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Riccardo Schweizer

SCHWEIZER, Riccardo
Mezzano di Primiero, 1925

Dopo aver frequentato le scuole superiori si trasferisce a Trento e poi a Belluno per seguire i corsi dell’Istituto industriale Edile. Nel 1945 si iscrive all’Istituto d’Arte dei Carmini di Venezia e nel 1947 Bruno Saetti lo chiama all’Accademia di Belle Arti. Nel 1950 si trasferisce a Vallauris, nel sud della Francia, per conoscere Picasso. Ha così modo di frequentare anche Chagall, Cocteau, Paul Eluard, Massimo Campigli, Roger Capron, Le Corbusier, ecc. Nel 1954 ritorna a Venezia su invito di Saetti, come suo assistente all’Accademia. Frequenta in quegli anni, fra gli altri, Luigi Nono, Igor Stravinskij, Salvatore Quasimodo, Virgilio Guidi, Giuseppe Marchiori, Peggy Guggenheim, Guido Cadorin, Guido Perocco, Alberto Viani, Filippo de Pisis, Felice Carena, ecc. Nel 1958, tiene una personale al Museo Picasso ad Antibes visitata, fra gli altri, da Jacques Prevert e Jean Cocteau. Nel 1960 lascia l’Accademia di Venezia e si stabilisce sulla Costa Azzurra. Là, oltre a tenere numerose mostre incrementa la sua attività di ceramista assieme all’amico Roger Capron. Nel 1961 nascono le prime opere murali di grandi dimensioni, come l’affresco “Apoteosi della tecnica” per l’istituto Editoriale Italiano di Milano. Nel 1965 realizza un grande bassorilievo in ceramica per le nuove Terme di Levico e nel 1966 esegue per la scuola media di Cadola (Belluno) un bassorilievo in cemento e due affreschi sul tema del disastro del Vajont. Nel 1967 partecipa al “Premio Provincia di Trento” e realizza due monumenti ai caduti per Fiera di Primiero e per Pieve d’Alpago nel Bellunese. Nel 1968 partecipa anche alla “Rassegna di arti figurative ed architettura della Venezia Giulia e Venezia Tridentina” ed a “Trento Arte Oggi”, tenute al Palazzo delle Esposizioni di Roma. Nel 1969, nel Casinò Municipale di Tripoli vengono collocate due grandi vetrate e, quindi partecipa a “Les Artistes de Trente d’aujourd’hui” alla Camera di Commercio Italiana di Parigi. Nel 1970 ha inizio I’attività di designer per la Ceramica Pagnossin di Treviso con la produzione di numerosi servizi da tavola. Nel 1980 realizza un grande bassorilievo esterno che ricopre tre facciate del Municipio di Carros (Nizza) e, nel 1982 vince il Concorso Internazionale per le decorazione del Palazzo del Cinema di Cannes. Nel 1986 realizza invece un grande affresco per la nuova sede dell’I.T.C. a Trento. Nel 1987 decora la Sala del Sindaco e quella del Consiglio del nuovo Municipio di Cap d’Ail (Montecarlo) ed esegue gli affreschi della facciata. Nel 1989 torna a Venezia per una grande mostra personale presso la Chiesa di San Stae, accompagnata da una monografia di Luigi Lambertini. Nel 1991 progetta e realizza la monumentale scultura in cemento per la nuova sede della Camera di Commercio di Trento. Nel 1992, a Siror, realizza un imponente affresco di oltre 130 metri quadrati dal titolo “I sogni della bancalonga”, e, nel 1993 un altro per il Comprensorio del Primiero. Nel 1995 Palazzo Trentini gli dedica un’ampia retrospettiva. Nel 2000 è invece la volta della personale a Roma, a Castel S. Angelo e della monografia sulla sua attività nelle arti applicate e nell’arredo.

Bibliografia recente:
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 2: 1950-1975, Palazzo Trentini, Trento, 2000
- “Riccardo Schweizer. Opere 1939-2002”, Bassano, 2003
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 3: 1975-2000, Palazzo Trentini, Trento, 2003

Erminio Segatta

SEGATTA, Erminio
Trento, 1911 – Rovereto, 1996

Figlio di un impiegato della Südbahn (la Ferrovia del Brennero in epoca austroungarica), sin da giovanissimo fu costretto a girovagare a causa dei frequenti spostamenti del padre: Innsbruck, Feldkirch, Schwaz e Vienna, dove rimase quattro anni, dal 1915 al 1919. Al rientro a Trento, una volta completati gli studi, iniziò ben presto, per motivi di lavoro, la sua peregrinazione per l’Italia: Roma, Milano, Novara, Bolzano, Merano, Verona, Alassio, Torino, e la Sicilia. Quindi fu la volta dell’Europa, la Germania, la Francia e la Svizzera. Nel corso di questo girovagare, Segatta ebbe sempre modo, oltre il lavoro, di dedicarsi all’arte ed alla frequentazione di vari personaggi della cultura quali Remo Brindisi, Dino Buzzati, Enzo Brunori, Giuseppe Marchiori, Milena Milani, Giorgio Cortenova e molti altri. Durante un suo ritorno a Trento, dove rimase per qualche anno, alla fine degli anni Trenta, ebbe modo di frequentare intensamente Gino Pancheri, che andava a visitare nello studio di Villa Igea, prima, e di Vicolo dei Birri, poi. Un’esperienza che rimase formativa. Segatta, dopo un’iniziale stagione di paesaggismo, sin dai tardi anni Cinquanta si è rivolto all’informale ed in seguito ad un’astrazione dai forti toni cromatici. Ha esposto in varie località d’Italia, a Milano, Ro-ma, Venezia, Firenze, ecc. Negli anni Settanta si era ritirato a Cortina d’Ampezzo per poi trasferirsi definitivamente a Rovereto dove, nel 1973, alla Galleria Pancheri ha tenuto la sua prima mostra in terra trentina.

Bibliografia recente:
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 2: 1950-1975, Palazzo Trentini, Trento, 2000
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 3: 1975-2000, Palazzo Trentini, Trento, 2003

Luigi Senesi

SENESI, Luigi
Pergine, 1938 – Appennino tosco-emiliano, 1978

Frequenta l’Istituto d’Arte di Trento e quindi il Magistero dell’istituto d’Arte di Firenze, specializzandosi in pittura murale ed affresco. Diplomato, si dedica quindi all’insegnamento. I suoi primi interessi sono per il paesaggio ed il ritratto e per personaggi, in particolare per i ricoverati dell’ospedale psichiatrico, simboli di una tragica condizione umana. Su questi temi espone per la prima volta a Trento nel 1962, alla 1ª Mostra Regionale d’Arte Sacra, a cui seguono la Mostra Artisti Trentini al Palazzo delle Esposizioni di Roma nel 1963. Dal 1964 al 1966 sperimenta i mezzi tecnici più disparati: olio, cera, tempera, collage che espone al Centro d’Arte Zero di Verona. Nel 1965 è presente alla Mostra degli Artisti Trentini a Torino, e nel 1966 a “Grafica trentina contemporanea” a Palazzo Sardagna, quindi trasferita a Rovigo. Nel 1967 aderisce alla “Nuova Figurazione”: ed a sottolineare questo momento di maturazione è Guido Perocco, che lo presenta nel catalogo della personale alla Galleria d’Arte Il Traghetto di Venezia. Sempre nel 1967 partecipa al “Premio Provincia di Trento”, e, nel 1968 alla “Rassegna di arti figurative ed architettura della Venezia Giulia e Venezia Tridentina”, tenuta al Palazzo delle Esposizioni di Roma. Nel 1968, rivisita il Futurismo e con la personale alla Galleria Goethe di Bolzano, presenta le “Immagini significanti” e “plurisignificanti”, iconografia simbolica dell’alienazione meccanicistica dell’uomo, che espone poi più organicamente nel 1969 a Bassano del Grappa nella collettiva “Senesi, Schmid, Pancheri”. Nel 1969 partecipa inoltre alla 3ª Biennale di Bolzano, e, nel 1971, alla rassegna “10 pittori + 10 incisori trentini del XX secolo” tenuta a Palazzo delle Esposizioni, a Roma e poi a Trento. Nel biennio 1972-1973, liberatosi di ogni riferimento all’oggetto, dipinge la serie delle “Anonimie celesti” e delle “Gradualità segniche”, basate sulle progressioni di intensità cromatica a cui seguono, nel 1974, con maggior rigore, le “Partizioni” ed i “Percorsi cromatici”, seguite a loro volta, nel 1975 e nel 1976, dalle “Pulsazioni” e dalle “Trasparenze”. Nel 1973 partecipa alla Mostra Regionale d’Arte, a Riva del Garda, e, l’anno seguente, a “Situazione ‘74”, tenuta a Trento. Nel triennio 1974-1976 alle personali alterna mostre con Aldo Schmid, Vittorio Matino, Edoer Agostini, che segnano il suo inserimento nella linea della “Pura Pittura”. Nel 1976 partecipa al gruppo di “Astrazione oggettiva”, sottoscrivendo il manifesto programmatico ed espone a “Situazione 76”, alla Biennale di Bolzano. Tra il 1976 e il ’77, procede la serie dei “Margini cromatici” e nelle “Progressioni”. Nel 1977 espone alla Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Arezzo. Muore il 15 aprile 1978 durante un viaggio a Firenze, assieme ad Aldo Schmid. In seguito le sue opere sono presenti nel 1988 alla rassegna “Situazioni. Arte in Trentino dal 1945” a Palazzo delle Albere.

Bibliografia recente:
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 2: 1950-1975, Palazzo Trentini, Trento, 2000
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 3: 1975-2000, Palazzo Trentini, Trento, 2003

Guido Ramazzotto

RAMAZZOTTO, Guido
Bolzano - non si dispone dei dati biografici

Esposizioni:
Terza Mostra Regionale d’Arte, Trento, 1951
III Mostra Regionale di Arti Figurative, Riva, 1953
IV Mostra Regionale di Arti Figurative, Bolzano, 1955
V Mostra Regionale di Arti Figurative, Trento, 1956
6ª Regionale d’Arte, Bolzano, 1958

Rudolf Regele

REGELE Rudolf
Bolzano il 7 aprile 1899 – morto i1987

Esposizioni:
Mostra d'Arte/Kunstschau della Venezia Tridentina, Bolzano, 1922
III Biennale d’Arte della Venezia Tridentina, Bolzano, 1926
Biennale d’Arte di Bolzano, 1930
VI Biennale d’Arte di Bolzano, 1932
VII Biennale d’Arte di Bolzano, 1934
VII Sindacale d'Arte, Bolzano, 1938
Mostra degli artisti altoatesini e tridentini, Roma, 1938
IX Sindacale d’Arte, Bolzano, 1940

Ha inoltre esposto a Padova, Roma, Milano, e in Gran Bretagna, in Francia, in Svizzera e negli Stati Uniti.

Gianluigi Rocca

ROCCA, Gianluigi
Trento, 1957

Nato a Trento, ha studiato all’Istituto d’Arte di Trento e quindi all’Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano. Ha iniziato ad esporre nel 1974 in una collettiva a Palazzo della Regione, quindi ha esposto nel 1977 a Verona e Lugano, nel 1979 a Riva del Garda. Nel 1980 tiene la prima personale alla Galleria Il Castello di Trento. Tra le tante collettive si segnala: 1987, “Il segno racconta”, Cles; 1991, “Deus ex Charta”, Trento; 1996, “Due secoli d’incisione”, Acc. di Brera, Milano; 1998, “Percorsi”, Künstlerforum, Bonn; 1999, “Artisti e ambiente alpino”, Tenno e Palazzo Trentini; 2000, “La vetta e gli orizzonti”, Palazzo Trentini; 2001, “Natura morta”, Milano. Ha tenuto inoltre personali a Bolzano, 1981; Milano, 1982; Cles, 1987; Pergine, 1997; Bologna e Venezia, 1999; Bolzano, 2000; Bolzano e Trento, 2001. Vive fra Trento e Milano dove insegna all’Accademia di Brera.

Bibliografia recente:
-
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 3: 1975-2000, Palazzo Trentini, Trento, 2003

Annamaria Rossi Zen

ROSSI ZEN, Annamaria
Adria (RO), 1940

E’ cugina di Leonida Zen, futurista rovigoto.
Nel 1951 si trasferisce con la famiglia a Trento dove giovanissima inizia a studiare arte sotto la guida di Mariano Fracalossi. Negli anni ‘60 studia all’Accademia di Belle Arti di Verona. Nel 1973 tiene la prima personale, a Levico, cui seguono: Vezzano, 1974; Trento, 1975 e 1976; Caldonazzo e Rovigo, 1977; Riva del garda, Verona e Trento, 1978; Venezia, 1979; Verona, 1980 e 1981; Milano e Trento, 1982; Adria e Bolzano, 1983; Brescia, 1984; Bologna, 1985; Modena, 1986; Rovigo, 1987; Rovereto, 1988; Bologna, 1989; Padova, 1991; Cles, 1992; Innsbruck, 1993; Lussemburgo e Padova, 1994; Volders Tirol e Milano, 1995; Trento e Caldonazzo, 1996; Trieste e Innsbruck, 1997; Cles, 1998. La prima collettiva è del 1963 ad Ala, cui seguono: Trento, 1964; Genova, 1967; Roma, 1968 e 1970; Genova, 1971; Trieste, 1972; Merano, 1974; Roma e Norimberga, 1976; Bruxelles, 1977; Padova, 1978; Verona, 1979; Perugia, 1980; Bari, 1982; Venezia, 1984; Urbino, 1988; Mantova, 1989; Milano, 1990; Adria, 1991; Bologna, 1992; Milano, 1993; Cannes e Milano, 1994; Kempten, 1995, Vicenza, 1996; Palmanova, 1997; Castel Ivano, 1998. Vive a Trento.

Bibliografia recente:
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 3: 1975-2000, Palazzo Trentini, Trento, 2003

Maria Salvati

MARIA SALVATI
Vipacco, Jugoslavia, 193?

Mostre Personali e Installazioni: 1975 e 1976, Levico; 1978, Spazio d’Arte Andromeda, Trento; 1985, Galleria La Fenice, Venezia; 1987 Galleria Novecento, Pergine; 1995 Scenografia per “Concerto Grosso Città Sonore 2”, Progetto Numero Civico, Festival Senzatitolo Eventi Azioni Esposizioni, Auditorium Centro Santa Chiara, Trento; 1996 “Itinerario”, , Progetto Numero Civico, Festival Senzatitolo Eventi Azioni Esposizioni, Fabrika Spazio Temporaneo d’Arte, Rovereto; 1997 “H2O Vecchio Oceano”, Molto Multimedia Gallery, Milano; 1998 “Non”, Festival Senzatitolo Eventi Azioni esposizioni, Sala Esposizioni via Malpaga, Trento; 1999 “Dimensione, Le nuove dimensioni progettuali delle arti”, Progetto espositivo e convegno Galleria Fabbrica Eos, Milano; 2000 “Who”, Numero Civico Spazio d’Arte, Rovereto; 2003 ”Troppe regole fanno male”, In-Con-Tro e Showroom Vivere, Trento, settembre-ottobre e Galleria Il Castello, Trento, settembre-ottobre. Tra le mostre collettive si segnala: 1983, “Indizi di tempo”, Palazzo Pretorio, Trento; 2000 “Lo stato dell’Arte 2. Nuove Forme dell’Identità Artistica”, Rovereto, Centro Civico Brione; 2002 “Avances. Creatività al femminile”, Galleria Civica di Arte Contemporanea, Trento. Partecipazioni: 1997, Interpreta Queen Elisabeth nel video di Vedova Mazzei “A modest Proposal”, Produzione Numero Civico Rovereto – I Passanti Trento. Vive a Trento.

Bibliografia recente:
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 3: 1975-2000, Palazzo Trentini, Trento, 2003

Giuseppe Sannicolò

SANNICOLO’, Giuseppe
Trento, 1908 - 1994

E’ stato pittore figurativo, di paesaggio e prevalentemente dedito alla pittura all’acquerello. Ha esposto inizialmente alla mostra collettiva del Gruppo Universitario Fascista, del 1931, quindi alla XI Mostra Sindacale di Bol-zano, nel 1942, alla Sindacale Triveneta tenuta all’Opera Bevilacqua La Masa di Venezia nel 1943. Nel dopoguerra ha partecipato alle principali mostre sindacali trentine, e in particolare, alla III Mostra Regionale d’Arte, tenuta al Grand Hotel Trento nel 1951, quindi alla “6ª Regionale d’Arte” di Bolzano, nel 1958, alla collettiva “Artisti Trentini 1959”, tenuta alla Camera di Commercio di Trento, alla “Mostra Provinciale d’Arte Figurativa” tenuta alla Camera di Commercio di Trento nel 1961, e quindi alla Mostra d’Arte Contemporanea degli Artisti Trentini, al Palazzo delle Esposizioni di Roma nel 1963. Ha poi partecipato alla Mostra Nazionale del piccolo formato, tenuta a Catania nel 1964, alla Collettiva di Artisti Trentini, a Riva del Garda nel 1964, alla Prima Mostra Biennale Regionale “Premio Bolzano”, nel 1965. Ha tenuto personali a Baselga di Pine, nel 1944, e, nello stesso anno, a Pergine, quindi nel 1946 a Trento, Cavalese e Cles, e nuovamente a Trento nel 1947, alla Galleria d’Arte Trento, nel 1953, al Padiglione del Turismo, e nel 1958, a Palazzo Roccabruna.

Bibliografia recente:
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 2: 1950-1975, Palazzo Trentini, Trento, 2000

Carlo Sartori

SARTORI, Carlo
Ranzo di Vezzano, 1921

Dal 1931 vive e lavora a Godenzo nel Lomaso. Trascorre gli anni della giovinezza facendo il pastore e successivamente l’imbianchino, senza trascurare però lo studio, da autodidatta, dell’arte e della pittura. Dopo alcuni anni di preparazione, nel 1959 partecipa ad una mostra collettiva tenuta al Circolo della Stampa di Bolzano, dove riscuote l’interesse del pubblico e della critica per le sue tematiche e le sue figurazioni in bilico tra arcaismo ed accenti naif. L’anno seguente allestisce la sua prima mostra personale nelle sale dell’Hotel Miralago, a Molveno, ottenendo un grande consenso che lo stimola a proseguire nella ricerca di un proprio linguaggio (che giungerà a piena maturazione nel corso degli anni Settanta). Di quel periodo è l’incontro con il pittore Luigi Pizzini la cui amicizia e stretta frequentazione induce Sartori a dedicarsi completamente alla pittura. Nel 1961 partecipa alla “Mostra Provinciale d’Arte Figurativa” a Trento, mentre nel 1962 è presente alla 1ª Mostra d’Arte Sacra di Trento, e, nel 1965, alla Mostra degli Artisti Trentini, a Torino, e quindi alla collettiva “Trento Arte Oggi”, al Palazzo delle Esposizioni di Roma nel 1968, e alla rassegna “Les Artistes de Trente d’aujour-d’hui” alla Camera di Commercio Italiana di Parigi, nel 1969, e, nel 1971, alla rassegna “10+10 Pittori ed incisori trentini del XX secolo” tenuta a Palazzo delle Esposizioni di Roma, e poi a Palazzo Pretorio, a Trento. Nel 1972 la sua partecipazione alla mostra di Suzzara viene notata dal critico Raffaele de Grada che lo segnala a Cesare Zavattini. Sartori partecipa in seguito a ben sette edizioni vincendo vari premi ed ottenendo anche l’omaggio di una sala personale. Questa grande visibilità, però, lo colloca (anche nei confronti della critica) di fatto nell’ambito dei pittori naif, condizionando per un certo tempo una lettura più approfondita della sua opera che, invece, va collocata nell’ambito di un recupero della tradizione contadina secondo modalità di “arcaismo” con accenti di profonda spiritualità. Nel 1973 è presente alla Mostra Regionale d’Arte, a Riva del Garda, e, nel 1976, alla Mostra Sindacale Artisti Trentini, a Trento e, nel 1981, ad “Arte e Violenza. Venti artisti contro” al Centro Rosmini di Trento. Nel 1983 alla rassegna “Arte Sacra 83” a Palazzo Pretorio di Trento. Sartori, attualmente, è forse il pittore più seguito dagli appassionati d’arte in Trentino.

Bibliografia recente:
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 2: 1950-1975, Palazzo Trentini, Trento, 2000
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 3: 1975-2000, Palazzo Trentini, Trento, 2003

Enrico Sartori

SARTORI, Enrico
Fiera di Primiero, 1924 – 1986

Autodidatta, espone per la prima volta nelle sale del Caffé Weiss, a Fiera di Primiero, nel 1958. Già l’anno seguente è presente alla rassegna “Artisti Trentini 1959” tenuta a Trento dove espone opere di genere figurativo. Quindi alla Mostra Provinciale d’Arte Figurativa a Trento nel 1961 il suo lavoro si mostra già dedito a ricerche astratto-informale. E’ poi presente alla Mostra Artisti Trentini tenuta al Palazzo delle Esposizioni di Roma nel 1963, dove si nota un ulteriore passo in avanti, con un’opera di sintesi più estrema. In quell’anno tiene anche una mostra personale a Milano, alla Galleria Pater. Da questo momento partecipa a numerose collettive, come le varie sindacali organizzate a Trento, ma anche nel resto d’Italia, fra le quali il Premio Termoli e il Premio Arezzo, ed ottiene diverse segnalazioni. Nel 1964 espone alla Galleria L’Argentario di Trento le sue opere più compiute, ovvero la serie degli “Uava”. Ottiene, in quel periodo, anche una lusinghiera segnalazione sulla rivista “D’Ars Agency”. Ma già nei tardi anni Sessanta si allontana dalla pittura per dedicarsi alla letteratura. Infatti nell’ottobre del 1981 pubblica il libro “L’uomo dal cappotto rosso”. Nel frattempo ha ripreso anche la ricerca pittorica e l’anno successivo, nel 1982, tiene una personale, dopo molti anni di silenzio, alla Galleria L’Argentario di Trento, e poco dopo, sempre a Trento, alla Galleria Il Cenacolo. Dopo la sua morte il valore della sua opera viene riconosciuto con l’inserimento, già nel 1988 nella rassegna “Situazioni. Arte in Trentino dal 1945” a Palazzo delle Albere, che espone opere dei primi anni ‘60, di fatto tra le cose più interessanti prodotte dall’arte trentina di quel periodo. Nel 1998, dopo anni di silenzio, viene inserito nella rassegna “Passato e Presente. Arte in Primiero, Vanoi e Mis tra memoria storica e attualità”, tenuta al Palazzo delle Miniere a Fiera di Primiero.

Bibliografia recente:
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 2: 1950-1975, Palazzo Trentini, Trento, 2000
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 3: 1975-2000, Palazzo Trentini, Trento, 2003

Liselotte Plangger Popp

PLANGGER-POPP, Liselotte
Masure, 1913

Frequenta i corsi di artigianato e grafica applica ta nella Scuola professionale di Königsberg ne gli anni dal 1933 al 1936; dal 1936-1938 lavora in vari atelier di grafica ad Hannover e Königsberg; dal 1939-1945 è ad Innsbruck dove svolge l'attività di grafico per il giornale «Innsbrucker Nachrichten»; poi di nuovo a Monaco, dal 1945-1949 frequenta l'Accadeimia nel distretto di Neu-Dachau. Impara la tecnica dell'incisione su rame e delle acqueforti con il Prof. Schinnerer e Willy Geiger; nel 1954 sposa Hans Plangger, scultore sudtirolese; si trasferisce a Bolzano e dal 1954 è membro dell'Associazione artisti sudtirolesi. Illustra libri di poesie dei poeti locali H. Mumelter e E. Kofler e produce numerosi di segni a penna e xilografie per la rivista sudtirolese «Der Schlern».

Esposizioni:
«Kunsthistorisches Institut der Universität Innsbruck», Innsbruck, 1947
IV Mostra Regionale di Arti Figurative, Bolzano, 1955
V Mostra Regionale di Arti Figurative, Trento, 1956
«Landwirtschaftliches Museum Brunnenburg» , Merano, 1957
6ª Regionale d'Arte, Bolzano, 1958
Mostra Regionale, Riva del Garda, 1973
«Reiseberichte», Galleria Domenicani a Bolzano, 1977

Bibliografia:
- KARL PAULIN, Die Wochenpost, 25/8/1965- Katalog der Ausstellung SüdtirolerHandzeichnungen, 1974,S.31
- J. RAMPOLD, Dolomiten 4/10/1974

Karl Plattner

PLATTNER, Karl
Malles Venosta, 13 febbraio 1919 – 8 dicembre 1986

Partecipa alla seconda guerra mondiale come soldato della Wehrmacht. E’ inviato dapprima in Norvegia e quindi in Russia dove rimane ferito. Trasportato a Berlino, durante la convalescenza segue un corso di disegno. Forse è questa l'occasione che gli consente un primo accostamento al mondo dell'arte e che probabilmente gli fa maturare la passione per la pittura. Rientrato in Italia, presta servizio a Finale Emilia e, poco dopo, cessato il conflitto, Io troviamo a Firenze dove riprende a studiare disegno e pittura. Successivamente si reca a Milano per frequentare l'Accademia di Brera. Nel 1948 giunge a Parigi. Qui si iscrive alla scuola di Andrea Lothe che Io accosta al cubismo accademico. 11 1951 è un anno importante per Plattner: a Merano, alla Galleria del Corso, viene allestita la sua prima personale; nel cimitero di Naturno realizza un grande affresco legato alle tragedie della guerra. In questo stesso periodo sposa Marie Jo che Io segue in Brasile dove il pittore realizza un affresco nell'ufficio dell' Air France. Il grande paese sudamericano Io affascina e gli consente esperienze che emergeranno nella sua produzione artistica degli anni successivi. AI ritorno dal Brasile esegue il grande affresco della sala del Palazzo della Provincia a Bolzano. Dal 1956 si sposta in continuazione: ritorna dapprima in Brasile, quindi si reca a Panarea e successivamente in Provenza, alla ricerca di un luogo magico per la sua pittura. Fra il 1965 e il 1979 si ferma a Milano dove quasi certamente vive uno dei suoi periodi migliori. Ora è senz'altro un artista arrivato, entrato nella considerazione internazionale per via soprattutto di quegli affreschi eseguiti nella Sala del Palazzo dei Festival Musicali di Salisburgo e nella Cappella del grande Ponte Europa. Intanto incalzano gli anni Ottanta e Plattner sente il bisogno di tornare in Francia, nella Provenza di Cezanne, dove si ferma a lavorare in un nuovo grande atelier. E negli ultimi anni questo andare e tornare dalla Francia all'Italia, per poi ripartire subito dopo, appare il segno di una inquietudine via via sempre più incalzante. Il fatto artistico è forse un'ancora di salvezza in quanto può proiettare il pittore al di là di ciò che limita l'uomo normale.
Fra le tante mostre che allestisce ogni anno, una delle ultime della sua vita la tiene a Bolzano, nel 1985, alla Galleria Goethe, dove espone opere che compendiano le illusioni di tutta una esistenza.
Queste a grandi linee le note biografiche di un artista che ha saputo dimostrare un talento non comune e le cui opere si diffonderanno capillarmente soprattutto attraverso la riproduzione grafica. In questo campo, che sembra particolarmente congeniale al Plattner, l'artista si cimenta con una realtà fatta di un sottile gioco, in cui solitudine, sensualità, ironia, si intrecciano senza fine, per giungere alla formulazione di entità iconiche che viaggiano fra la realtà e l'irreale, fra la beffa e la metafora. La sua arte non può essere facilmente etichettata, in quanto non segue alcuna precisa corrente. Intrigante e ingenua, si rivela con cettualmente erudita quando scopriamo che le sue figure riprendono quel linearismo che la tradizione gotica ha lasciato nelle chiese altoatesine. Nelle opere del Plattner l'ombra è quasi scomparsa e gli assurdi personaggi appiattiti contro il fondo monocromo delle textures, ci ignorano totalmente con i loro occhi intenti a guardare verso una realtà inquietante, non nostra, trascendentale.
Artista sottilmente ironico, disegna i suoi personaggi carichi di mestizia, come maschere di un mondo antico, inarrivabile; personaggi che paiono spinti sul filo sottile di un divertissement che forse non tutti riusciamo a cogliere. E questi personaggi, che Plattner tende a motteggiare, ci vengono presentati come stimolati da un ridicolo senso di altezzoso orgoglio; quell'orgoglio che l'uomo indossa come se fosse il vestito della festa. E l'eroe dei suoi quadri, delle sue acqueforti, è tuttavia soddisfatto di sè, incapace di accorgersi della sua estrema piccolezza. Quella di un essere microscopico che non è padrone di niente, neppure della strada che deve percorrere.
Ed è forse questo il modo che Plattner meglio conosce per esorcizzare una certa tristezza interiore, lancinante, tipica degli umoristi, ma anche dei grandi maestri. Quella tristezza che lo spinse a rinunciare alla vita, in quella sua Val Venosta, 1'8 dicembre 1986.

Esposizioni:
1953 Galleria Würthle, Vienna; 1953 Galleria Gurlitt, Monaco; 1952/52/54 Museu de Arte Moderna, Sao Paolo, Brasile; 1954 Biennale Venezia; 1961 Galleria «la Capucci
na», Roma; 1962 Kunstpavillon, Innsbruck; 1963 Galleria "Il Milione». Milano; 1963 Galleria «l'Argentario», Trento; 1964 Galleria "Peinthner-Lichtenfels», Vienna; 1963 Galleria nel Palazzo Taxis, Innsbruck; 1964/68/71, Galleria Goethe, Bolzano; 1971 Galleria leonardo, Bolzano; 1976 Ferdinandeum Innsbruck; 1977 Retrospettiva nel Castel Mareccio, Bolzano; 1979 Haus der Kultur e Galleria Goethe in occasione del conferimento del premio «Walther von der Vogelweide»; 1981 Galleria «Annasäule», Innsbruck; 1981 Galleria Odermatt, Parigi; 1985, Galleria Goethe, Bolzano.

Bibliografia
-R. De Grada, Karl Plattner, catalogo della mostra, Milano 1963 -1968
- R. HIEPE, Die Fresken der Europakapelle. München 1965,
-M. De Micheli, Plattner: Opere dal 1966-1971, catalogo della mostra, Milano 1971
-R. Solmi, Karl Plattner, Bologna 1972
-Catalogo Nazionale Bolaffi d'Arte Moderna n° 10, Torino 1975
- E, EGG, Kat, Ausstellung Tiroler Landesmuseum, Innsbruck 1976
-K. Sottrifer, Karl Plattner, Athesia 1977
-Dizionario Enciclop. Bolaffi, vol. IX, Torino 1976
- K. SOTRIFFER, Rede und Kat. Vorwort anlässlich der Verleihung des Walther von der Vogelweideprei ses, Bozen, 1979
-Catalogo dell' Arte Moderna Italiana, n° 24, Torino 1988

Guido Polo

GUIDO POLO (1898 – 1988)
Borgo Valsugana, 21 novembre 1898 – Trento, 15 febbraio 1988

Giovanissimo, la zia, Erminia Bruni, lo avvicinò all’arte e così nel 1911 si trasferì a Trento dove dopo le scuole medie studiò arte con Luigi Bonazza, Camillo Rasmo e Luigi Ratini. Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale il padre fu richiamato alle armi e la famiglia Polo fu sfollata prima ad Innsbruck, poi a Schwaz e infine a Vienna, dove frequentò, con il prof. Comel, la Scuola Reale Elisabettina di Rovereto che era stata trasferita a Vienna a causa della guerra. A Vienna Polo osservò e studiò i disegni dei grandi maestri del passato, ma anche le opere di Klimt e Schiele, respirando quel clima di espressionismo modulato dal decorativismo jugendstil. Nel 1919 ritornò a Trento, dove raggiunse la sua famiglia. Divenuto amico di Ernesto Zambiasi e Dante Sartori, si dedicò a studi letterari. La chiusura dell’ambiente culturale trentino lo spinse però a trasferirsi Milano, dividendo uno studio-abitazione col pittore Ignazio Cattaneo di Varese. Per mantenersi disegnò bozzetti e figurini per una rivista di moda. In questo periodo intraprese il suo primo viaggio a Monaco, interrotto dopo breve tempo per ragioni di salute. Nel 1923, già rientrato a Trento, partecipò alla mostra autunnale di Ca’ Pesaro a Venezia e fu apprezzato da Nino Barbantini. Nel 1926 iniziò la produzione incisoria. Di questo periodo è la sua partecipazione alle mostre dell’Opera Bevilacqua La Masa e alle Trivenete di Padova; presenza, la sua, che durerà fino alla fine degli anni ’60. Collaborò inoltre con riproduzioni a riviste e giornali. Tra il 1928 e il 1930, stanco e deluso della vita di provincia, compì brevi soggiorni di studio a Lipsia, a Dresda, a Praga e a Budapest. Frequentò i gruppi dei giovani artisti espressionisti che collaboravano alle riviste “Simplicissimus” e “Jugend”. A Monaco si iscrisse al corso di figura e di nudo tenuto dal professor König, ed eseguì le illustrazioni per “I Poveri” di Heinrich Mann, e alcune incisioni per un’opera di Charles de Coster, rimasta inedita a causa della persecuzione nazista che coinvolse l’autore costringendolo ad emigrare in America. Conobbe il pittore e incisore Frans Masereel e Oskar Kokoschka. In questi anni, fra le tante, eseguì la famosa incisione “Il fantasma sopra la città”. Ritornato a Trento, conobbe Silvio Branzi e Carlo Piovan che si occuparono poi criticamente della sua pittura. Divennne amico di Tullio Garbari e Gino Paricheri ed aderì al “Gruppo Trentino d’Avanguardia”, fondato da quest’ultimo. Nel 1932 a Milano conobbe Filippo De Pisis, Arturo Tosi e strinse amicizia con il critico Giuseppe Cerrina. Dopo alcuni viaggi di studio a Roma, Firenze e Venezia, nel 1936 tenne la sua prima personale alla Casa d’Arte Iva a Trento, con Gino Pancheri e Remo Wolf. L’anno seguente alla Sindacale ricevette il premio per il bianco e nero al concorso “Ala Caproni”. Nel 1938 sposò Ada Bertoldi. Durante la Seconda Guerra Mondiale insegnò disegno nelle Scuole medie di Trento e in alcuni Istituti privati. Nel 1942 espose per la prima volta alla Biennale di Venezia. Poi, a causa della guerra si rifugiò con la famiglia a Calavino. Nel dopoguerra iniziarono i periodi di soggiorno a Parigi, dove si recò per motivi di studio e divenne amico di Gino Severini. Tra il 1952 e il 1954 aderì all’Associazione Incisori Veneti, partecipando a gran parte delle esposizioni. Nel 1958 risiedette per qualche tempo a Burano, ospite della famiglia di Francesco Moggioli, fratello del pittore Umberto. Nel 1972 fu nuovamente a Parigi. Negli anni 1976-1978 eseguì una seconda tiratura delle incisioni del 1926.
(estratto da: Dizionario degli Artisti Trentini, a cura di F.Degasperi, G.Nicoletti, R.Pisetta, Trento, 1999)

Bibliografia recente:
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 1: 1900-1950, Palazzo Trentini, Trento, 2000
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 2: 1950-1975, Palazzo Trentini, Trento, 2001
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 3: 1975-2000, Palazzo Trentini, Trento, 2003

Aldo Porcaro

PORCARO, Aldo
Bolzano, (non si dispone dei dati biografici)

Esposizioni:
"Go Home", Collettivo Artisti C.G.I.L., Bolzano, 1971

Siegfried Pornbacher

PöRNBACHER, Siegfried
Valdaora (Bolzano), 1914 – morto ?

Apprende la pittura decorativa a Bressanone presso C. Vallazza.
Nel 1940-1943 partecipa al secondo conflitto mondiale dove viene gravemente ferito. Trasportato all'ospedale militare di Vienna, durante la lunga convalescenza frequenta l'Istituto di arti grafiche. Nel 1947 è a Merano, allievo di Peter Fellin. Due anni più tardi ritorna a Vienna dove, fra il 1949 e il 1953, apprende la tecnica della pittura a fresco. Stabilitosi a Brunico, apre un atelier dedicandosi soprattutto a lavori decorativi.
Suoi sono gli affreschi di alcune sale del Palazzo della Provincia di Bolzano, eseguiti fra il 1953 e il 1954.

Esposizioni:
IV Mostra Regionale di Arti Figurative, Bolzano, 1955
V Mostra Regionale di Arti Figurative, Trento, 1956
6º Regionale d'Arte, Bolzano, 1958
Premio “Agnello d'Oro”, Bressanone (vinto);
Premio Bolzano ,1967
Regionale Riva del Garda, 1973

Hans Prunster

PRüNSTER, Hans
Riffiano (Merano), 18 giugno 1907 – morto ?

Dopo aver frequentato la Scuola artigianale d'arte di Monaco, si iscrive all' Accademia d'arte della stessa città, dove studia col prof. Klemmer. Sono questi gli anni '30, quando a Monaco paiono ormai un ricordo i fermenti delle avanguardie artistiche del Novecento, che avevano fatto capo a pittori come Kandinskij e Marc. Ora stili, correnti e tendenze di varia scuola si incrociavano con spaventoso disordine. Al termine della seconda guerra mondiale Prünster intraprende numerosi viaggi in Italia, Grecia e Francia, alla scoperta di paesaggi che gli suggeriscano l'esecuzione di disegni ed acquerelli. Tornato in Alto Adige realizza numerose opere nelle più svariate tecniche: dagli affreschi graffiti, ai mosaici, ai vetri dipinti. I suoi temi prediletti sono soprattutto i paesaggi montani, disegnati con robusti tratti di pastello o costruiti da generose pennellate cariche di forti tensioni cromatiche.
Nominato presidente dell' Associazione artisti sudtirolesi e direttore della scuola d'arte sudtirolese, fra il 1954 e il 1962 collabora con la rivista culturale "Prisma".

Esposiozioni:
- III Mostra Sindacale d'Arte, Trento, 1933
- VII Sindacale d'Arte. Bolzano. 1938
- Mostra degli artisti altoatesini e tridentini, Roma, 1938
- V Mostra Regionale di Arti Figurative, Trento, 1956
- 6ª Regionale d'Arte, Bolzano, 1958
- Tiroler Kunstpavillon, Innsbruck (1967)
- Mostra Regionale, Riva del Garda, 1973
- Mostra degli artisti sudtirolesi, Haus der Kultur di Bolzano ("Disegni a mano sudtirolesi"), 1974
- Galleria Domenicani, a BoIzano, 1978
- Galleria Kunstlanden di Bressanone, 1980
- Galleria della Banca Popolare di Merano, 1989 ".

Bibliografia:
- F.H. RIEDL, GegenwartskunstinSüdtirol, Dolomiten, 8/7/1953, S.3.-
- ERICH KOFLER und WALTHER PAUSER, Katalog Ausstellung 1976
- Katalog Arge Alp, 1979, S. 135
- Grafica Trentino, Sudtirol, Tirol 1900-1950, Bolzano, 1981
- P. Rizzardi, La Vetrina, Hans Prünster, Il Mattino, Bolzano 21/10/1989

Massimo Radicioni

RADICIONI, Massimo "Max”
Bolzano, 8 giugno 1942

Autodidatta. Propone l'originale visione di un fantastico mondo, terribile e ammaliante, dove in assemblaggio sono accostati particolari e citazioni da cultura enciclopedica. Inizia la catalogazione autografa e la numerazione progressiva delle proprie opere nell'anno 1962.
Si occupa di editoria e grafica d'arte dal 1965. Realizza grandi pannelli figurativi e dipinti murali destinati ad ambienti privati e luoghi pubblici. Nel 1971 fonda la casa editrice "Jours de Fete" e la rivista trimestrale "Egolalia". Ha compiuto molti viaggi, prediligendo itinerari ungheresi, francesi, belgi e nel meridione italiano. Recentemente alterna soggiorni a Bolzano e in Toscana ed Emilia Romagna. Coltiva raffinate metodologie operative e pro duce un'imponente mole di opere (tele, pitture murali, bassorilievi, sculture, vetrate e opere grafiche). Continua, parallelamente all'attività pittorica, quella di grafico. Un più attento esame dell'attività artistica e dell'opera di Massimo Radicioni, registrata con approfondimento documentale, è possibile consultando il catalogo monografico "Indaco" del 1991 e le sue successive edizioni.

Mostre collettive:
Bolzano, Torino, Canada, Romania, Germania, ex-Jugoslavia, Belgio, Austria, Polonia, Francia

Mostre personali:
Dal 1964 ha tenuto numerosissime mostre personali e antologiche in importanti gallerie della regione e nelle principali città d'Italia

Pubblicazioni
Studio R, Jours de Fete, Egolalia
Premio Bolzano 1965
"Go Home", Collettivo Artisti C.G.I.L., Bolzano, 1971

Mario Parravicini

PARRAVICINI, Mario
(non si dispone dei dati biografici)

Esposizioni:

III Mostra Regionale di Arti Figurative, Riva, 1953
IV Mostra Regionale di Arti Figurative, Bolzano, 1955
V Mostra Regionale di Arti Figurative, Trento, 1956

Romano Peli

PELI, Romano
Faenza, 1931

Ha studiato a Bologna, partecipando ai gruppi d’avanguardia artistica sia di pittura che di teatro e letteratura. Nel 1960 si è trasferito a Zurigo, quindi a Milano e poi a Roma. Ha iniziato ad esporre nel 1965 partecipando a mostre regionali e via via anche nazionali. Verso il 1966 si è trasferito a Trento, partecipando attivamente al clima culturale ed artistico trentino del tempo. Si è occupato dapprima di pittura realizzando il ciclo delle “Geografie”, ovvero paesaggi risolti nella loro essenzialità formale. In seguito si è rivolto alla fotografia socio-antropologica, come atto di denuncia della condizione umana, che espone nelle mostre fianco a fianco delle pitture dei colleghi trentini. Tiene la sua prima personale nel 1966, a Bolzano, alla Galleria Domenicani, ed in seguito espone a Venezia, Macerata, Trento, ecc. Partecipa inoltre alle principali collettive di artisti trentini, fra le quali, la 3ª Biennale di Bolzano nel 1969, la rassegna “10 pittori + 10 incisori trentini del XX secolo” tenuta a Palazzo delle Esposizioni, a Roma, e poi a Palazzo Pretorio, a Trento, quindi ad “Artisti Trentini Situazione 1974”, tenuta a Palazzo Pretorio di Trento, “Artisti Trentini Situazione 1974”, tenuta a Palazzo Pretorio di Trento. In seguito si trasferisce prima a Milano e quindi, definitivamente, a Parma dove risiede attualmente, occupandosi ormai da vari anni di Mail Art, anzi essendo divenuto uno dei maggiori mail-artisti internazionali.

Bibliografia recente:
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 2: 1950-1975, Palazzo Trentini, Trento, 2000