Descrizione
"È essenziale che i lavoratori comprendano come i risparmi destinati alla previdenza complementare non costruiscano soltanto la propria rendita futura, ma abbiano un beneficio tangibile per l'intera comunità. Questo assume ancora più valore all’interno di un fondo privo di finalità di lucro, nato unicamente per valorizzare al meglio le contribuzioni dei singoli aderenti".
È questo il messaggio centrale lanciato dall'assessore regionale alla previdenza complementare, Carlo Daldoss, nel suo intervento alla conferenza stampa di presentazione del primo Bilancio Sociale di Laborfonds, il documento che fotografa oltre 25 anni di impatto economico e sociale del fondo pensione negoziale per i lavoratori del Trentino-Alto Adige/Südtirol.
I numeri principali parlano di 460 imprese locali finanziate, alloggi a canone moderato per 1.500 persone e 1,8 miliardi di euro restituiti agli iscritti in 25 anni.
Il modello regionale e il primato delle adesioni (67%)
Daldoss ha espresso soddisfazione e orgoglio per l'evoluzione del sistema previdenziale integrativo:
"Questo primo Bilancio Sociale è il segno tangibile di quanto Laborfonds sia radicato nella nostra comunità regionale e di quale rilevanza abbia assunto. Mettere per iscritto le ricadute positive sul territorio dimostra tempi che cambiano verso una sempre maggiore trasparenza e responsabilità. Ci sono 27 anni di storia dalla nascita del progetto Pensplan e dei quattro fondi aderenti, tra cui Laborfonds è la realtà più rilevante. Nella nostra regione il tasso di adesione alla previdenza complementare raggiunge circa il 67%, a fronte di una media nazionale nettamente inferiore, ferma attorno al 43-45%".
Risorse a sostegno dell'economia reale
L’assessore ha ribadito l'importanza delle scelte di allocazione delle risorse a favore del contesto locale:
"Gestire una massa vicina ai 5 miliardi di euro comporta una grande responsabilità nei confronti di oltre 160 mila lavoratori. Laborfonds ha saputo compiere la scelta strategica di investire parte della raccolta nell'economia reale, dai minibond alla partecipazione al Fondo Strategico, integrandosi con iniziative territoriali come i bandi provinciali sull'economia sociale. Rendere consapevoli i lavoratori di questi risultati rafforza la fiducia e la reputazione del sistema".
La proposta: studiare un fondo di compensazione per le fasi di mercato negative.
Daldoss ha proposto quindi una misura mirata a proteggere i lavoratori al termine della carriera:
"In presenza di mercati finanziari ciclici, ho più volte suggerito di verificare, qualora sussistano le condizioni normative e di legge, la possibilità di istituire un meccanismo o un fondo di compensazione. L'obiettivo è evitare che chi raggiunge i requisiti pensionistici ed esce dal fondo in una fase congiunturale sfavorevole dei mercati venga penalizzato rispetto a chi esce in momenti di rialzo. Sarebbe un ulteriore presidio di equità e solidarietà diffusa, valori da sempre fondanti della nostra autonomia".