Cos'è
In occasione del Trento Film Festival 2023, La Regione Autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol organizza, con la co-partecipazione della Comunità della Val di Non e il patrocinio di SAT Società Alpinisti Tridentini e Parco Naturale Adamello Brenta, una mostra d’arte dedicata alla montagna.
La mostra presenta la montagna sotto molteplici punti di vista con un’alternanza di scultura, pittura e fotografia: le opere plastiche di Othmar Winkler, Adolf Vallazza, Rinaldo Cigolla, Aron Demetz, Martin Demetz, Eduard Moroder, Luigi Degasperi, Milos Borc, dedicate alle genti di montagna e provenienti dal patrimonio artistico della Regione Autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol, sono messe in relazione con gli scatti in bianco e nero del fotografo Massimiliano Corradini, dedicati in maniera specifica alle Dolomiti di Brenta, con gli acrilici su tela dell’artista Marcello Nebl, nei quali la montagna appare come concetto, metafora della vita stessa e con un'opera di Andrea Borga.
L’allestimento a parete, in particolare, alterna ad ogni quadro di Nebl una fotografia di Corradini portando così il visitatore a poter apprezzare i due diversi punti di vista: la montagna osservata dal pittore, che da reale diviene immaginazione e concetto per poi tornare alla realtà grazie a una peculiare e metodica tecnica che unisce pittura e grafica ed il reale catturato dall’occhio del fotografo e reso irreale dall’apparecchio e dalla propria visione di lavorazione.
La mostra è a cura di Giuseppe Tasin e si inserisce nel progetto “La Regione fuori dai vetri”, promosso dall’assessore regionale Waltraud Deeg, per offrire l’opportunità a tutta la popolazione di vivere da vicino l’espressione e la bellezza dell’arte, mettendo a disposizione di tutti le opere d’arte della Regione.
L’obiettivo del progetto è quello di rendere prossimamente la mostra “Echi. La montagna tra fotografia e pittura” itinerante su più sedi nel territorio regionale, affinché l’ente Regione diventi sempre più una rete con capacità di raccolta, di legame, di appartenenza, un luogo di formazione allargato. È un’occasione per coniugare gli elementi naturalistici e antropologici, in vario modo rappresentati dalle opere esposte, a testimonianza del prezioso habitat regionale, che va custodito e difeso.