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Claudio Abrignani

ABRIGNANI, Claudio
(Trento, 1948)

Claudio Abrignani svolge attività di artista-pittore e grafico pubblicitario tra Trento e Milano. Diplomato presso l'Accademia di Belle Arti di Brera è stato allievo di Usellini, Purificato, Alloati, Repossi, Marchese e Ballo.
Ha iniziato ad esporre giovanissimo in personali e collettive sia in Italia che all'estero.
Molti i premi e i riconoscimenti ottenuti mentre sue opere sono presenti in collezioni private e pubbliche.
Di lui hanno scritto Bonacina, Cimadon, Deluna, Menapace, Sandri e Gradiente.

Elmo Ambrosi

AMBROSI, Elmo
(Trento, 1910 – 1992)

Ha studiato a Rovereto, diplomandosi in maturità classica. Ha tenuto le seguenti mostre personali: Rovereto (Galleria Delfino, Clan Seniores, Sala della SAT); Fiume (Galleria Gianoli); Lubiana (Galleria Oblak); Ginevra (Galleria Ferrier), Riva del Garda (Galleria La Rocca, Galleria La Vela); Lugano (Galleria Miwesa), Trento (Galleria Gli Specchi, La Colonna, Sala Camera Commericio); Mendrisio, Canton Ticino (Galleria Medici); Parigi (Galerie Blancaer, Oeuvre Pie X), e in varie località di soggiorno. Ha partecipato alle principali mostre sindacali trentine, e in particolare, alla collettiva “Artisti Trentini 1959”, tenuta alla Camera di Commercio di Trento, “Mostra Provinciale d’Arte Figurativa” tenuta alla Camera di Commercio di Trento nel 1961, ed alla 1ª Mostra di Arte Sacra, sempre a Trento, nel 1962, alla Mostra d’Arte Contemporanea degli Artisti Trentini, al Palazzo delle Esposizioni di Roma nel 1963, e, nello stesso anno, alla rassegna “Artisti Trentini”, tenuta all’Opera Bevilacqua La Masa di Venezia, quindi alla Mostra degli Artisti Trentini, a Torino nel 1965, alla collettiva “Trento Arte Oggi” al Palazzo delle Esposizioni di Roma, nel 1968, ed alla rassegna “Les Artiste de Trente d’aujourd’hui” tenuta alla Camera di Commercio Italiana di Parigi, nel 1969, e quindi alla Mostra Collettiva Artisti Trentini, tenuta al casinò di Arco, nel 1973.

Bibl.: Jesolo, "Paesaggisti Trentini", 1983
“Arte Trentina del ‘900”, parte 1: 1900-1950, Palazzo Trentini, Trento, 2000

Albert Stolz

STOLZ, Albert
Bolzano, 1875 - 1947

E’ il più giovane dei fratelli Stolz. Disegnatore di note vole livello, ebbe una sorta di predilezione per la pittura monumentale nella quale volle narrare anche episodi del lavoro umile. Piacevoli sono pure certi suoi temi di carattere paesaggistico, contenuti en tro quei cromatismi ispirati ad una tavolozza limitata all'essenziale. Opere de gne di nota sono lo splendido "Rosengarten" del 1910 e "Obereggen" del 1924, paesaggio dall'eccezionale impianto prospettico, conservato al Museo di Merano.
Secondo un' antica tradizione, Albert Stolz ha affrescato i prospetti di vari edi fici bolzanini. Suoi sono i pannelli dell'attico della Farmacia Madonna fra via Portici e piazza del Grano, con vari personaggi appartenenti alla storia della far macia. Fra questi, alcune figure allegoriche come "Das Leben" e "Die Kraft". Fra il primo e il secondo piano del palazzetto all"'Uva Bianca" (via Museo n. 19) ha poi dipinto tre composizioni figurative legate all'arte della stampa. Al 1908, infine, appartiene la decorazione della sala riunioni di Casa Kolping (via Ospe
dale n. 1) ove sono raffigurati, nelle singole lunette, motivi d'ispirazione sociale riguardante i vari mestieri.

Esposizioni:
Mostra d'Arte/Kunstschau della Venezia Tridentina, Bolzano, 1922
Mostra d'Arte. Pittura, Scultura, Arti decorative, Rovereto, 1922
III Biennale d'Arte della Venezia Tridentina, Bolzano, 1926
VI Biennale d'Arte di Bolzano, 1932
VII Biennale d'Arte di Bolzano, 1934
IV Sindacale d'Arte di Trento, 1935
V Sindacale d'Arte di Bolzano, 1936
Mostra degli artisti altoatesini e tridentini, Roma, 1938
VII Sindacale d'Arte, Balzano, 1938
VIII Sindacale d'Arte, Trento, 1939

BIBLIOGRAFIA
- J. Garber, Die Malerfamilie Stolz, „Der Schlern“, 1926
- K. Th. Koeniger, Südtiroler Volksleben in Gemälden und Zeichnungen von Albert Stolz, Innsbruck/Wien, 1951

Ignaz Stolz

STOLZ, Ignaz (Junior)
Bolzano, 1868 - Lana, 1953

Viene avviato al disegno ed alla pittura dal padre. Ancora ragazzo si reca ad lnnsbruck dove studia da apprendista decora tore. Più tardi va a Monaco per perfezionarsi presso Reutte Schmiot e Karl Krupp. Dopo queste esperienze si stabilisce a Vienna dove rimane circa quindici anni dipingendo effigi su mobili.
Torna definitivamente a Bolzano all'età di 38 anni. Qui si dedica alla pittura di affreschi, di ritratti della società bene del tempo, e alla realizzazione di disegni ed incisioni dal tocco deciso e penetrante. Suoi sono anche vari sogget ti di carattere storico, di genere e paesaggistico. Da ricordare alcuni lavori con servati presso il Museo Civico di Bolzano, quali un ritratto d'uomo, in cui l'in trospezione psicologica del personaggio baffuto emerge con tutta la sua otto centesca alterigia, e lo splendido autoritratto vivave e pungente.

Esposizioni:
1912 Vienna;
1924 Bolzano;
1925-26 Gelsenkirchen;
III Biennale d'Arte della Venezia Tridentina, Bolzano, 1926
1930 Bolzano;
VI Biennale d'Arte di Bolzano, 1932
III Mostro Sindacale d'Arte, Trento, 1933
VII Biennale d'Arte di Bolzano, 1934
IV Sindacale d'Arte, Trento, 1935
V Sindacale d'Arte, Bolzano, 1936
VI Sindacale d'Arte, Trento, 1937
VII Sindacale d'Arte, Bolzano, 1938
Mostra degli artisti altoatesini e tridentini, Roma, 1938
1944 Innsbruck;
1953 Innsbruck;
1963 Mostra commemorativa a Bolzano

Bibliografia:
- J. GARBER, Die Malerfamilie Stolz, in: „Der Schlern“, 1926, p.6.
- J.WEINGARTNER, J. S., in: „Der Schlern“, 1948, p.162.
- J. RINGLER, in Vollmer, IV, 1958, p.369.
- G. H. HENAUER, I. S. (Catalogo), Innsbruck 1953.
- E. KOFLER, I. S. (Catalogo), Bolzano 1963.
- W. KIRSCHL, Malerei und Graphik in Tirol 1900-1940, Innsbruck 1973

N.R.

Beniamino Tomasi

TOMASI, Beniamino
Innsbruck, 12 ottobre 1913

Ha studiato sotto la guida di Bruno Saetti all'accademia di belle arti di Venezia. Si fa promo tore con Fortunato Depero del movimento futurista nella regione tridentina e collabora con parecchie riviste nel campo della poesia. Scrive molto intorno al 1934, perlopiù poesie, impressioni, brevi racconti e stati d'animo in cui si riscontrano, soprattutto nella metrica, chiare influenze della scuola futurista. Nel 1933 partecipa ad una polemica mostra futurista in una galleria romana, assieme a Depero, Balla, Boccioni e altri. Dopo la violenta ma fecon da esperienza futurista, distrugge a poco a poco con il tempo ogni eredità della sua pittura, nel senso della distruzione della forma, per riaccostarsi di nuovo al reale fisico con mezzi antichi e incantata meraviglia. Dopo il gran bagno della ricerca futurista, il pittore altoatesino si abbandona per un lungo periodo a un chiaro istinto tonale. Tomasi abbraccia decisamente quella tendenza metafisico-surrealista che porterà avanti poi con ferma costanza fino a oggi. Secondo la sua stessa testimonianza, erano comunque all'origine della sua passione pittorica la forma architettonica pura, la natura, le macchine, illavoro. I soggetti sono vari, a volte mar catamente fantastici, ma denotanti sempre una loro ragione poetica, una vitalità extra-natu ralistica che il pittore realizza isolando oggetti in vari spazi o marcando segnatamente strutture e; volumi che ilcolore tuttavia scalza dal contesto reale.

Mostre collettive
IV Sindacale d'Arte, Trento, 1935
Terza Mostra Regionale d'Arte, Trento, 1951
IV Mostra Regionale di Arti Figurative, Bolzano, 1955
V Mostra Regionale di Arti Figurative, Trento, 1956
Mostra d'Arte Figurativa, Galleria S. Eraldo, Bolzano, 1957
6ª Regionale d'Arte, Bolzano, 1958
Altre mostre a Bolzano, Venezia, T rento, Bressanone, Roma, Ancona, Pescara, Stati Uniti

Mostre personali:
Bolzano, Venezia

Bibliografia
Le Vie d'Italia; Pittori, Scultori e Incisori d'Oggi; Arte Contemporanea Italiana; Europa Arte; Dizionario Artisti del '900; Antologia Figurativa; Enciclopedia Universale della Pittura Moderna SEDA; Guida dell'Arte Italiana; Arte Italiana per il Mondo: Arteguida Internazionale 1973

Cesarina Seppi

SEPPI, Cesarina
Trento, 20 maggio 1919 - 2006.

Nel 1937 ha conseguito a Rovereto il Diploma Magistrale e nel 1939 la maturità artistica presso il Liceo di Venezia. Dal 1939 iniziò ad esporre ed a partecipare alla principali mostre sindacali in regione nella penisola. Nel 1942 si diplomò con 110 e lode presso l’Accademia Belle Arti di Venezia, corso di pittura. L’anno seguente tenne la sua prima mostra personale, presentata in catalogo entusiasticamente da Gino Pancheri. In seguito, i suoi interessi pittorici si rivolsero anche al mosaico e alla vetrata. Nel 1946 partecipò alla costituzione del “Circolo Artistico del Cavallo Azzurro”. Sin dall’infanzia ha soggiornato frequentemente nelle Dolomiti, specie a Cortina d’Ampezzo, località nella quale il padre credette sin dall’anteguerra. E saranno le montagne, rivisitate quali immagini geologiche dello spirito, le protagoniste della sua pittura degli anni Cinquanta, una pittura autonoma e in perfetta sintonia con il dibattito culturale in corso a Milano e Roma. Un percorso creativo che per il Trentino di allora era assolutamente novatore, e influenzò le giovani generazioni di artisti. Anche nel dopoguerra mantenne sempre vivi i contatti con l’ambiente veneziano e dopo il 1953 fece qualche viaggio di studio in Francia e in Germania. Dal 1960 iniziò anche la frequentazione degli ambienti artistici di Milano. Nel 1965 passò alla pittura materica (sabbie, colle e colore ad olio con inserimento di tessere musive). Nel 1966 fu ammessa nell’Accademia Roveretana degli Agiati. Dal 1968 iniziò a dipingere con colori acrilici e nel 1969 si interessò nuovamente al vetro soffiato questa volta abbinato al vetro dalle per formare collages a vari spessori. Con il 1970, dopo una esperienza con l’ottone e l’alluminio, iniziò ad eseguire sculture in acciaio con inserimento di vetri dalles colorati, molati, illuminati dall’interno del metallo: la famose “sculture luminose”. Nel 1972 fu insignita del “Drappo di S. Vigilio”, e divenne socio dell’Accademia del Buonconsiglo (ora Accademia degli Accesi). Dal 1977 iniziò ad interessarsi alla scultura in bronzo ed a quella in ottone dorato e nichelato. Nel 1986 fu chiamata a far parte del Comitato Scientifico de “Le Venezie” - Centro Triveneto per la Cultura e le Arti Visive. Del 1987 è la grande scultura “Totem solare” eseguita per il cortile di Palazzo Trentini a Trento dove, nel 1988, tenne la sua prima grande antologica, curata da Luigi Lambertini, mostra che inaugurò anche lo spazio espositivo di Palazzo Trentini. Di lei si sono occupati, fra gli altri, Guido Cadorin, Marco Valsecchi, Palma Bucarelli, Carlo Munari, Raffaele De Grada, Italo Cinti, e Franco Russoli, solo per citarne qualcuno. Vive a Trento. (E’ morta nel dicembre del 2006)

Bibliografia recente:
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 1: 1900-1950, Palazzo Trentini, Trento, 2000
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 2: 1950-1975, Palazzo Trentini, Trento, 2000
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 3: 1975-2000, Palazzo Trentini, Trento, 2003

Berty Skuber

SKUBER, Berty
Bolzano, 1941

Artista attiva in vari campi, è una delle fondatrici della galleria bolzanina "3 B".
Pur operando nell'ambito sperimentale e concettuale dell'arte, nel 1973 intraprende la realizzazione di calendari con cicli narrativi, nonchè testi fotografici ("6 analogs") che espone alla Galleria Bama di Parigi nel 1980. Vive a Fiè

Partecipa a numerose esposizioni:
1970-73, presso la "Galleria 3 B" di Bolzano;
1976, Galleria Valsecchi di Milano, Herta Klang di Colonia e Arte Verson di Genova;
Biennale di Bolzano "Situazione 76"
1979 alla Komblee Gallery di New York;
1982, Multimedia, Arte Contemporanea, Brescia.

BIBLIOGRAFIA
-L. Serravalli, in Il Giorno, 8 dicembre 1972
-E. Baumgartner, in Dolomiten, Bozen 11/4/1973
-C. Strasser, Flash Art. n° 100, novembre 1980
-E. Kreuzer-Eccel, Aufbruch, Bozen 1982

Guido Sotriffer

SOTRIFFER, Guido
Ortisei, il 20 febbraio 1936 – 1996 ?

Dopo aver frequentato la Scuola d'arte di Ortisei, inizia la sua attività della scultura del legno e del bronzo.
Partecipa a varie esposizioni, fra le quali:
1967-1969, Biennale di Bolzano;
1971, Padova, Mostra del Bronzetto;
1987, Bolzano, Castel Mareccio, "Scultori in Sudtirolo", e Galleria Domenicani;
1988, Ortisei, Istituto Micurà.

BIBLIOGRAFIA
-Catalogo "Skulptur Neunzig", Bolzano 1990

Max Sparer

SPARER, Max
Termeno (Bolzano), 1886 - 1968

Figlio di contadini, frequenta dap prima l'istituto magistrale e poi il ginnasio di Bolzano.
Con i professori Caius e Broehls, segue alcuni corsi d'arte e impara la tecnica della xilografia. Al 1926 risale la sua prima esposizione alla Terza Biennale d'Arte della Venezia Tridentina, di Bolzano, alla quale partecipano anche CarI Moser e Karl Pferschy. A 45 anni lo Sparer si ritira ad Appiano, nel Castelletto di Monticolo. Qui nasceranno i suoi soggetti preferiti, come i paesaggi tirolesi, le anatre nello stagno, contadini al lavoro. Non è difficile riscontrare in queste composizioni il ricordo dell'arte di Alexander Koester e di Egger Linz.
Il primo per via dei temi legati alle anatre; il secondo per la monumentalità e la plasticità formale.
Durante la sua esistenza lo Sparer non ha avuto particolari menzioni o riconoscimenti. E' morto quasi povero, nella silente modestia della sua pur poetica opera. Molti lavori dell' artista si conservano ancor oggi nelle sale del Ristorante Sparer presso il lago di Monticolo.

Principali esposizioni alle quali ha partecipato:
5a Esposizione d'Arte delle Venezie, Padova, 1927
Biennale di Venezia; 1928,
Galleria Taxihof, Innsbruck; 1930
Esposizione Internazionale d'Arte, Budapest; 1930,
Biennale di Venezia e Biennale d' Arte di Bolzano, 1932,
III Biennale d'Arte della Venezia Tridentina, Bolzano, 1926
Biennale d'Arte di Bolzano, 1930
VI Biennale d'Arte di Bolzano, 1932
VII Biennale d'Arte di Bolzano, 1934
VII Sindacale d'Arte, Bolzano, 1938
Mostra degli artisti altoatesini e tridentini, Roma, 1938
Quadriennale di Roma, 1939
IX Sindacale d'Arte, Bolzano, 1940

Terza Mostra Regionale d'Arte, Trento, 1951
IV Mostra Regionale di Arti Figurative, Bolzano, 1955
V Mostra Regionale di Arti Figurative, Trento, 1956
6a Regionale d'Arte, Bolzano, 1958

BIBLIOGRAFIA
-E. Fussenegger, da "Le Venezie e l'Italia", 1969

Maria Stoffella

STOFFELLA, Maria
Rovereto, 1935

Ha frequentato decorazione all’Accademia di Belle Arti di Venezia e Firenze. Sin dall’inizio oltre alla pittura si è dedicata anche all’incisione. Nel 1959 è presente ad “Artisti Trentini 1959” a Trento, quindi alla Mostra Provinciale d’Arte Figurativa ed alla Mostra di Arte Sacra, del 1962. Ha tenuto la sua prima mostra personale nel 1963, alla Galleria Delfino di Rovereto, e, nello stesso anno, alla Galleria Il Castello, a Trento, a Venezia, Galleria Venezia, a Riva del Garda, al Museo Civico. Nel 1968 ha esposto a Macerata, nel 1969 alla Galeria Fogolino di Trento ed alla Goethe di Bolzano, nel 1971 alla Galleria Pancheri, con Umberto Savoia e Piergiorgio Trotto. Quindi le personali si intensificano sino alla mostra organizzata dal Comune di Rovereto al Palazzo della Pubblica Istruzione nel 1984. Nel 1990 realizza una cartella di incisioni in omaggio a F. Halbherr e P. Orsi in occasione del Convegno “Paolo Orsi e I’Archeologia del’900", tenuto a Rovereto. L’anno seguente espone in Grecia, sua terra adottiva, ad Atene, alla Galleria “Wsothernis”, presentata in catalogo da un testo di Renato Troncon. Nel 1993 è presente alla rassegna “No War” al Museo della Guerra di Rovereto. Nel 1994 si ripresenta in Grecia, a Glannina, alla Gallerla “Amimoni”, e nel 1999 tiene una personale nella Sala Mimismagia dell’Istituto d’Arte Depero di Rovereto. Nel 2000 espone a Palazzo Candelpergher a Nogaredo, e quindi ancora ad Atene nell’ambito del festival del cinema archeologico. Infine, nello stesso anno, al Museo dell’Arte della Stampa di Villa Lagarina, a Palazzo “Libera”. Espone inoltre sin dal 1963 in collettive nazionali ed internazionali, a Roma, Torino, Napoli, Firenze, Taranto, Padova, Livorno, Brescia, Arezzo, Suzzara, Milano, Bolzano, ecc., ed all’estero, a Kufstein (Austria), Dallas (Stati Uniti), Copenhagen, Toronto. Ha tenuto lezioni di affresco presso varie scuole d’arte ed ha realizzato decorazioni murali ad Arco, nell’atrio dell’Ospedale Civile e nell’Asilo Infantile, a Riva, a Padova e Verona.

Bibliografia recente:
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 2: 1950-1975, Palazzo Trentini, Trento, 2000
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 3: 1975-2000, Palazzo Trentini, Trento, 2003

Umberto Savoia

SAVOIA, Umberto
Rovereto, 1933

Si diploma presso il Liceo Artistico di Venezia, e dal 1958 si dedica all’insegnamento delle materie artistiche che porterà avanti sino al 1981. Espone per la prima volta a Verona, alla Galleria Ferrari, nel 1959, presentato in catalogo da Remo Wolf e, nello stesso anno, alla collettiva “Artisti Trentini 1959”, a Trento. La sua pittura si connota sin dall’inizio di una grande capacità di sintesi, di una libera interpretazione formale che traduce in forme elementari la figura, sostenendola comunque da un forte pathos spirituale. Nel 1961 vince il Premio Avezzano, e nel 1963 è invece la volta della mostra alla Camera di Commercio di Trento, presentato da Franco Rella, che parla già di una pittura “esistenziale”. In quegli anni il lavoro di Savoia diverrà un punto di riferimento per molti giovani artisti trentini di allora. Fino al 1967 partecipa attivamente al gruppo di artisti della Galleria Ferrari di Verona. Nel 1971 espone a Rovereto, alla Galleria Pancheri, assieme a Maria Stoffella e Piergiorgio Trotto, e, nel 1978, alla Galleria Loreto, seguita nel 1981 dalla partecipazione alla rassegna “Proposte per una collezione”, al Casinò di Arco, e dalla personale del 1982 all’Improvvisazione Prima di Trento. Del 1987 è la personale a Palazzo Todeschi di Rovereto, quindi nel 1988 è presente a “Situazioni. Arte in Trentino dal 1945”. Nel 1995 tiene personali al Palazzo della Regione e quindi al Mart (Archivio del ‘900) che gli dedica uno studio monografico. Nello stesso anno è presente alla mostra “Correnti & Arcipelaghi”, tenuta a Castel Ivano.

Bibliografia recente:
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 2: 1950-1975, Palazzo Trentini, Trento, 2000
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 3: 1975-2000, Palazzo Trentini, Trento, 2003

Robert Scherer

SCHERER, Robert
Silandro, 1928

Intenzionato a diventare scultore, si diploma invece pittore e grafico all' Akademie der Bildenden Künste di Vienna. Sempre a Vienna frequenta la scuola serale di nudo del prof. Boeckl. Dopo di ciò intraprende viaggi di studio sia in Europa che in Africa. Specializzatosi nella pittura murale si interessa anche di arte del vetro collaborando con la famosa "Fucina degli Angeli" di Murano, alla quale forniranno le loro idee artisti della levatura di Pablo Picasso e Max Ernst. A Robert Scherer si deve l'istituzione di una scuola internazionale di affresco a Salisburgo e della "Freskoschule" a Bolzano, sorta anche per iniziativa del Südtiroler Bildungszentrum.
Le opere di Scherer, realizzate nelle tecniche più varie, dall'acquerello all'olio, dall'affresco al mosaico, sono traboccanti di colori e di vivace atmosfera. Ha realizzato nature morte, paesaggi, vedute di Venezia, motivi religiosi, in cui è spesso evidente la matrice cubista della scomposizione della realtà e quella futurista in cui emerge la simultaneità dinamica del tema. Durante un viaggio che nel 1985 lo ha portato sul Monte Athos, Robert Scherer, ammaliato dalla natura e dalla sacralità dei luoghi, ha eseguito numerosi disegni, vibranti ed appassionati, in cui emerge tutta la suggestione di un mondo senza tempo. Pregevoli opere dell'artista sonoesposte in vari edifici pubblici dell'Alto Adige. La sede della Banca Popolare di Bolzano possiede interessanti affreschi, fra i quali notevole quello del "Ratto di Europa".
Nel giugno del 1988 il Comune di Appiano ha organizzato una mostra retrospettiva nelle sale di Castel Gandegg, in occasione dei 60 anni dell'artista, dal titolo "Forma e colore", con la presentazione di 150 opere eseguite nelle tecniche più varie. Vive a Caldaro

Esposizioni:
Premio Bolzano 65
Regionale Riva 1973
Biennale Boilzano "Situazione 76"

Bibliografia:
-R. Scherer. Athos Zeichnungen, Kaltem, 1986
-Catalogo della mostra di Schloss Hambach, 1987
-T .M. Meazzi, Una retrospettiva per R. Scherer, “Alto Adige”, 19 giugno 1988

Milli Schmalzl

SCHMALZL, Emilie (Milli)
Ortisei, 1912

Ha frequentato la Scuola d'arte Beato Angelico di Milano. Ha poi studiato all'Accademia di Stoccarda presso il prot. Spiegel e il prof. Feierabend dal 1939-1943.
Dal 1943 lavora ad Ortisei nella Scuola d'arte.

Esposizioni collettive:
Mostra degli artisti altoatesini e tridentini, Roma, 1938
VII Sindacale d'Arte, Bolzano, 1938
VIII Sindacale d'Arte, Trento, 1939
X Sindacale d'Arte, Trento, 1941
"Nature in Silenzio", Pad. Turismo, Trento, 1947
"Nature in Silenzio/Stilleben", Museo Civico, Bolzano,1947
IV Mostra Regionale di Arti Figurative, Bolzano, 1955
6° Regionale d'Arte, Bolzano, 1958

Mostre personali:
1959 Den Haag (Olanda); 1960 Hertogenbosch (Olanda); 1969 Galleria Domenicani Bolzano

Bibl.: AA.VV. “Arte Italiana Contemporanea”, vol. 3°: Lombardia, Alto Veneto, Liguria, Toscana, Lazio; Ed. La Ginestra, Firenze, s.d. (1969)

Aldo Schmid

SCHMID, Aldo
Trento, 1935 – Appennino tosco-emiliano, 1978

Dopo il diploma all’Istituto Magistrale ottiene l’abilitazione per l’insegnamento a Belluno. Nel 1957 tiene la sua prima mostra personale al Museo Civico nella Rocca di Riva del Garda. Nel 1958 partecipa alla 6ª Regionale d’Arte a Bolzano, e, nel 1959 alla rassegna “Artisti Trentini 1959” a Trento. Dal 1959 al 1960 frequenta la Schüle des Sehens di Kokoschka, a Salisburgo, realizzando il suo desiderio di accostarsi all’arte, in un ambiente internazionale. Nel 1961 espone alla Mostra Provinciale d’Arte Figurativa a Trento, e nel 1962, sempre a Trento, alla 1ª Mostra Regionale d’Arte Sacra. Nel 1963 alla Mostra Artisti Trentini tenuta al Palazzo delle Esposizioni di Roma e quindi all’Opera Bevilacqua La Masa di Venezia. Nel 1964 inizia ad occuparsi intensamente del problema del colore come elemento fondante della sua poetica pittorica. Nel 1965 partecipa al “Premio Trento”. Nel 1966 espone alla Galleria L’Argentario di Trento, e nel 1967 alla Galleria Il Cavallino di Venezia e partecipa al “Premio Provincia di Trento”. Dal 1968 affida il suo pensiero teorico ad una serie di manoscritti e pubblicazioni e ad alcuni fondamentali cicli pittorici. Nel 1969 è presente alla 3ª Biennale di Bolzano. Nel 1971 espone alla Galleria Il Naviglio di Milano, nel 1973 a Firenze alla Galleria Stellaria e, nello stesso anno, ad “Arco 1973” e alla Mostra Regionale d’Arte, a Riva del Garda. L’anno seguente a “Situazione 1974”, a Palazzo Pretorio di Trento. Nel 1975 espone ancora a Milano alla Galleria Nuova Cadario e, nel 1976, a “Situazione 76”, alla Biennale di Bolzano. Con Luigi Senesi è vittima di un incidente ferroviario avvenuto sulla linea Bologna-Firenze il 15 aprile 1978. Le sue opere sono presenti nel 1988 alla rassegna “Situazioni. Arte in Trentino dal 1945” tenuta a Palazzo delle Albere.

Bibliografia recente:
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 2: 1950-1975, Palazzo Trentini, Trento, 2000
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 3: 1975-2000, Palazzo Trentini, Trento, 2003

Riccardo Schweizer

SCHWEIZER, Riccardo
Mezzano di Primiero, 1925

Dopo aver frequentato le scuole superiori si trasferisce a Trento e poi a Belluno per seguire i corsi dell’Istituto industriale Edile. Nel 1945 si iscrive all’Istituto d’Arte dei Carmini di Venezia e nel 1947 Bruno Saetti lo chiama all’Accademia di Belle Arti. Nel 1950 si trasferisce a Vallauris, nel sud della Francia, per conoscere Picasso. Ha così modo di frequentare anche Chagall, Cocteau, Paul Eluard, Massimo Campigli, Roger Capron, Le Corbusier, ecc. Nel 1954 ritorna a Venezia su invito di Saetti, come suo assistente all’Accademia. Frequenta in quegli anni, fra gli altri, Luigi Nono, Igor Stravinskij, Salvatore Quasimodo, Virgilio Guidi, Giuseppe Marchiori, Peggy Guggenheim, Guido Cadorin, Guido Perocco, Alberto Viani, Filippo de Pisis, Felice Carena, ecc. Nel 1958, tiene una personale al Museo Picasso ad Antibes visitata, fra gli altri, da Jacques Prevert e Jean Cocteau. Nel 1960 lascia l’Accademia di Venezia e si stabilisce sulla Costa Azzurra. Là, oltre a tenere numerose mostre incrementa la sua attività di ceramista assieme all’amico Roger Capron. Nel 1961 nascono le prime opere murali di grandi dimensioni, come l’affresco “Apoteosi della tecnica” per l’istituto Editoriale Italiano di Milano. Nel 1965 realizza un grande bassorilievo in ceramica per le nuove Terme di Levico e nel 1966 esegue per la scuola media di Cadola (Belluno) un bassorilievo in cemento e due affreschi sul tema del disastro del Vajont. Nel 1967 partecipa al “Premio Provincia di Trento” e realizza due monumenti ai caduti per Fiera di Primiero e per Pieve d’Alpago nel Bellunese. Nel 1968 partecipa anche alla “Rassegna di arti figurative ed architettura della Venezia Giulia e Venezia Tridentina” ed a “Trento Arte Oggi”, tenute al Palazzo delle Esposizioni di Roma. Nel 1969, nel Casinò Municipale di Tripoli vengono collocate due grandi vetrate e, quindi partecipa a “Les Artistes de Trente d’aujourd’hui” alla Camera di Commercio Italiana di Parigi. Nel 1970 ha inizio I’attività di designer per la Ceramica Pagnossin di Treviso con la produzione di numerosi servizi da tavola. Nel 1980 realizza un grande bassorilievo esterno che ricopre tre facciate del Municipio di Carros (Nizza) e, nel 1982 vince il Concorso Internazionale per le decorazione del Palazzo del Cinema di Cannes. Nel 1986 realizza invece un grande affresco per la nuova sede dell’I.T.C. a Trento. Nel 1987 decora la Sala del Sindaco e quella del Consiglio del nuovo Municipio di Cap d’Ail (Montecarlo) ed esegue gli affreschi della facciata. Nel 1989 torna a Venezia per una grande mostra personale presso la Chiesa di San Stae, accompagnata da una monografia di Luigi Lambertini. Nel 1991 progetta e realizza la monumentale scultura in cemento per la nuova sede della Camera di Commercio di Trento. Nel 1992, a Siror, realizza un imponente affresco di oltre 130 metri quadrati dal titolo “I sogni della bancalonga”, e, nel 1993 un altro per il Comprensorio del Primiero. Nel 1995 Palazzo Trentini gli dedica un’ampia retrospettiva. Nel 2000 è invece la volta della personale a Roma, a Castel S. Angelo e della monografia sulla sua attività nelle arti applicate e nell’arredo.

Bibliografia recente:
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 2: 1950-1975, Palazzo Trentini, Trento, 2000
- “Riccardo Schweizer. Opere 1939-2002”, Bassano, 2003
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 3: 1975-2000, Palazzo Trentini, Trento, 2003

Erminio Segatta

SEGATTA, Erminio
Trento, 1911 – Rovereto, 1996

Figlio di un impiegato della Südbahn (la Ferrovia del Brennero in epoca austroungarica), sin da giovanissimo fu costretto a girovagare a causa dei frequenti spostamenti del padre: Innsbruck, Feldkirch, Schwaz e Vienna, dove rimase quattro anni, dal 1915 al 1919. Al rientro a Trento, una volta completati gli studi, iniziò ben presto, per motivi di lavoro, la sua peregrinazione per l’Italia: Roma, Milano, Novara, Bolzano, Merano, Verona, Alassio, Torino, e la Sicilia. Quindi fu la volta dell’Europa, la Germania, la Francia e la Svizzera. Nel corso di questo girovagare, Segatta ebbe sempre modo, oltre il lavoro, di dedicarsi all’arte ed alla frequentazione di vari personaggi della cultura quali Remo Brindisi, Dino Buzzati, Enzo Brunori, Giuseppe Marchiori, Milena Milani, Giorgio Cortenova e molti altri. Durante un suo ritorno a Trento, dove rimase per qualche anno, alla fine degli anni Trenta, ebbe modo di frequentare intensamente Gino Pancheri, che andava a visitare nello studio di Villa Igea, prima, e di Vicolo dei Birri, poi. Un’esperienza che rimase formativa. Segatta, dopo un’iniziale stagione di paesaggismo, sin dai tardi anni Cinquanta si è rivolto all’informale ed in seguito ad un’astrazione dai forti toni cromatici. Ha esposto in varie località d’Italia, a Milano, Ro-ma, Venezia, Firenze, ecc. Negli anni Settanta si era ritirato a Cortina d’Ampezzo per poi trasferirsi definitivamente a Rovereto dove, nel 1973, alla Galleria Pancheri ha tenuto la sua prima mostra in terra trentina.

Bibliografia recente:
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 2: 1950-1975, Palazzo Trentini, Trento, 2000
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 3: 1975-2000, Palazzo Trentini, Trento, 2003

Luigi Senesi

SENESI, Luigi
Pergine, 1938 – Appennino tosco-emiliano, 1978

Frequenta l’Istituto d’Arte di Trento e quindi il Magistero dell’istituto d’Arte di Firenze, specializzandosi in pittura murale ed affresco. Diplomato, si dedica quindi all’insegnamento. I suoi primi interessi sono per il paesaggio ed il ritratto e per personaggi, in particolare per i ricoverati dell’ospedale psichiatrico, simboli di una tragica condizione umana. Su questi temi espone per la prima volta a Trento nel 1962, alla 1ª Mostra Regionale d’Arte Sacra, a cui seguono la Mostra Artisti Trentini al Palazzo delle Esposizioni di Roma nel 1963. Dal 1964 al 1966 sperimenta i mezzi tecnici più disparati: olio, cera, tempera, collage che espone al Centro d’Arte Zero di Verona. Nel 1965 è presente alla Mostra degli Artisti Trentini a Torino, e nel 1966 a “Grafica trentina contemporanea” a Palazzo Sardagna, quindi trasferita a Rovigo. Nel 1967 aderisce alla “Nuova Figurazione”: ed a sottolineare questo momento di maturazione è Guido Perocco, che lo presenta nel catalogo della personale alla Galleria d’Arte Il Traghetto di Venezia. Sempre nel 1967 partecipa al “Premio Provincia di Trento”, e, nel 1968 alla “Rassegna di arti figurative ed architettura della Venezia Giulia e Venezia Tridentina”, tenuta al Palazzo delle Esposizioni di Roma. Nel 1968, rivisita il Futurismo e con la personale alla Galleria Goethe di Bolzano, presenta le “Immagini significanti” e “plurisignificanti”, iconografia simbolica dell’alienazione meccanicistica dell’uomo, che espone poi più organicamente nel 1969 a Bassano del Grappa nella collettiva “Senesi, Schmid, Pancheri”. Nel 1969 partecipa inoltre alla 3ª Biennale di Bolzano, e, nel 1971, alla rassegna “10 pittori + 10 incisori trentini del XX secolo” tenuta a Palazzo delle Esposizioni, a Roma e poi a Trento. Nel biennio 1972-1973, liberatosi di ogni riferimento all’oggetto, dipinge la serie delle “Anonimie celesti” e delle “Gradualità segniche”, basate sulle progressioni di intensità cromatica a cui seguono, nel 1974, con maggior rigore, le “Partizioni” ed i “Percorsi cromatici”, seguite a loro volta, nel 1975 e nel 1976, dalle “Pulsazioni” e dalle “Trasparenze”. Nel 1973 partecipa alla Mostra Regionale d’Arte, a Riva del Garda, e, l’anno seguente, a “Situazione ‘74”, tenuta a Trento. Nel triennio 1974-1976 alle personali alterna mostre con Aldo Schmid, Vittorio Matino, Edoer Agostini, che segnano il suo inserimento nella linea della “Pura Pittura”. Nel 1976 partecipa al gruppo di “Astrazione oggettiva”, sottoscrivendo il manifesto programmatico ed espone a “Situazione 76”, alla Biennale di Bolzano. Tra il 1976 e il ’77, procede la serie dei “Margini cromatici” e nelle “Progressioni”. Nel 1977 espone alla Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Arezzo. Muore il 15 aprile 1978 durante un viaggio a Firenze, assieme ad Aldo Schmid. In seguito le sue opere sono presenti nel 1988 alla rassegna “Situazioni. Arte in Trentino dal 1945” a Palazzo delle Albere.

Bibliografia recente:
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 2: 1950-1975, Palazzo Trentini, Trento, 2000
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 3: 1975-2000, Palazzo Trentini, Trento, 2003

Guido Ramazzotto

RAMAZZOTTO, Guido
Bolzano - non si dispone dei dati biografici

Esposizioni:
Terza Mostra Regionale d’Arte, Trento, 1951
III Mostra Regionale di Arti Figurative, Riva, 1953
IV Mostra Regionale di Arti Figurative, Bolzano, 1955
V Mostra Regionale di Arti Figurative, Trento, 1956
6ª Regionale d’Arte, Bolzano, 1958

Rudolf Regele

REGELE Rudolf
Bolzano il 7 aprile 1899 – morto i1987

Esposizioni:
Mostra d'Arte/Kunstschau della Venezia Tridentina, Bolzano, 1922
III Biennale d’Arte della Venezia Tridentina, Bolzano, 1926
Biennale d’Arte di Bolzano, 1930
VI Biennale d’Arte di Bolzano, 1932
VII Biennale d’Arte di Bolzano, 1934
VII Sindacale d'Arte, Bolzano, 1938
Mostra degli artisti altoatesini e tridentini, Roma, 1938
IX Sindacale d’Arte, Bolzano, 1940

Ha inoltre esposto a Padova, Roma, Milano, e in Gran Bretagna, in Francia, in Svizzera e negli Stati Uniti.

Gianluigi Rocca

ROCCA, Gianluigi
Trento, 1957

Nato a Trento, ha studiato all’Istituto d’Arte di Trento e quindi all’Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano. Ha iniziato ad esporre nel 1974 in una collettiva a Palazzo della Regione, quindi ha esposto nel 1977 a Verona e Lugano, nel 1979 a Riva del Garda. Nel 1980 tiene la prima personale alla Galleria Il Castello di Trento. Tra le tante collettive si segnala: 1987, “Il segno racconta”, Cles; 1991, “Deus ex Charta”, Trento; 1996, “Due secoli d’incisione”, Acc. di Brera, Milano; 1998, “Percorsi”, Künstlerforum, Bonn; 1999, “Artisti e ambiente alpino”, Tenno e Palazzo Trentini; 2000, “La vetta e gli orizzonti”, Palazzo Trentini; 2001, “Natura morta”, Milano. Ha tenuto inoltre personali a Bolzano, 1981; Milano, 1982; Cles, 1987; Pergine, 1997; Bologna e Venezia, 1999; Bolzano, 2000; Bolzano e Trento, 2001. Vive fra Trento e Milano dove insegna all’Accademia di Brera.

Bibliografia recente:
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- “Arte Trentina del ‘900”, parte 3: 1975-2000, Palazzo Trentini, Trento, 2003