Risultati della ricerca

Trovati 13346 risultati

Pietro Verdini

VERDINI, Pietro
Gragnola (Massa Carrara), 1936

Studia nel collegio francescano dei Frati Minori, prima a Giaccherino (Pistoia), poi a Figline Valdarno (Firenze) ed infine al Santuarlo della Verna (Arezzo). E’ soprattutto in quest’ultimo che rimane affascinato dall’arte, in particolare dalle terrecotte inventriate di Andrea Della Robbia, contraddistinte da quei colori bianco e azzurro, che rimarranno per sempre fissati nella sua memoria, per riemergere in seguito proprio in quei suoi dipinti realizzati nelle tonalità del bianco e del blu. Completati gli studi, nel 1956, si arruola nella Guardia di Finanza, frequenta la Scuola Alpina di Predazzo e poi prende servizio in Friuli. Verso il 1963, di stanza a Bressanone, incontra il pittore tedesco Conrad Peter Bergmann, che per tre anni diviene il suo maestro. Nel 1964 partecipa alla prima mostra collettiva, a Roma, quindi nel 1966, trasferito a Trento, inizia a frequentare la scuola di pittura diretta da Mariano Fracalossi e le gallerie Fogolino, Il Castello e La Tavolozza. Nel 1972 tiene la sua prima mostra personale, a Villa Pedrotti, quindi espone nel 1979 alla Galleria Il Castello. Dal 1981, lasciata la Guardia di Finanza, si dedica esclusivamente alla pittura, esponendo nelle principali gallerie trentine ed italiane. Nel 1985 avvia una collaborazione con il giornale “L’Adige” per il quale illustra i racconti di Renato Marchi, ed in seguito anche quelli di Luciano De Carli. Tra il 1980 ed 1988 tenta anche l’avventura del gallerista, dirigendo a Pergine la Galleria Novecento. Nel 1988 illustra un libro di versi dialettali di Renzo Francescotti. Nel 1992, a Palazzo Trautmannsdorf di Trento, Sede della Casa del Vino, realizza una serie di pannelli a sanguigna su tavola. Nel 1996, infine, Palazzo Trentini gli dedica un’ampia mostra retrospettiva.

Bibliografia recente:
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 3: 1975-2000, Palazzo Trentini, Trento, 2003

Luigi Vicentini

LUIGI VICENTINI
Pomarolo, 1901 – Nomi, 1970

Giovanissimo, iniziò a disegnare e colorare sui quaderni qualsiasi cosa lo colpiva. Il suo maestro, tale Beghella, lo incoraggiò perciò ad approfondire quell’inclinazione artistica tanto che verso i diciott’anni fece fagotto e se ne andò a Milano. Là dopo alcuni lavori si iscrivesse alla Scuola d’Arte Applicata del Castello Sforzesco, seguendo i corsi del prof. Albertini. In seguito si trasferì a Brera, dove conobbe artisti come il Palanti, Grandi ed il Comolli. Dopo cinque anni di studi fu chiamato a Legnano per collaborare con il prof. Turri alle decorazioni del Duomo. Verso il 1927 tornò a Milano chiamato dal prof. Marchioro per collaborare alla realizzazione delle scenografie per il Teatro della Scala. Nel 1928 si trasferì sulla riviera ligure, alle Cinque Terre, e fu proprio laggiù, verso Portofino, che videro la luce le sue prime opere d’arte non decorativa, ma di artista paesaggista en plein air. Dopo un anno di Liguria se ne tornò a Milano che usò come base per frequenti puntate in Brianza dove si scoprì entusiasta nel dipingere quelle montagne che gli ricordavano tanto la Vallagarina. Le gratificazioni allora erano poche e così, dopo una breve puntata a Venezia, nel 1929 decise di rientrare definitivamente in Trentino. Già nello stesso anno espose a Rovereto con una mostra personale, ma il suo “lancio” definitivo fu con la VII Esposizione d’Arte Roveretana del 1930 che Diego Costa in un suo appunto aveva definito “la mostra che aveva lanciato Luigi Vicentini”. Con gli anni Trenta Vicentini avviò un sodalizio d’arte che lo vedeva pittore en piein air, quasi sempre in uscita assieme agli amici Elio Martinelli, Diego Costa, Giuseppe Balata e Mario Barozzi. Prediligendo i paesaggi montani e la Natura in tutte le sue manifestazioni, si ritrovò spesso a viaggiare sulle Dolomiti, con tavolozza, tavolette e colori in saccoccia. In particolare prediligeva l’area ladina, che ritrasse in molteplici visioni. Lavorò ed espose con regolarità sino ai tardi anni Sessanta immortalando con entusiasmo ogni aspetto naturalistico del Trentino.
Bibliografia recente:
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 1: 1900-1950, Palazzo Trentini, Trento, 2000

Cristina Vignocchi

VIGNOCCHI, Cristina
Bolzano, 9 settembre 1959

Ha cominciato a disegnare fin da giovanissima e non ha più smesso di occuparsi d'arte. Ha partecipato. all'età di quindici anni, ad un corso del SIABA tenuto dallo scultore Guido Daurù. In seguito è stata iscritta al SIABA come artista e insegnante. Ha compiuto studi di architettura e frequentato corsi all'accademia di belle arti di Venezia. Ha frequentato corsi di fotografia presso l'accademia estiva di Salisburgo ed inoltre un corso di creazione e ani mazione di burattini. E' diplomata in materia di allestimento museale. Ha sempre frequen tato gruppi di artisti, ma non ha mai aderito a movimenti. Ha approfondito tematiche per sonali riguardo all'arte, attraverso viaggi in tutta Europa. Svolge alternativamente altre attività quali insegnante in corsi di disegno e pittura o storia dell'arte, giornalista pubblicista per il giornale Il Mattino di Bolzano. collaboratrice di uno studio pubblicitario. Si occupa di fotografia sempre in rapporto alla pittura. Altre esperienze sono Io studio dello spazio espositivo e la recente collaborazione con architetti per quanto riguarda l'inserimento urbano di opere d'arte. Si è impegnata a creare un codice che rendesse visibili i sentimenti, i pensieri. le elaborazioni delle esperienze e della cultura.

Mostre collettive
Salisburgo (Austria), Bolzano, Innsbruck (Austria), Verbania, Mantova, Castellvano (Trento). Padova, Trento. Torino, Laives. Los Angeles, New York, Merano. Venezia, Verona, Milano, Gubbio (Perugia), Rovereto (Trento), San Marino

Mostre personali
Torino, Bolzano, San Marino, Laives. Perugia, Ortisei. Riva del Garda. Merano

Bibliografia
Catalogo monografico; Stuerzfluege; Dopodomani

Giacomo Vittone

GIACOMO VITTONE
Torino, 1898 – Roma, 1995

Sin da giovane portato alla pittura, nel 1916 frequenta lo studio torinese del fratelli Gatti dove ha modo di incontrare numerosi altri artisti. Nel 1917 parte per il fronte e combatte sul Carso vivendo di persona la ritirata di Caporetto. Dopo la guerra trova impiego in vari periodi presso alcune ditte venete e nel 1926 viene assunto da un importante istituto di credito. Nel 1935 per motivi di lavoro si stabilisce a Riva del Garda. Intensifica la sua attività di pittore stringendo rapporti con Pizzini, Paluselli, Bonar, Susat, Simoni, Dal Lago. Alla continua ricerca di luoghi suggestivi scopre i paesaggi del Tennese e il prediletto “Regno di Calvola”. Nel 1945 comincia a firmarsi con lo pseudonimo “Pictor Dominicus”. Lo stesso anno viene nominato curatore del Museo Civico di Riva. Si impegna alla ricostruzione di questa istituzione aggiungendovi il primo nucleo della biblioteca civica e facendone il perno della cultura rivana. Partecipa a “30 Pittori”, Riva del Garda, 1945
Nel 1951 partecipa alla III Mostra Regionale d’Arte, tenuta al Grand Hotel Trento, quindi alla III Mostra Regionale di Arti Figurative, Riva, 1953 e, nel 1955, alla 1ª Mostra Collettiva d’Arte nell’ambito della mostra dell’Artigianato di Rovereto, e, nello stesso anno, anche alla IV Mostra regionale di Arti Figurative tenuta a Bolzano. Sempre nel 1955 riceve dall’amministrazione comunale di Riva la medaglia d’oro di benemerenza per la sua opera. Nel 1956 partecipa alla V Mostra Regionale di Arti Figurative tenuta a Trento, poi, nel 1958, alla Mostra di Opere di Artisti Trentini tenuta a Trento in Torre Vanga, e, l’anno seguente, alla rassegna “Artisti Trentini 1959” alla Camera di Commercio di Trento. Infine, nel 1961, è presente alla Mostra Provinciale d’Arte Figurativa, sempre alla Camera di Commercio. In quell’anno si trasferisce ad Ostia dove in seguito muore, e dal 1971, anno della morte della moglie, abbandona anche lo pseudonimo di “Pictor Dominicus” e riprende a firmare con il suo nome. A Tenno gli è stata in seguito dedicata la Casa-Museo degli artisti.

Bibliografia recente:
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 2: 1950-1975, Palazzo Trentini, Trento, 2001

Giancarlo Vitturini

VITTURINI, Giancarlo
Perugia, 1936

Fin dalla giovane età, sotto la guida del padre pittore e scultore, si interessa di pittura. Frequenta corsi di pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Perugia e di Roma, studiando per un anno a Parigi, all’Accademia dei corsi liberi. Dalla metà degli anni Cinquanta partecipa a mostre nazionali e internazionali ottenendo importanti riconoscimenti. Dal 1959 al 1962 soggiorna alternativamente a Parigi, Norimberga, Amsterdam, Oslo e Zurigo, frequentando gli ambienti dell’avanguardia. Verso la metà degli anni Sessanta si trasferisce in Trentino dove insegna presso gli Istituti d’Arte della regione. Nel 1976 si laurea in architettura all’Università di Venezia e dal 1984 al 1986 è nominato preside dell’Istituto Statale d’Arte di Spoleto. In seguito, è stato docente di progettazione e decorazione pittorica presso l’Istituto d’Arte di Rovereto. In Trentino ha esposto e partecipato attivamente all’attività artistica sin dal 1967 quando partecipa al “Premio Provincia di Trento”. Nel 1970 espone al Palazzo Pretorio di Trento. Nel1976 espone alla Galleria Milano 2 di trento presentato in catalogo da Franco Rella. Nel 1980 tiene una vasta antologica itinenrante a Todi, Terni e Perugia. Nel 1984 collabora con il Festival dei Due Mondi di Spoleto e, nel 1986, espone alla Galleria Forzani di Terni. L’anno successivo viaggia a lungo in Germania dove contatta operatori e gallesristi: a Monaco, Dusseldorf, Dortmund, Stoccarda, Francoforte, Colonia, Kassel e Bielefeld. In seguito, tra le tante esposizioni, si ricorda la sua partecipazione nel 1988 alla rassegna “Situazioni. Arte in Trentino dal 1945” tenuta a Palazzo delle Albere, quindi, 1989 tiene una personale a Palazzo delle Albere e quindi alla Galerie in Taklhaus di Salisburgo. Nel 1993 è presente alla rassegna “No War” al Museo della Guerra di Rovereto e infine nel 1995 partecipa a “Correnti & Arcipelaghi” tenuta a Castel Ivano.

Bibliografia recente:
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 2: 1950-1975, Palazzo Trentini, Trento, 2000
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 3: 1975-2000, Palazzo Trentini, Trento, 2003

Hans Weber Tyrol

WEBER-TYROL, Hans Josef
Schwaz, 1874 – Merano, 1957

Studiò dapprima a Innsbruck e a Vienna e dal 1894 all'Accademia di Monaco. Più volte soggiornò nell'Alto Adige (Merano, Lana, Bolzano) dove si stabilì definitivamente nel 1929, pur conservando Io studio a Monaco. Fu soprattutto apprezzato acquarellista.

Esposizioni personali:
1904 e 1911 Monaco; 1912 Innsbruck; 1915 Monaco; 1919 Zurigo; 1931 Innsbruck; 1932 Salisburgo; 1936 Vienna; 1937 Innsbruck; 1950 Bolzano; 1951 Vienna; 1952 Innsbruck; 1956 Salisburgo; 1958 Bolzano; 1962 Merano; 1966 Graz: 1967 Schwaz. Innsbruck. Bolzano

Esposizioni collettive:
Biennale d'Arte di Bolzano, 1930; VI Biennale d'Arte di Bolzano, 1932
III Mostra Sindacale d'Arte, Trento, 1933; VII Biennale d'Arte di Bolzano, 1934
IV Sindacale d'Arte, Trento, 1935; V Sindacale d'Arte, Bolzano, 1936
VI Sindacale d'Arte, Trento, 1937; VII Sindacale d'Arte, Bolzano, 1938
Mostra degli artisti altoatesini e tridentini, Roma, 1938
VIII Sindacale d'Arte, Trento, 1939; Terza Mostra Regionale d'Arte, Trento, 1951
IV Mostra Regionale di Arti Figurative, Bolzano, 1955

Bibliografia:
- J. RINGLER in Thieme-Becker XXV/1942, p.227.
- S. GRIM SCHITZ, Der Maler Hans Weber Tyrol, Innsbruck, 1966
- W. KIRSCHL. in Malerei und Graphik in Tirol 1900-1940, Innsbruck 1973
N.R.

Giorgio Wenter Marini

WENTER MARINI, Giorgio
Rovereto, 8 febbraio 1890 – Venezia, 24 novembre 1973

Frequentò lui la Scuola Reale Elisabettina (dal 1901 al 1909) per poi trasferirsi prima a Vienna, dove frequentò un anno di corso al Politecnico, e quindi a Monaco dove frequentò i corsi di disegno, figura ed acquaforte della reale Accademia di Belle Arti sotto la guida del prof. Halm. Poi, dal 1912 al 1914 attese agli studi di Architettura presso la Regia Scuola Tecnica Superiore Bavarese nella quale si diplomò ingegnere architetto l’8 agosto del 1914. Rientrato subito in Trentino, dal 10 agosto al 15 ottobre svolse il suo primo praticantato quale volontario nel restauro del paese di Stenico in gran parte distrutto da un ‘incendio qualche mese prima. Nel 1915, a guerra ormai deflagrata, partì per Roma dove lavorò dapprima con Giacomo Boni nel rilievo del Palazzo di Diocleziano, sul Palatino, poi con il prof. Collini al rilievo degli scavi di Terni e infine nello studio di Marcello Piacentini dove rimase sino al 1919. Nel marzo del 1919 fu chiamato dal prof. Giuseppe Gerola al Commissariato per le Belle Arti per gestire la ricostruzione del patrimonio architettonico e artistico distrutto con la guerra. Durante gli anni del conflitto Wenter collaborò attivamente con il cugino Don Antonio Rossaro alla realizzazione della rivista irredentista “Alba Trentina” per la quale realizzò la parte illustrativa come pure molti articoli di critica. Realizzò molte opere in tutto il Trentino, come la Chiesa dell’Istituto di S. Ilario a Rovereto, Casa Bresadola ad Arco, ville e villini a Trento e varie decorazioni e monumenti. Lavorò anche intensamente di pittura che portò avanti parallelamente all’attività professionale. Fu anche un valentissimo grafico, e produsse moltissime xilografie che vennero spesso pubblicate sulle migliori riviste d’epoca, come appunto “La Xilografia”. Nel 1927 lasciò l’incarico in provincia e dal quel momento si dedicò all’insegnamento, prima a Cortina d’Ampezzo (1928-1931), quindi a Cantù (1931-1934), poi a Padova (1934-1938) e infine a Venezia dove rimase sino alla morte, insegnando prima all’Istituto d’Arte, quindi dal 1944 quale professore ordinario di Architettura degli Interni presso l’Istituto Universitario di Architettura e infine, dal 1953, quale direttore dell’Istituto d’Arte, dove già insegnava prima del 1944.

Esposizoni:
Mostra Dilettanti, Rovereto, 1921
Mostra d'Arte/Kunstschau della Venezia Tridentina, Bolzano, 1922
III Biennale d’Arte della Venezia Tridentina, Bolzano, 1926
Esposizione Triveneta d’Arte, Padova, 1929
“Bianco Nero”, Galleria Delfino, Rovereto, 1944
“Wenter Marini. Mostra antologica”, Rovereto, Galleria Dusatti, 1991

Bibliografia recente:
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 1: 1900-1950, Palazzo Trentini, Trento, 2000

Lois Irsara

IRSARA Lois
Badia di Pedraces, 1923

Dal 1953 ha studiato e operato a Milano, alla Scuola d’Arte Colombo.
Vive a Badia di Pedraces

Mostre:
6ª Regionale d’Arte, Bolzano, 1958

Gina Javorsky

JAVORSKY DE CARLI, Gina
Colle S.Lucia (Belluno), 30 ottobre 1921

Dopo avere studiato presso l'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove consegue la maturità artistica nel 1945, intraprende l'attività d’insegnante d’educazione artistica. Partecipa a numerose esposizioni la prima delle quali risale al 1952. Vive e lavora a Bolzano.

Ha conseguito la Maturità Artistica presso l'Accademia di Venezia ed espone dal 1952 con mostre personali a Bolzano Trento, Rovereto, Cortina presentata dalle più qualificate Gallerie della Regione
Ha partecipato a numerose manifestazioni collettive nazionali e internazionali tre cui il Premio Italia 1960. Il Premio Internazionale Bolzano per le pittrici 1952 e 1954.La Biennale di Bolzano 1967.Il Premio Garzanti a Forlì 1960.Il Premio Michetti 1962 -Il Premio Sironi a Napoli 1974 -e alle varie edizioni del Premio Segantini ottenendo spesso premi e segnalazioni nonché il positivo giudizio della critica più qualificata.
E titolare di cattedra di Educazione Artistica presso le Scuole Medie di Bolzano e recentemente é stata nominata Cavaliere della Repubblica per meriti professionali ed artistici.

Mostre Personali:
Milano Galleria Cairola, 1958; Roma Galleria Anthea e Galleria L’Albatro 1960, 1961, 1964; Pescara 1962, patrocinata dall’Ente del Turismo; Venezia, Galleria Bevilacqua La Masa; Verona Galleria San Luca 1971; Brescia, Galleria Abba 1981

Collettive:
III e IV Premio Internazionale per le Pitrici, Bolzano, 1952 e 1954
IV Mostra Regionale di Arti Fugurative, Bolzano, 1955
Mostra “Il fiore nella pittura e nella grafica”, Museo Diocesano, Trento, 1968
Concorso Naz. Garzanti
Conc. Naz. “Italia”
Conc. MNazionale Belluno,
premio Michetti
Conc. Naz. di Arte Sacra, Napoli.
Premio Bolzano 65
Arte Sacra 83, Trento -Palazzo Pretorio

BIBLIOGRAFlA
- Bibl.: AA.VV. “Arte Italiana Contemporanea”, vol. 3°: Lombardia, Alto Veneto, Liguria, Toscana, Lazio; Ed. La Ginestra, Firenze, s.d. (1969)
- Catalogo della Biennale nazionale di pittura e scultura, Bolzano 1967
-M. Paolucci, Catalogo della mostra "Galleria il Castello", Trento 1974
-Catalogo "Mercato d'arte contemporanea", Napoli 1977
-E. Kreuzer-Eccel, Aufbruch, Boun 1992

Karl Kamaun

KAMAUN, Karl
(non si dispongono dei dati biografici)

IV Mostra Regionale di Arti Figurative, Bolzano, 1955

Josef Kien

KIENLECHNER (KIEN), Josef
1903 - morto il ?

Altoatesino, ha studiato dal 1920 al 1923 con Carl Hofer a Berlino, poi dal 1925 al 1932 a Parigi.
In seguito ha lavorato in Baviera, Olanda, Spagna e Italia.
Dagli anni Cinquanta risiedeva in Italia, a Bracciano, presso Roma.

Esposizioni:
III Biennale d’Arte della Venezia Tridentina, Bolzano, 1926
VI Biennale d’Arte di Bolzano, 1932
III Mostra Regionale di Arti Figurative, Riva, 1953
IV Mostra Regionale di Arti Figurative, Bolzano, 1955
V Mostra Regionale di Arti Figurative, Trento, 1956
6ª Regionale d’Arte, Bolzano, 1958
Premio Bolzano 1965
Biennale di Bolzano “Situazione 76”

Attilio Lasta

LASTA, Attilio
Villa Lagarina, 1886 - 1975

Fin dalla prima gioventù si appassionò all’arte, seguendo l’opera di Eugenio Prati, ospite per qualche tempo dei conti Lodron, a Nogaredo. Nel 1900, dopo aver frequentato le Scuole Popolari seguì un corso professionale di artigianato e pittura ad Amras, in Tirolo, per poi rientrare al paese, non prima però di aver vinto un diploma e 300 corone al “Premio della Dieta di Vienna”. Nel 1902 iniziò ad esporre, a Verona, in una mostra collettiva tenuta al Palazzo della Gran Guardia, poi, verso il 1906, si trasferì a Milano dove frequentò lo studio di Cesare Tallone: là incontrò e conobbe il conterraneo Bartolomeo Bezzi ed il Carcano. L’atmosfera divisionista che si respirava nella capitale lombarda lo spinse a salire su a Maloia, in Engandina, per rendere omaggio alla tomba di Segantini, ed anche per vedere quei paesaggi che il pittore trentino aveva immortalato nelle sue tele. In seguito andò a Venezia, dove incontrò Moggioli, Garbari e Roberto Baldessari, con il quale rimase in corrispondenza. Quindi nel 1910 andò a Verona per esporre alla Società di Belle Arti. Nel 1912 fu richiamato a Venezia da Nino Barbantini per entrare nel gruppo degli artisti che esponevano a Ca’ Pesaro, dove espose anche nel 1913. Nel giugno del 1914 fu invitato anche alla Mostra della Secessione Romana mentre in aprile aveva esposto a Venezia alla Mostra degli Artisti Rifiutati alla Biennale. In quel periodo la sua pittura era di chiara adesione divisionista, se non segantiniana tout-court. La sua ricerca era per le possibilità luminose dei colore. Allo scoppio della prima guerra mondiale venne arruolato nell’esercito austro-ungarico e spedito prima in Galizia, poi a Wels dove esercitò sempre la pittura come Kriegs-Maler. Al rientro in Italia iniziò a lavorare con impegno dedicandosi al paesaggio, a soggetti religiosi, ed in seguito alla natura morta che poi divenne il suo cavallo di battaglia e motivo di grande fama specie dagli anni Trenta in poi. Nel 1946 fu presente alla “Mostra della pittura trentina dell’800 e dei ‘900” tenuta al castello dei Buonconsiglio a Trento. Ormai divenuto una celebrità locale, nel suo ritiro di Villa Lagarina proseguì a lavorare con modestia sino alla morte avvenuta a quasi novant’anni.

Principali esposizioni

Mostra d'Arte/Kunstschau della Venezia Tridentina, Bolzano, 1922
III Biennale d’Arte della Venezia Tridentina, Bolzano, 1926
Terza Mostra Dilettanti, Rovereto, 1927
VII Mostra Roveretana d’Arte, Rovereto, 1930
Mostra d’Arte, Rovereto, 1932
III Mostra Sindacale d’Arte, Trento, 1933
Mostra di Artisti Roveretani, Rovereto, 1939/40

Bibliografia recente:
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 1: 1900-1950, Palazzo Trentini, Trento, 2000
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 2: 1950-1975, Palazzo Trentini, Trento, 2001

Franz Lenhart

LEHNART Franz
Haring (Austria), 1898 – Merano, 1992

Benché si dedicasse con un certo impegno alla pittura, la sua attività preminente fu il cartellonismo, del quale divenne un riconosciuto maestro nazionale.

Mostre personali:
Copenhagen 1928
Berlino 1931
Kobe (Japon) 1936
Tokyo 1937

Sindacali trentine:
Mostra d'Arte/Kunstschau della Venezia Tridentina, Bolzano, 1922
Mostra d’Arte. Pittura, Scultura, Arti decorative, Rovereto, 1922
III Biennale d’Arte della Venezia Tridentina, Bolzano, 1926
VII Sindacale d'Arte, Bolzano, 1938
Mostra degli artisti altoatesini e tridentini, Roma, 1938
IX Sindacale d'Arte, Bolzano, 1940
6ª Regionale d’Arte, Bolzano, 1958

Bibliografia:
Roberto Festi, “I colori delle Dolomiti nei manifesti di Franz J. Lenhart”, Bolzano, 2000

Paolo Vallorz

VALLORZ, Paolo
Caldes, 1931

Sin da giovane si dedica alla pittura e nel primo dopoguerra realizza i suoi primi affreschi, in Val di Fiemme, nelle chiese di Montalbano e Capriana. Con il guadagno ricavato si può così iscrivere all’Accademia di Belle Arti di Venezia dove è nel 1948 e dove per un anno studia pittura con Guido Cadorin. Nel 1949 espone a Trento, nature morte e paesaggi e con il denaro delle vendite si trasferisce a Parigi, dove, nel 1950, frequenta l’Accademia Libera della Grande Chaumiere di Montparnasse ed il Cabinet des Dessins del Louvre, abbandonando dopo pochi mesi i temi figurativi della tradizione classica per dedicarsi alla pittura astratta, con opere di certo geometrismo, prima, ed informale, poi. Nel 1954 tiene una mostra personale a Parigi, allo studio di Paul Facchetti. Nel 1956, quasi in opposizione alla sua ricerca poetico-espressiva, abbandona la pittura e per due anni si dedica alla progettazione del prototipo di un’automobile da corsa con parti in materie plastiche con la quale, assieme a Tinguely partecipa alla 24 ore di Le Mans del 1958. In quello stesso anno ritorna a dipingere, allontanandosi dall’ambito astratto per riaccostarsi alla pittura figurativa, ai moduli di Giacometti in particolare. Riacquista i suoi lavori astratti per distruggerli o riutilizzarli per nuove opere figurative. Espone nel 1962 e 1964 a New York all’Albert Loeb Gallery, e nel 1963 riceve il primo premio di pittura della Dunn Internationala alla Tate Gallery di Londra. Nel 1967 espone a Parigi, alla Galerie Claude Bernard, cui ritorna assiduamente sino al 1975. Quindi, in Italia, nel 1970 per una grande personale nella sua valle, al castello di Caldes. Decide di acquistare la sua casa natale e di alternare i soggiorni parigini a quelli in Val di Sole. Nel 1975 espone a Milano, alla Galleria Tazzoli, ed a Torino, alla Galleria La Parisina. Dopo un anno di allontanamento dal lavoro nel 1978 espone una serie di “albe e tramonti” ispirati alla sua terra natale alla Compagnia del Disegno, a Milano, opere che vengono acquistate in blocco dalla Olivetti. Nel 1982 espone ancora alla Compagnia del disegno, una serie di nature morte eseguite tra il 1970 ed il 1977. Nel 1986, espone ancora a Milano, alla Galleria Bergamini, e quindi a Roma, alla Galleria Il Gabbiano. Nel 1988 nell’ambito della mostra “Situazioni. Arte in Trentino dal 1945”, a Palazzo delle Albere, gli viene dedicato uno spazio speciale, mentre nel 1989 l’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze gli dedica una mostra antologica che poi è trasferita ad Alessandria, a Palazzo Guasco. Nel 1991 la Galleria Civica di Trento gli dedica un’ampia retrospettiva accompagnata da uno studio monografico.

Bibliografia recente:

- Jean Clair, “Vallorz. Cieli », Milano, 1998
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 2: 1950-1975, Palazzo Trentini, Trento, 2000
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 3: 1975-2000, Palazzo Trentini, Trento, 2003
- “Adolf Vallazza- Paolo Vallorz. Disegni”, Trento, 2004

Maurizio Giongo

GIONGO, Maurizio
San Candido, 1947

Trasferitosi con la famiglia giovanissimo a Rovereto, nel 1972 si laurea in Sociologia presso l’Università di Trento. Nel 1973 fonda e dirige fino al 1992 le Edizioni d’Arte “AreaStudio” e la stamperia annessa. Dal 1976 al 1982 dedica particolare attenzione alla fotografia. Nel 1982 la sua ricerca artistica personale si rivolge alla sperimentazione di altri linguaggi e, con Toni Rusconi e Gloria Canestrini, realizza Boxing the drums, performance di improvvisazioni musicali e immagini multimediali. Dal 1989 è docente di tecniche incisorie presso l’Istituto d’Arte F. Depero di Rovereto. Nel 1999 fonda e dirige il GAMS, (Galleria Museo dell’Arte della Stampa) che si propone di promuovere la conoscenza e la pratica della stampa d’arte. Ha tenuto mostre personali nel 1980 a Parigi, nel 1982 a Marsiglia, nel 1983 a Lubiana, nel 1987 a Trento, nel 1989 al Mart a Rovereto, nel 1990 a Vienna, nel 1991 a Lienz, nel 1995 a Verona, nel 2000 a Passau. Tra le collettive, si segnala “Il Museo e la sua immagine”, Palazzo delle Albere nel 1982; “Situazioni”, Palazzo delle Albere nel 1988; “No War” al Castello di Rovereto, nel 1993; “Correnti e Arcipelaghi” a Castel Ivano, nel 1995; “Passaggi segreti” a Palazzo Libera di Villa Lagarina nel 1998. Vive a Patone (Isera).

Bibliografia recente:
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 3: 1975-2000, Palazzo Trentini, Trento, 2003

Giorgio Gioppi

GIOPPI, Giorgio detto "Giorgioppi"
Rovereto, 23 aprile 195 1

Ha compiuto i primi studi all'Istituto d'Arte di Trento, frequentando poi il biennio al magistero di grafica di Urbino, dove ha conseguito l'abilitazione all'insegnamento della tecnica del litografia e dove è avvenuto I'incontro per lui straordinario con il mondo rinascimentale e la pittura di Piero della Francesca. Dal 1974 al 1981 è vissuto a Milano Ha deciso di frequentare l'accademia d'arte senza legarsi a nessun maestro e quindi di cambiare città ogni anno accademico. Il primo anno è all'accademia di Brera a Milano con il maestro Cantatore che lo interessa all'arte moderna e soprattutto alla Metafisica. Il secondo anno si iscrive all'accademia d'arte di Firenze, interessandosi all'arte Dada e Pop, Il terzo anno frequenta l'accademia d'arte di Venezia sotto la guida dei maestro Emilio Vedova, studiando l'informale Conclude l'ultimo anno all'accademia d'arte di Bologna con il prof Concetto Pozzati, confrontandosi con la pittura concettuale e la pittura di Giorgio Morandi. Ha compiuto viaggi-studio in Austria, Belgio, Francia, Germania, Inghilterra, Spagna, Svizzera. Pittore figurativo,

Mostre collettive:
"Artisti di Brera", Galleria Lotty, Pordenone Galerie Cafè 44, Innsbruck (Austria); Panorama & Panorani Bolzano; 'Museo dei Musei", Palazzo Strozzi, Firenze; Galleria Forni, Bologna per esposizione in Giappone e in altre gallerie; Vi Biennale internazionale di Grafica 'Intergraf Alpe Adria", Udine; Galleria Goethe, Bolzano

Mostre personali:
1983,1988,1992,1997, Galleria Leonardo, Bolzano; 1984,1986,1994, Galleria Domenicani, Bolzano; 1986, Expo, Bari; Galleria Pancheri, Rovereto; 1987, Galleria Novecento, Pergine (Trento); 1991, Castel Mareccio, Bolzano; 1997, Galleria Il Castello,Trento; 1998, Galleria Goethe Bolzano; 1999, Artefiera, Bologna; Meranflora, Merano

Ulderico Giovacchini

GIOVACCHINI, Ulderico
Firenze, 1890 - 1965

Pittore precocissimo, entra all'Accademia di Belle Arti della sua città nel 1908 e studia sotto la guida di Pompeo Massani (Firenze 1850 - 1920), che fu ottimo paesaggista e ritrattista. Successivamente Giovacchini è allievo della Scuola Libera di Nudo. I suoi primi lavori sono realizzati sotto l'influenza dei macchiaioli toscani. Giovanni Fattori, Telemaco Signorini, Silvestro Lega, Raffaello Sernesi, Vito D'Ancona, Adriano Cecioni erano pittori troppo radicati nella tradizione toscana, con le loro ricerche della forma nel colore. Tuttavia Giovacchini cercherà di distaccarsene per conquistare una propria identità guardando, soprattutto, ai movimenti artistici più moderni. Li andava scoprendo attraverso le sue peregrinazioni fra le varie gallerie italiane, francesi o tedesche. A partire dal 1926 partecipa a numerose esposizioni: Monaco, Padova, Torino, Firenze, Genova, Lipsia. In quello stesso anno 1920 si stabilisce a Bolzano. Qui s'invaghisce dei paesaggio dolomitico nel quale porta i suoi colori festosi e mediterranei. Ora la sua pittura risente della poesia di quei monti, di quelle vallate dove il tempo non esiste, dei forti contadini al lavoro. E la sua tavolozza si esprime con contrapposizioni tonali, con i chiaroscuri, con le evanescenze. In alcune sue composizioni, come "Nuovi soci" (Palazzo dei Governo a Bolzano) le figure si stagliano nitide, come blocchi torniti di luce, sulla densa corposità dello sfondo.
Oltre ai festosi paesaggi, alle seducenti nature morte in cui i colori sembrano esplodere con rutilante gIoiositá, il pittore ha trattato i temi dei nudo e del ritratto. Suo è il ritratto della madre (olio su tela del 1936), esposto presso il Museo Civico di Bolzano, eseguito cori compassato accademico rigore. Altre sue opere si trovano presso varie collezioni pubbliche e private. Un bellissimo dipinto, "Rocce e mare a Capri" è conservato presso la Galleria d'arte moderna di Palermo.

Ha partecipato a varie mostre personali a Bolzano, alla Galleria Micheli di Milano a Monaco ed a Lipsia.

BIBLIOGRAFIA
- M. Comina, Ateliers dell'Alto Adige, Bolzano 1954
- Dizionario Comanducci, Milano 1972
- M.C., "Ricordando Giovacchini-, "Il Mattino Bolzano, 25 febbraio 1990

MOSTRE:
Mostra d'Arte. Pittura, Scultura Arti decorative, Rovereto 1922
Mostra d'Arte / Künstschau della Venezia Tridentina, Bolzano, 1922
Il Biennale d'Arte della Venezia Tridentina, Bolzano, 1926
Biennale d'Arte di Bolzano, 1930
VI Biennale d'Arte di Bolzano, 1932
VII Biennale d'Arte di Bolzano, 1934
V Sindacale d'Arte, Bolzano, 1936
VII Sindacale d'Arte, Trento, 1938
Mostra degli artisti altoatesini e tridentini, Roma, 1938
10ª Mostra Nazionale d'Arte, Trieste, 1952

Alberto Graziadei

GRAZIADEI, Alberto
Lavis, 1907 – Trento, 1995

Ha partecipato a numerose mostre di carattere regionale e internazionale fra le quali la "dieci pittori e dieci incisori trentini dei XX secolo" a Roma, Trento e Milano - le "Quadriennali" di Torino - il "Premio Michetti" a Francavilla a Mare - la collettiva artisti trentini "Arco 73 - le "Trivenete" di Padova e recentemente è presente in una mostra itinerante in Giappone - il Premio nazionale di pittura "Paesaggio dei Garda" e nel 1995 alle rassegne ce La Cerchia" "Montagna Montagne", Palazzo Trentini, Trento, Corte Franca di Spormaggiore (Trento).

Mostre personali:
Ha allestito mostro personali a Rovereto presso la galleria "Delfino", a Trento presso la galleria "La colonna" nel 1964 e presso la galleria "Fogolino" rispettivamente negli anni 1947, 1958, 1959, 1967, 1970, 1973, a Brescia presso la "Piccola Galleria" nel 1972 e a Valeggio sul Mincio nel 1973, nel 1980 presso la galleria "Alba" di Ferrara, e nel 1986 a Caldonazzo (Trento) presso la galleria 'Ia Fonte" e a Trento presso la galleria "Fogolino", ecc.

Mostre collettive:
Seconda Mostra d'Arte dei GUF, Trento, 1931
VIII Sindacale, Trento, 1938
IX Sindacale d'Arte, Bolzano, 1940
X Sindacale d'Arte, Trento, 1941
Premio Nazionale Paesaggio dei Garda", Riva 1947
Mostra D'Arte Sindacato Regionale Trento, Opera Bevilacqua La Masa, Venezia 1950
Tema Mostra Regionale d'Arte, Trenta, 1951
Il Mostra Regionale di Arti Figurative Riva 1953
V Mostra Regionale di Arti Figurative, Trenta, 1956
60 Regionale d'Arte, Bolzano, 1958
Artisti Trentini 1959, 1959/60
Mostra Provinciale d'Arte Figurativa, Trenta, 1961
Artisti Trentini, Mostra d'Arte Contemporaneo, Roma, 1963
Mostra Il fiore nella pittura e nella grafica", Museo Diocesano, Trento, 1968
Artisti Trentini, Gall. La Cupola, Padova 1972
Arte Sacra 83, Trenta - Palazzo Pretorio
Comano, Mostra Gruppo Artisti La Cerchia 1987

Hanno scritto (recensioni e note critiche sulla sua attività): Guglielmo Barbian, Mario Belzoni, Bruno Colorio, Diego GadIer, Silvio Branzi, Giulio Decarli, Riccardo Franch, Carlo Piovan, Aldo Nardi, Angelo Dragone, Carlo Galasso, Piero Mandrillo, Carlo Pacher, Gian Pacher, Luigi Menapace, Rinaldo Sandri, Luigi Saivetti, Luigi Lambertini, Mariano Fracalossi, Marco Pola e Bruna Tonolli.

Cirillo Grott

GROTT, Cirillo
Guardia di Folgaria, 1937 – 1990

Cirillo Grott ha frequentato la Scuola d’Arte di Ortisei e quindi l’Accademia di Belle Arti a Roma, seguendo i corsi di Pericle Fazzini. All’inizio degli anni Sessanta si trasferisce in Svizzera dove lavora presso uno scultore, e in quel periodo realizza le sue prime opere che espone in una collettiva a Losanna. In seguito ritorna ad Ortisei dove lavora a nuove sculture che espone prima in una mostra a Firenze e quindi a Monaco di Baviera. Nel 1963, a Rovereto, apre un suo atelier, in seguito affiancato anche dalla Galleria Paganini. Inizia da questo periodo un’intensa attività di esposizioni sue e di organizzazioni di mostre. Si dedica anche alla pittura e scrive poesie. Viaggia spesso e porta le sue opere alle più importanti rassegne in Italia ed all’estero. Ha tenuto personali a Cavalese, nel 1966, al Palazzo delle Esposizioni di Roma, nel 1969, alla Galleria Tiberina, di Roma, nel 1970, alla Galleria Città di Riva, nel 1971, alla Galleria Fogolino, di Trento, nel 1973, al Krieg Museum di Salisburgo, nel 1975, ancora alla Fogolino nel 1976, e nel 1977 alla Galleria Les Chances de l’Art di Bolzano e al C.I.D.A. di Milano. Nel 1980 alla Galleria Il Castello di Trento. Nel 1981 è presente ad “Arte e Violenza. Venti artisti contro” al Centro Rosmini di Trento, e nel 1983 ad “Arte Sacra 83” a Palazzo Pretorio di Trento. Dopo la sua morte prematura la sua opera è stata al centro di varie iniziative espositive ed editoriali ed è in continua rivalutazione da parte della critica. Le sue opere sono esposte in permanebza alla Casa-Museo di Guardia di Folgaria.

Bibliografia recente:
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 2: 1950-1975, Palazzo Trentini, Trento, 2000
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 3: 1975-2000, Palazzo Trentini, Trento, 2003

Heiner Gschwendt

GSCHWENDT, Heirich
Bolzano, 6 marzo 1914

Bolzanino di nascita (1914), nel biennio 1935-37 studia presso l'Accademia di arti applicate di Monaco. Al termine dei secondo conflitto mondiale, nel corso del quale viene gravemente ferito, riprende gli studi, interessandosi principalmente della tecnica dell'affresco. Sue pitture murati si trovano nella cappella del cimitero di Brunico, in quella dell'Ospedale nuovo di Vipiteno e in case dei centri storici di Brunico e Merano.

Illustratore di varie pubblicazioni, ha dato vita ad un rinnovamento delle tradizioni artistiche altoatesine, realizzando xilografle a colori in uno stile estremamente personale.

Mostra degli artisti altoatesini e tridentini, Roma 1938
VII Sindacale d'Arte, Bolzano, 1938
V Mostra Regionale di Arti Figurative Trento, 1956
6ª Regionale d'Arte, Bolzano, 1958
Fra le mostre alle quali ha partecipato ricordiamo quella dei Convento dei Cappuccini di Chiusa (1981).

BIBLIOGRAFIA
- J, GASTEIGER, Heiner Gschwendt zum 65, Geburstag, Dolo
miten, 713/1979
- Grafica 1900-1950, Bolzano 1981
- E. Kreuzer-Eccel, Aufbruch, Bolzano 1982