SENESI, Luigi
Pergine, 1938 – Appennino tosco-emiliano, 1978
Frequenta l’Istituto d’Arte di Trento e quindi il Magistero dell’istituto d’Arte di Firenze, specializzandosi in pittura murale ed affresco. Diplomato, si dedica quindi all’insegnamento. I suoi primi interessi sono per il paesaggio ed il ritratto e per personaggi, in particolare per i ricoverati dell’ospedale psichiatrico, simboli di una tragica condizione umana. Su questi temi espone per la prima volta a Trento nel 1962, alla 1ª Mostra Regionale d’Arte Sacra, a cui seguono la Mostra Artisti Trentini al Palazzo delle Esposizioni di Roma nel 1963. Dal 1964 al 1966 sperimenta i mezzi tecnici più disparati: olio, cera, tempera, collage che espone al Centro d’Arte Zero di Verona. Nel 1965 è presente alla Mostra degli Artisti Trentini a Torino, e nel 1966 a “Grafica trentina contemporanea” a Palazzo Sardagna, quindi trasferita a Rovigo. Nel 1967 aderisce alla “Nuova Figurazione”: ed a sottolineare questo momento di maturazione è Guido Perocco, che lo presenta nel catalogo della personale alla Galleria d’Arte Il Traghetto di Venezia. Sempre nel 1967 partecipa al “Premio Provincia di Trento”, e, nel 1968 alla “Rassegna di arti figurative ed architettura della Venezia Giulia e Venezia Tridentina”, tenuta al Palazzo delle Esposizioni di Roma. Nel 1968, rivisita il Futurismo e con la personale alla Galleria Goethe di Bolzano, presenta le “Immagini significanti” e “plurisignificanti”, iconografia simbolica dell’alienazione meccanicistica dell’uomo, che espone poi più organicamente nel 1969 a Bassano del Grappa nella collettiva “Senesi, Schmid, Pancheri”. Nel 1969 partecipa inoltre alla 3ª Biennale di Bolzano, e, nel 1971, alla rassegna “10 pittori + 10 incisori trentini del XX secolo” tenuta a Palazzo delle Esposizioni, a Roma e poi a Trento. Nel biennio 1972-1973, liberatosi di ogni riferimento all’oggetto, dipinge la serie delle “Anonimie celesti” e delle “Gradualità segniche”, basate sulle progressioni di intensità cromatica a cui seguono, nel 1974, con maggior rigore, le “Partizioni” ed i “Percorsi cromatici”, seguite a loro volta, nel 1975 e nel 1976, dalle “Pulsazioni” e dalle “Trasparenze”. Nel 1973 partecipa alla Mostra Regionale d’Arte, a Riva del Garda, e, l’anno seguente, a “Situazione ‘74”, tenuta a Trento. Nel triennio 1974-1976 alle personali alterna mostre con Aldo Schmid, Vittorio Matino, Edoer Agostini, che segnano il suo inserimento nella linea della “Pura Pittura”. Nel 1976 partecipa al gruppo di “Astrazione oggettiva”, sottoscrivendo il manifesto programmatico ed espone a “Situazione 76”, alla Biennale di Bolzano. Tra il 1976 e il ’77, procede la serie dei “Margini cromatici” e nelle “Progressioni”. Nel 1977 espone alla Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Arezzo. Muore il 15 aprile 1978 durante un viaggio a Firenze, assieme ad Aldo Schmid. In seguito le sue opere sono presenti nel 1988 alla rassegna “Situazioni. Arte in Trentino dal 1945” a Palazzo delle Albere.
Bibliografia recente:
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 2: 1950-1975, Palazzo Trentini, Trento, 2000
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 3: 1975-2000, Palazzo Trentini, Trento, 2003