli uomini (oltre 1.111 euro di differenza al mese);
* Dipendenti pubblici: 1.963,3 euro per le donne contro 2.830,8 euro per gli uomini;
* Lavoratori autonomi: 853,3 euro contro 1.532,0 euro maschili.
Prendendo in esame le sole pensioni di vecchiaia, il distacco medio mensile emerge chiaramente in entrambe le province:
* In Trentino: 986 euro per le donne a fronte di 1.887 euro per gli uomini;
* In Alto Adige: 992 euro per le donne a fronte di 1.747 euro per gli uomini.
Anche nella previdenza complementare si rileva un marcato paradosso: l'adesione ai fondi partner Pensplan in regione è perfettamente bilanciata (50,8% donne e 49,2% uomini), ma il capitale medio accumulato dalle donne ammonta a 19.800 euro contro i 30.400 euro maschili, segnando un gap del -35% (-10.600 euro).
Analizzando la percentuale di capitale medio in meno maturato dalle lavoratrici rispetto ai colleghi maschi per settore e provincia:
- Dipendenti privati: -37% sia a Trento sia a Bolzano;
- Lavoratori autonomi: -26% a Trento e -35% a Bolzano;
- Dipendenti pubblici: -27% a Trento e -36% a Bolzano.
Le cause: mercato del lavoro e carichi di cura
Il gap pensionistico ha radici profonde lungo tutta la vita lavorativa:
- Tasso di occupazione (15–64 anni): in regione il tasso maschile è pari al 77,8%, contro il 67,9% femminile. A Bolzano il tasso femminile è del 68,5% (79,2% per gli uomini); a Trento è del 67,2% (76,4% per gli uomini).
- Part-time e retribuzioni: a livello regionale il tempo parziale interessa il 46,6% delle lavoratrici dipendenti del settore privato (a fronte del 9,9% maschile). Nel settore privato regionale, la retribuzione media giornaliera femminile è di 85,8 euro rispetto ai 121,4 euro maschili (-29,3%).
- Maternità e dimissioni: nel 2025 le lavoratrici madri dimissionarie sono state 519 a Trento (con il 27,5% delle motivazioni attribuibili alla cura dei figli e il 24% a ragioni organizzative e di conciliazione) e 864 a Bolzano (dove uno studio provinciale evidenzia che l’84% dei rientri post-maternità avviene con orario part-time).
L'impatto degli interventi regionali
Le misure regionali di contribuzione previdenziale per i periodi di cura hanno registrato complessivamente 5.573 richieste accolte per uno stanziamento erogato pari a 13.353.139,59 euro:
- Cura dei figli: 4.787 domande accolte e oltre 11,08 milioni di euro erogati, di cui 3.413 a Bolzano (2.927 donne e 486 uomini, per 7,47 milioni) e 1.374 a Trento (667 donne e 707 uomini, per 3,60 milioni).
- Assistenza per non autosufficienza: 786 domande accolte per oltre 2,27 milioni di euro erogati, di cui 543 a Bolzano (448 donne e 95 uomini, per 1,50 milioni) e 243 a Trento (148 donne e 95 uomini, per 772 mila euro).
Le donne continuano a rappresentare circa il 75% dei beneficiari di questi sussidi (75,1% per la cura dei figli e 75,8% per la non autosufficienza), a riprova del fatto che la conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro rimane una questione centrale per l'equità economica e sociale del nostro territorio.