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Mario Petrolli

Mario Petrolli nasce a Rovereto, matura al Classico e passa all'informatica, ma sempre con un piede saldamente piantato nelle discipline umanistiche.
A 8 anni riceve una scatola di acquerelli, con i quali il papà schizza un bosco. È la folgore sulla via di Damasco per il ragazzo che da quel momento inizia una intensa attività artistica. A 16 anni ha già passato alla lente le opere di centinaia di artisti e si è impadronito delle tecniche dei vari mezzi espressivi, nonché dell'uso del colore per rendere la luce.
Esce allo scoperto con una piccola personale, una quindicina di carboncini, al Bar Imperiale di Rovereto verso la fine degli anni '60, riscuotendo un buon successo, anche di critica.
Da allora ha prodotto centinaia di opere di soggetto vario, passando dalla matita, al carbone, all'acquerello e all'olio. Attualmente lavora quasi esclusivamente ad olio e solo con la spatola.
Non è granchè attirato dall'idea di esporre, a meno che non vi venga esplicitamente sollecitato, come è avvenuto per la presente esposizione presso la Regione Trentino Alto Adige. Tuttavia ha all'attivo diverse personali e collettive, nonché partecipazioni a concorsi, la prima nel 1978 al premio a valenza nazionale "Attilio Lasta" che lo ha visto classificato nella zona alta della graduatoria di merito.
Vive a Villa Lagarina e lavora a Nomi in un posto messo a disposizione da una cugina.
Sul suo soggetto privilegiato, l'albero, è stato scritto e detto. Qui si riportano parti di alcune recensioni prese tra quelle inerenti il tema trattato anche in questa mostra
"….Con la personale "Il suono del paesaggio" il Petrolli si ripropone con una nuova esperienza su tela. L'artista locale, noto ed apprezzato per i suoi olii caldi e spaziosi, forti di paesaggi che non conoscono l'impronta dell'uomo, prosegue il suo cammino solitario…."
"…..Nonostante l'animo schivo e sfuggente, l'intrinseca predisposizione a coagulare in rari centri, usando il conta-gocce, mostre e rassegne, Mario Petrolli si esprime generosamente con tinte naturali prese a prestito da radure, boschi e pinete……"
(Alto Adige, sett. 1996)
"…..La mostra di Mario Petrolli mette in luce una ricerca pittorica autorevole per l'approfondimento tecnico e significativa per lo spessore culturale….."
(Alto Adige, sett. 1996)
"Mario Petrolli predilige rappresentare la Natura, i suoi innumerevoli aspetti, la ricchezza ed imprevedibilità di forme e colori, i misteriosi messaggi "in codice" che pochi eletti riescono a decifrare. Per questa mostra Petrolli ha costruito un mondo a parte, ha conquistato l'ennesimo traguardo artistico ed umano. Con lui si esplorano peculiari realtà: gli alberi…..parzialmente rappresentati allo scopo di cogliere quell'energia vitale mutuata dalla materialità che le ha generate."
(Alto Adige, 25/7/97)
"……..Ciò che domina in questi quadri è la presenza dell'azione e della luce….."
(Alto Adige, 30/7/97)

Aurora Mazzoldi

Nata ad Arco di Trento nel 1945, dipinge su tela e masonite con acrilico e caseina. Ha esposto alla Künstlerhaus di Salisburgo (Austria) e a quella di Karlsruhe (Germania), al Palagio di Parte Guelfa di Firenze, al Centro Polifunzionale del Balaton (Ungheria), al. Museo de Bellas Artes "R.G. Rodriguez" di Santa Fe (Arg.), alla Galleria Esart di Barcellona e al Municipio di Stoccarda (mostra ItaliArts). S.Ambrogio d'argento a Milano. Finalista al MIAD-Venado Tuerto (Argentina), al Concorso Boè (Palermo), al 6° Gran Premio dell'Arte di Roma e alla "Telaccia d'Oro" (Torino). Ha partecipato come collaboratrice artistica al progetto PIQUADRATO (P3) nell'ambito della 52a Biennale di Venezia. Parteciperà entro il 2007 alla 6a Biennale di Firenze e a una collettiva di artisti di origine italiana o greca alla Agora-Gallery di New York City.

E' rappresentata a Roma dalla Galleria "Il Collezionista" e a New York dalla "Agora-Gallery":
Il modo di dipingere di Aurora Mazzoldi ha il suo " punto focale nel narrativo figurativo, con modulazione del colore per esprimere le sfumature delle emozioni (with a focus on the narrative figurative and modulation of color to express emotive nuance)" – Angela Di Bello, Dir. ARTisSpectrum Magazine, New York . Nella recensione di una sua personale a Firenze, Sonia Salsi dice di lei: "…si tratta di figurativo metaforicamente complesso: dalla "oggettualità" di ciò che viene raffigurato l'artista fa virare le sue opere verso una dimensione concettuale, attraverso titoli che, con discrezione, ci "portano dentro" un significato più profondo…L'attenzione ai titoli per guidare il pubblico nella lettura delle opere, senza prevaricarne l'autonomia del giudizio e del sentire, riveste le immagini di un'aura pensosa, dà visibilità alla concezione dell'arte e dell'esistenza dell'autrice. Il cappello è solo apparentemente un accessorio, così come tutto l'abbigliamento, esso costituisce l'immagine di noi stessi così come vogliamo presentarla agli altri, è una tessera del nostro voler apparire, del ruolo che vogliamo rivestire. E l'io di ciascuno di noi resta cristallizzato, nascosto. L'arte lo disvela….Questo è il significato più profondo dell'arte di Aurora Mazzoldi che ci guida a riflettere su noi stessi, a non cercare alibi, a vivere consapevolmente". (Pègaso, Sett. 2005). Accanto alla pittura degli accessori rivelatori della personalità e delle vicende emotive degli assenti, la Mazzoldi ha sviluppato ultimamente anche un'espressione più diretta, in cui la persona appare più delineata ma, anche in questo caso, sono soprattutto gli atteggiamenti, i particolari e, talvolta, gli sfondi, a svelarne i sentimenti e/o le intenzioni.

E-mail: aurora.mazzoldi@libero.it - 0461-981879 - cell.320-7268109