Risultati della ricerca

Trovati 13345 risultati

Cassia Andrea Coelho Raad

Laureata in Arte presso l'Università Federale di Juiz de Fora - Brasile - 1994.
"Mosaicista Posatore" - Centro Provinciale per la Formazione Professionale Ravenna - da ottobre 2001 a febbraio 2002 - Italia

"Disegno e Pittura" - Centro Culturale "Prò Mùsica" - Juiz de Fora - 1989 - Brasile

Master in "Strategie della gestione e Marketing" - Faculdade Machado Sobrinho/Fundaçao Getùlio Vargas - Brasile - 1966/1997

Stefania Simeoni

STEFANIA SIMEONI
Stefania Simeoni nasce a Trento il 23 marzo 1984. Nel 2001 ottiene il diploma di Maestro d'Arte all’Istituto d’Arte A. Vittoria di Trento e nel 2003 consegue il diploma di Maturità Magistrale presso l’Istituto di Istruzione Alcide De Gasperi di Borgo Valsugana. Nel 2004 lavora presso il laboratorio di restauro Stefanini & di Franco di Meano e nel 2005 termina il corso di laurea triennale in Conservazione dei Beni Culturali, indirizzo Storico-Artistico, presso l’Università degli Studi di Trento con la votazione di 110/110. Nel 2008 ottiene il terzo premio e il premio per gli artisti emergenti al concorso nazionale di pittura “La Madonnina”. Nel luglio del 2008 consegue presso l’Università degli Studi di Trento la laurea specialistica in Gestione e Conservazione dei Beni Culturali, indirizzo Cultura artistica e musicale del Novecento con il massimo dei voti e la lode. Attualmente vive e lavora a Caldonazzo.
MOSTRE
Giugno 2003: Mostra collettiva, “Chalet rosa”, Calceranica al lago (Tn)

Settembre 2003: Mostra personale, “Centro d’Arte La Fonte”, Caldonazzo (Tn)
Ottobre 3003: Mostra collettiva “Sconfin Art”, Trento
Novembre 2003: Finalista “Premio Firenze” e mostra collettiva al caffè “Giubbe Rosse”, Firenze

Novembre 2003: Mostra personale, “Caffè Roma”, Borgo Valsugana (Tn)

Dicembre 2003: Mostra collettiva, “Sala Maier”, Pergine Valsugana (Tn)

Gennaio 2004: Mostra personale, Folgaria (Tn)

Aprile 2004: Mostra collettiva, “Premio Italia”, Capraia fiorentina (Fi)

Maggio 2004: Mostra collettiva, “Sfiorando la laguna”, Venezia

Settembre 2004: Mostra personale, “Sala Maier”, Pergine Valsugana (Tn)

Maggio 2008: Mostra collettiva, Sporminore (Tn)

Luglio 2008: Terza classificata e premio artisti emergenti al concorso “La Madonnina”, Centa San Nicolò (Tn)

Settembre 2008: Mostra personale, “Centro d’Arte La Fonte”, Caldonazzo (Tn)

Sonia Giuliani

L'OPERA D'ARTE DAL TITOLO "BEGONIE" E' STATA DONATA DALL'ARTISTA ALLA REGIONE AUTONOMA TRENTINO - ALTO ADIGE/SüDTIROL

Mauro Hueller

Nato nel 1961 a Trento, vive e lavora a Bosentino (TN). La sua formazione è segnata dall’esperienza presso l’Accademia di S.Luca a Roma, dove viene a contatto con la tradizione classica e con lo studio della figura. Nella sua opera i rimandi al passato non sono però mere citazioni: si tratta di un confronto spontaneo e mai banale con la Grande Tradizione. Ne nascono immagini che hanno radici sia nelle stilizzazioni lineari Gotico-Internazionali, sia nella fissità iconica dei mosaici Bizantini; ma che trovano fertile sostrato anche nelle figure isolate di Carrà e (per quanto riguarda la prevalente bidimensionalità e la preziosità dei fondi oro) nell’opera di Klimt, cui si richiama esplicitamente. Le sue opere ci paiono preziosi intarsi nei quali non vige alcuna regola prospettica classica e le figure si stagliano bidimensionali con la precisione e il nitore di un mondo senza tempo. Le sue figure e le sue nature morte grazie alla purezza del tratto e all’attenzione per il colore sono in grado di evocare quell’equilibrio tra arte del passato e nuova sensibilità estetica da molti ricercata ma da nessuno mai pienamente raggiunta.
L'OPERA D'ARTE DAL TITOLO "COLLINE DI CRETA" E' STATA DONATA DALL'ARTISTA ALLA REGIONE AUTONOMA TRENTINO-ALTO ADIGE

Silvia Marchetti

RECENSIONI
Testo di Mario Cossali - 2003
La pittura di Silvia Marchetti è una sorta di colloquio intimo con la natura più fiera (la montagna) o con l'immaginario più sottile (il castello, il cavaliere, Venezia) volto a costruire una visione fantastica, alimentata dall'energia e dalla libertà del sogno. Il mitico sogno ricorrente di Silvia Marchetti comprende la leggerezza e la profondità dei sentimenti, che i colori si incaricano di rilevare nella loro varietà e nella loro variazione. Sono proprio i colori, più ancora delle forme, i depositari dei segreti della visione e sono proprio i colori, grazie anche alla particolare tecnica della tempera all'uovo, a produrre in ogni composizione della Marchetti un inquieto senso di straniamento come se la pittrice volesse ogni volta confessare oltre il fascino dell'immagine dipinta la sua ineludibile inattualità, il suo essere perennemente altrove. Forse potremmo vedere in ogni immagine di questa pittura una sorta di originale, nuovo eppure antichissimo, miraggio, nel quale la seduzione, l'attesa trepidante e la paura dello scacco del cuore si intrecciano con pari emozione. Anche lo sguardo di chi è coinvolto dal richiamo delle invenzioni artistiche di Silvia Marchetti è in qualche modo magicamente contagiato da questo orizzonte e lungo la sua linea può provare ad immergersi nello stesso sogno.
Testo di Elisa Aneggi
Tenacia e dolcezza, ereditate dalla madre piemontese e dal padre lombardo, si fondono nella personalità di Silvia Marchetti, e insieme affiorano in una pittura che si basa essenzialmente sulla suggestione del ricordo e sull'uso emozionale del colore. Già nella sua primissima produzione trova largo spazio il tema del paesaggio. L'autrice stessa fa risalire questa sua predilezione tematica all'infanzia vissuta in un paese di montagna, un'infanzia felice.
La montagna diviene così il filo conduttore dei suoi paesaggi: piccoli agglomerati di case montane, semplici, solide e accoglienti come i loro proprietari, vecchie case, nidi caldi e ortodossi di legna, che a distanza di anni continuano ad esercitare il loro fascino ed a sollecitare ricordi, emozioni e curiosità. E così anche le chiese, altro soggetto ricorrente, dove si uniscono i sentimenti del divino e delbello: “le funzioni religiose da bambina erano tutte seguite a testa in su, per vedere le volte, i costoloni, l'ossatura portante dell'edificio, dell'involucro custode di tante bellezze e del mistero”.
Pur non perdendo nulla della loro solidità, gli edifici sono tratteggiati sommariamente, evocati più che descritti, come macchie dai contorni indefiniti e rivestiti di colori chiari, freschi e primaverili.
In questa volontà di astrazione e nell'uso della macchia colorata è stat determinante l'influenza della lezione di Kandinskij sull'autonomia del colore e sull'uso empatico di forme e colori.
Ultimamente l'interesse della pittrice è orientato verso l'indagine della figura umana e in questo caso torna prepotente l'ammirazione giovanile di Rembrandt e Van Dyck, per il fascino esercitato dai loro personaggi, per le luci e le ombre della seta e dei damaschi, per le dame intriganti, i cavalieri e le ville antiche, riproposte in scene senza tempo cariche di fascino e mistero.
E' una ricerca, questa, che si vale di mezzi già sperimentati, quali i colori accesi e la pennellata veloce, a cui si affiancano una maggiore ricchezza di dettagli, un uso più frequente del rosso e soprattutto l'emergere di “storie”, soluzioni che già lasciano prevedere nuovi e interessanti sviluppi futuri.
Testo di Ester Martinelli - 2002
Il mistero racchiuso nei quadri di Silvia Marchetti ed espresso in scorci e figure che affiorano nel pensiero e fluttuano nella storia, è il soggetto principale del messaggio pittorico. Le immagini si inseriscono nella narrazione da protagoniste supportate da tessuti antichi e preziosi che si inseriscono pienamente nell'allegoria del messaggio e da tonalità cromatiche che ne evidenziano il linguaggio.

Franco Manzoni

Franco Manzoni è nato nel 1964 a Trento ove lavora e vive con la moglie Maria e i figli Carlo, Rita e Francesco.
S in d all’adolescenza è affascinato dall’opera pittorica di ogni tempo che lo sollecita ad esprimersi graficamente e pittoricamente. Cresce dentro un ambiente familiare ricco di fermenti artistici suggeriti dalla madre, pittrice alla scuola di Cesarina Seppi.
Ricchi stimoli gli giungono dall’incontro con le esperienze artistiche di Riccardo Schweizer il quale vede le sue opere, lo approva e lo invita a continuare. Franco Manzoni lavora in solitudine, ascoltando dentro le voci della pittura e della musica. Nel 1999 è in grado di mostrare una prima felice sintesi del suo quadro interiore. A quasi 10 anni di distanza presenta qui un itinerario evolutivo della sua arte, pur dentro la severità di un particolare canone sensibile.
“…F ranco Manzoni, pittore degli spazi tra i luoghi del sogno ed il profondo, al di là della realtà quotidiana, uno di quei pittori che riescono a cogliere -come dice il poeta Anton Machado- le vibrazioni della lira pitagorica “ “…La sua pittura si inserisce nel clima dell'arte astratta proprio delle avanguardie artistiche del novecento, all'interno del programma "geometrico" e nell'area operativa della rappresentazione pittorica delle emozioni…”
Carlo Sebesta
“ La sua pittura da forma a una voce personalissima, si concretizza in un linguaggio libero … le dimensioni pittoriche toccano, al primo impatto, il profondo dell'anima per trasfigurare emozioni e sensazioni… raggiungendo una grafia posta tra le finezze intellettuali del percorso astratto…”
“…c i sentiamo pervasi da una carica espressiva coinvolgente, sensuale, eppure sottilmente arcana perché tutto nasce dal di dentro, sviluppando in noi sensazioni e memorie oppure fantasie e fughe utopiche. ”
Gabriella Niero
“…Nel giro di pochi anni Manzoni ha affinato il senso della percezione della materia. Le screziature sono diventate finissime, quasi impercettibili; e la pittura ha assunto un tono che diremmo metafisico, o metareale. Le forme, cioè, sono riconoscibili, nella loro incontrovertibile precisione; ma sfuggono, si volatilizzano, assumono una dimensione spirituale. L'occhio rincorre ciò che vede, ma poi è la mente che prosegue il viaggio. Ed è un viaggio avventuroso verso l'infinito…”
Paolo Rizzi
L'OPERA D'ARTE DAL TITOLO "PORTA" E' STATA DONATA DALL'ARTISTA ALLA REGIONE AUTONOMA TRENTINO-ALTO ADIGE

Principali esposizioni :
1999 Antico Eremo Camaldolese di Rua (Treviso) - personale.
2001 Conegliano - personale – Casa Museo Cima da Conegliano.Presentazione prof. Bianca Simonetti.
2002 Padova 13° Mostra d’Arte Contemporanea Artepadova – padiglione “Incontri”Presentazione del critico d’ arte prof. Palo Rizzi.
2003 Venezia – personale Galleria III Millennio San Marco. Presentazione Dr. Carlo Sebesta.
2003 Venezia – collettiva Museo Sant’Apollonia.
2003 Firenze - collettiva Galleria Gadarte.
2003 Venezia – “Prima collettiva biennale di Venezia” galleria III millennio - presentata da Palo Rizzi.
2003-2004 Aldeno (Tn) - personalePresentazione dott. Gabriella Niero.
2004 Milano – centro storicoGalleria Lazzaro by Corsi - collettiva.
2004 Padova 15° Mostra d’Arte Contemporanea Artepadova. Padiglione “incontri” Presentazione dott. Gabriella Niero e
prof. Palo Rizzi. Intervista Prof. Giorgio Segato
2004 Venezia – collettiva centro d’arte San. Vidal
2005 Milano – Galleria Lazzaro by Corsi via Broletto 39 – collettiva presentata da Palo Rizzi.
2006 Aldeno (Tn) – personale Presentazione Dr. Carlo Sebesta.
2007 Venezia - collettiva (giugno) - Campo San Zaccaria - Scoletta San Zaccaria
2007 Venezia - collettiva (settembre) - Galleria San Vidal
2007 Roma - collettiva galleria della Pigna - via della Pigna (Città del Vaticano)
2008 Venezia - collettiva in omaggio a Paolo Rizzi
Recensioni
Quotidiani :
La Repubblica, Il Giorno, La Stampa, La Nazione, Libero, L’Avvenire, Il Secolo D’Italia, Il Tirreno, Il Corriere di Milano, Il Corriere di Firenze, Il Corriere del Trentino, Il Giornale di Milano, Il Giornale della Toscana, Il Gazzettino di Treviso, Il Gazzettino di Venezia, La Nuova Venezia, L’Adige, Il Trentino.
Riviste specializzate :
Artecultura - Milano, Archivio - Mantova, Taste Vin - Treviso, Eco d’arte moderna – Firenze. Gente Veneta (Venezia). Art Journal.

Salvatore Capossela

Salvatore Capossela nato a Napoli quartiere Vomero il 27 ottobre 1967, figlio d'arte il padre Luigi Capossela noto pittore avellinese e il nonno Lorenzo Capossela scultore. Cresciuto in una famiglia di artisti, Salvatore Capossela inizia a disegnare fin da piccolo per gioco e usa il disegno per comunicare anche durante il periodo scolastico creando dei diari dove racconta attraverso il disegno la sua giornata. Tutto iniziò nel 1991 tracciando un lungo percorso, guadagnando la stima di critici e operatori del settore non solo a Trento ma anche in Italia e all'estero. Salvatore Capossela lavora come scenografo per spettacoli teatrali diretti da grandi registi di fama internazionale a Trento realizza scenografie per l'auditorium diretto da Angelo Branduardi e Fausto Bonfanti. Apparso più volte in televisione con interviste, rassegne d'arte, special autobiografici e ospite di Maurizio Costanzo a Buona Domenica dove ha dipinto in diretta la tecnica più importante del suo repertorio artistico (olio su vetro). Ha lavorato fino al 2004 nel suo Atelier a Trento in Via Malpaga. Dal 2018 lavora nel suo nuovo Atelier a Trento in via San Bernardino n. 30/1.

L'OPERA PITTORICA DAL TITOLO "ABBRACCIO IN PIAZZA DUOMO" E' STATA DONATA DALL'ARSTISTA ALLA REGIONE TRENTINO- ALTO ADIGE

Contatti:

Sito internet:www.salvatorecapossela.it

cell.3472413964

Enrico Gabardi

Nato a Trento nel 1937, abita a Martignano di Trento, ove svolge la maggior parte della sua attività pittorica.
All’inizio degli anni settanta si accosta come autodidatta a questa forma espressiva, spinto da un desiderio di tradurre attraverso il segno ed il colore, sentimenti, emozioni e sensazioni.
Nelle primissime opere predilige le tecniche ad olio, che essendo le più laboriose, consentono una maggiore riflessione, lavorando prevalentemente nelle ore notturne; successivamente,nel 1972, con la partecipazione al GRUPPO STUDIO ARTI VISUALI di Trento, sotto la direzione artistica del pittore prof. Mariano Fracalossi, scopre un particolare interesse nell’impiego delle terre naturali opportunamente trattate con collanti e soluzioni varie.
Partecipa con successo a Concorsi di livello nazionale ottenendo consensi e segnalazioni anche da giurie di alto livello professionale.
Il rientro dopo un periodo di assenza dal Gruppo Arti Visuali, segna un deciso ritorno all’uso delle terre, senza peraltro escludere le altre tecniche ed una presenza attiva nel Gruppo stesso, come consigliere ed animatore.Ha partecipato a diverse Collettive e Rassegne, proponendo anche numerose personali, dalle quali ha raccolto consensi ed apprezzamenti Recentemente partecipa all’UCAI Sezione di Trento, avendo ritenuto le tematiche trattate da questo gruppo, interessanti ed affini al proprio pensiero.

Bianca Bassi

E' un'artista trentina laureata in Decorazione all'Accademia delle Belle Arti di Verona. Si è poi specializzata come mosaicista presso la Scuola di Ravenna dove ha approfondito le tecniche tradizionali romane e bizantine. Attualmente vive e lavora a Trento.
Percorso formativo
Nel 1993 soggiorno studio di sei mesi in Australia con frequenza presso il "Lasalle College" a Midland, Perth, tramite l'associazione intercultura 1995.

Luigi Calzà

Vive e lavora a Rovereto.
Per contatti: 0464 942379 - cell. 347 3118013
e.mail: luigicalzino@yahoo.it
UN'OPERA PITTORICA DAL TITOLO "BIMBO ORIENTALE IN PREGHIERA" E' STATA DONATA DALL'ARTISTA ALLA REGIONE AUTONOMA TRENTINO-ALTO ADIGE.

L'ATTENZIONE ETICA ED ETNICA DI LUIGI CALZA'
Maurizio Scudiero
Ho già affermato in altre sedi il concetto e l'importanza della cosiddetta "pittura colta”, che è stata definita anche come una "retro‑avanguardia", ovvero, in altre parole, come ciò che viene "dopo" l'avanguardia, volendo appunto "ricostruire" ciò che l'avanguardia ha distrutto. Ma ricostruire recuperando dei "valori". Si tratta per la gran parte di pittura figurativa di figura, ed in minor parte di paesaggio, dove il "dato" figurativo è strumentale ad un pensiero forte che lo sostiene.
In questo contesto una pittura che si aggrappa alla figura con modalità quasi fotografiche o iperrealiste, come quella di Luigi Calzà (cui non difetta certo la tecnica), non può essere solo un vuoto esercizio di bravura o perizia, appunto tecnica, ma si sostanzia come pittura colta solo se ha (e certo li ha) dei "contenuti". Calzà, che ha alle spalle molti anni di pittura figurativa, anni durante i quali ha studiato la tecnica di alcuni maestri storici, in tempi recenti ha rivolto la sua attenzione ad "oriente". Nel corso degli anni Sessanta, anni di contestazioni, molti si volsero ad oriente, dalle persone comuni sino ai guru della pop - music. Cercavano là quello che invece avevano sotto il naso, ma i tempi erano quelli e il fascino dell'esotico fece il resto. L'interesse di Calzà non è però di natura mistico‑religiosa ma direi propriamente etica ed etnica. Nel senso che egli cerca nei "tipi" di alcune popolazioni orientali, nella fattispecie dell'area tibetana (ma non solo), quei segni distintivi, quei tratti interiori, che sono la cartina al tornasole di valori secolari che, invece, la civiltà occidentale ha in gran parte perduto, o soffocato.
Sono volti di bambini da soli od in gruppo, che vivono di poco e si divertono con pochissimo: l'esatto contrario dell’opulenza che invece affligge i nostri figli, spesso scontenti di tutto pur avendo giocattoli e cibo in gran quantità. La ricerca di Calzà, non si ferma dunque alla superficie, perché il nitore delle sue figurazioni le solidifica e le proietta verso l'esterno della tela, sbattendocele in faccia proprio per rendere palese questo contrasto di risorse tra nord e sud, tra ovest ed est dei mondo. E per fare ciò spesso egli scontorna questi personaggi, astraendoli dal loro contesto, oppure li coglie in primissimo piano, oppure ancora li pone su un fondale a tinta unica dai toni molto accesi se non elettrici.
Tutto questo "è" pittura colta: proprio perché la sua non è una denuncia sociale" sui grevirozze, che ci assalgono e ci disturbano mostrandoci tutto il peggio ed allo stesso tempo il contrasto con la nostra condizione sociale. No, la pittura di Calzà, mostra il "meglio". Mostra cioè di come pur in condizioni disagiate quei bambini, o quegli abitanti lontani, riescano a vivere "serenamente" la loro vita traendo il massimo, il meglio", da quel poco o pochissimo che hanno. E' una denuncia "soft" proprio perché la mano" di Calzà rende tutto glittering, scintillante, e non certo perché lo sia veramente scintillante. Si tratta in altre parole di un "cavallo di Troia", di una pittura che ti invita a pensare a tutto questo non con la violenza visiva ma con i toni suadenti di un Ulisse.

Dunque Calzà propone dei valori etici e li propone andando a cercarli presso altre etnie proprio perché la spontaneità di un "certo" vivere non è stata ancora abbruttita dai benefici del progresso.

Si tratta di una parte del suo percorso creativo che si sta già indirizzando verso nuovi lidi, dei quali speriamo di vedere tra non molto i primi risultati.

Marco Marighetto

L'artista nasce a Trento il 28 gennaio 1977 e presenta le sue opere come artista autodidatta.
Dimostra la passione per il disegno già in giovane età e successivamente durante l’adolescenza, un’attrazione istintiva lo conduce all’astrattismo, fino alla scoperta quasi casuale di pittori come Kandinsky, Klee e Mirò che alimentano ulteriormente la sua passione per la capacità e le modalità di esprimere il mondo delle emozioni e degli stati d’animo dell’essere umano.
Nel suo personale percorso di ricerca e crescita, si entusiasma negli ultimi anni di arte contemporanea, espressionismo astratto e informale europeo, in tutte le loro espressioni, da quelle più concettuali a quelle più materiche. Sono molti gli artisti a cui fa riferimento come modelli ispiratori, Burri, Fontana, Vedova, Pollok, De Kooning, Rothko e che ammira per la loro genialità e abilità nel creare un nuovo modo di descrivere il mondo, l’uomo e il proprio tempo.
È da queste considerazioni che scaturisce nell’artista la necessità di esprimere attraverso le sue opere, delle componenti esistenziali della condizione umana, vissute nei sentimenti, nelle proprie debolezze o pregiudizi, nelle incomprensioni quotidiane che complicano e appesantiscono l’esistenza, o in quelle convinzioni che spesso si rivelano errate.
Queste e altre emozioni, talvolta percepite come delle lacune, che tutti portiamo dentro sotto forma di vincoli sentimentali, sociali, politici, religiosi e quant’altro, le ritroviamo nelle sue Prigioni.
Prigioni a volte vissute contro la propria volontà, dettate dalla paura o dall’ignoranza, ma in alcuni casi anche ricercate e trovate con fatica, come luogo nel quale ci si sente al sicuro, al riparo nelle proprie abitudini per far fronte a quanto ci circonda.
Quest’artista eclettico è stato in alcune occasioni criticato di non possedere uno stile personale, ma nella sua evoluzione e sperimentazione artistica, dimostrata attraverso tecniche che differiscono molto tra loro, afferma l’intenzione di lasciarsi sedurre dalle proprie visioni, per approdare a nuove soluzioni e stimoli, che guidano il suo istinto alla continua ricerca di un intimo benessere interiore.
L'OPERA D'ARTE DAL TITOLO "DENTRO DI NOI" E' STATA DONATA DALL'ARTISTA ALLA REGIONE AUTONOMA TRENTINO-ALTO ADIGE

Laura Bonfanti

L'OPERA PITTORICA DAL TITOLO "DISSOLVENZA" E' STATA DONATA DALL'ARTISTA ALLA REGIONE AUTONOMA TRENTINO-ALTO ADIGE

Sabino Damiano

Recensione di Riccarda Turrina
Sono stati d'animo, modi di essere, mondi interiori, i protagonisti dei lavori di Sabino Damiano, presenze che racchiudono il mistero di ascetiche libertà, mentre il bisogno di collegarsi ad una dimensione metafisica dell'esistenza è il movente poetico per sentire, attraverso i mezzi pittorici, il respiro del tempo. E' il colore a creare la forma, che diviene così l'espressione esterna di un contenuto interno; è il colore a dare vita ad uno spazio nel quale il silenzio si fa dialogo. Sono luoghi abitati dall'inquietudine, da un senso di solitudine atavica, che incombe nelle linee di figure ora albero, ora dimora, ora solamente orizzonte. ... L'artista mette in campo la sua innata propensione a discernere tacitamente i pensieri, la sua capacità innata di saper ascoltare, il suo bisogno di conoscere il mistro più profondo della vita. Partendo da uno sguardo sulla realtà, la natura, il paesaggio egli arriva poi a tracciare sulla superficie situazioni che, se pur avendo un rimando narrativo, si trasformano in pensieri astratti, concetti evocativi, elementi sonori capaci di raccontare senza la necessità di desrivere.
(contatti: cell. 349-3532518)
L'OPERA PITTORICA DAL TITOLO "PAESAGGI DELL'ANIMA" E' STATA DONATA DALL'ARTISTA ALLA REGIONE TRENTINO-ALTO ADIGE.

Tiziano Maffei - Lilly Jetti Bonomo

Tiziano Maffei, nasce a Scandicci (Fi) il 29.08.1949 da una famiglia in cui si coltiva l'amore per tutte le forme più raffinate della pittura e dell'artigianato artistico. Studia e si diploma al rinomato Istituto Statale d'arte di Firenze, e lì la sua tecnica si specializza pur restando ancorato ad uno stile classico. Nel 2000 l'artista si trasferisce in Trentino, dove ha modo di calarsi completamente in una natura magica, incontaminata. Dal 1970 ad oggi ha partecipato a 73 mostre, tra personali, collettive e concorsi, ricevendo sempre particolari apprezzamenti da parte del pubblico e della critica.
Lilly Jetti Bonomo, nasce a Galliate (No) in una famiglia di artisti pittori. "....Da piccola guardavo mia madre dipingere e da lì ho iniziato a mia volta a disegnare e dipingere..... Amo pitturare ciò che va "oltre" a quello che normalmente vediamo, ma che con l'occhio magico dell'intuizione riesciamo a percepire".
Contatti: www.tizianomaffei.org e la mail tiziano.maffei@virgilio.it

Salvino Boscolo

Nato a Venezia nel 1949, studia architettura presso l'Istituto d'Arte della sua città, si iscrive poi all'Accademia di Belle Arti, che abbandona per un lavoro come disegnatore in uno studio di architettura.
Entra in seguito in un laboratorio di grafica e serigrafia sempre come disegnatore lavorando con importanti pittori italiani e stranieri nella realizzazione di multipli d'autore; attività che dal 1976 proseguirà con un proprio laboratorio serigrafico. Allarga la sua conoscenza nel settore della grafica d'arte frequentando corsi di tecnica dell'incisione ad Urbino (1972-1974), partecipa inoltre alle attività del gruppo Arte-Libera-mente in Italia e all'estero.
Espone in numerose collettive, partecipa a concorsi di grafica e di pittura, ottenendo molteplici riconoscimenti.
Numerosi saranno i viaggi per vedere musei e conoscere territori di altri Paesi, in particolare sarà attratto dai deserti Africani e NordAfricani che ispireranno numerose sue opere.
L'OPERA PITTORICA DAL TITOLO "FOSSILI" E' STATA DONATA DALL'ARTISTA ALLA REGIONE TRENTINO-ALTO ADIGE"

Tamara Sassano

Cenni biografici
Sassano Tamara è nata a Winterthur Svizzera il 02/12/1974. Già da bambina ha una spiccata propensione per l’arte. A otto anni frequenta la scuola di musica dove impara a suonare la fisarmonica, per poi suonare nell’orchestra giovanile della sua città. Nel 1992 si trasferisce in Italia a Naturno in Val Venosta (Bz), dove apre un negozio di antiquariato con annesso uno studio per dedicarsi alla pittura.
Ha dedicato molto tempo allo studio dei pittori del diciannovesimo e del ventesimo secolo. Lo stile di pittura iniziale era figurativo per poi arrivare dopo un lungo percorso di studio e lavoro ad una pittura più informale e materica in bassorilievo quasi una scultura. Dal 2002 vive e lavora a Maso Sadleri, una frazione di Centa S.Nicolò, un piccolo villaggio 1000mt di altitudine immerso nel verde dell’altipiano della Vigolana, a contatto diretto con la natura, il bosco, gli animali, le rocce, il rumore della cascata, il volo della poiana in cerca di cibo, un’ oasi di pace e tranquillità.
In questo contesto nuovo di vita la pittura di Tamara si trasforma giorno dopo giorno, la pittura figurativa piano, piano va a scomparire per lasciare spazio a delle forme materiche che lasciano intravedere tutta la forza e la bellezza della natura che ci circonda, quella natura che dà a Tamara quella forza interiore che poi trasmette sui suoi quadri che nel frattempo sono diventati quasi sculture. Dopo anni di studio e tanto lavoro, ora Tamara esprime la propria arte, ora si sente pronta ad esporre le sue opere al pubblico, perché ora sa che quelle opere sono sue, e di nessun altro, opere che esprimono ciò che sente dentro il proprio animo.
(contatti: Tel.0461 722315 - E-MAIL :tamara @arteconcini.com - www.arteconcini.com)
L'OPERA PITTORICA DAL TITOLO "INFORMALE MATERICO" E' STATA DONATA DALL'ARTISTA ALLA REGIONE AUTONOMA TRENTINO-ALTO ADIGE

Paolo Ober

Nato a Trento nel 1960, inizia verso i primi anni '80 a ricercare una propria via espressiva attraverso la pittura. La sua formazione artistica si basa su un'abbondante serie di esperienze giovanili maturate nel campo della grafica umoristica ed in quella pubblicitaria commerciale, accanto alle quali non mancano numerose prove di figurazione tradizionale.
Le opere realizzate fino al 1989, anno in cui presenta la sua prima mostra personale a Trento, manifestano chiaramente questo sfaccettato retroterra culturale e propongono un'impostazione visiva che si avvale in continuazione di prospettive distorte, nelle quali si affaccia come elemento d'unione una personale reinterpretazione di certi linguaggi del fumetto surrealista.
Fin da questa prima produzione si possono distinguere tematiche che esprimono una sorta di inquieto desiderio liberatorio di fuga verso l'utopia ed il sogno. Mentre la rappresentazione del pensiero si accompagna ad una incessante ed irrequieta sperimentazione formale e tecnica, sviluppata in molte direzioni.
Nelle opere dell'autore, la figura umana assume comunque fin dall'inizio una grande importanza e rimarrà il fondamentale elemento attraverso il quale egli farà fluire i suoi racconti, ritenendolo l'indispensabile interprete del proprio pensiero.
Dal 1990 (seconda mostra personale) i suoi lavori si fanno sempre più meditativi e la ricerca delle immagini procede su due strade parallele. La prima insegue lo studio di atteggiamenti mimico-musicali di una figura umana immersa in vivaci atmosfere astratte dove trova spazio una giocosa volontà di agire in libertà sul colore e sulla superficie materia. La seconda insiste su un disegno molto semplificato, composto da pochi elementi e fluttuante in profondi spazi surreali senza dimensioni.
L'OPERA PITTORICA DAL TITOLO "DEBORAH" E' STATA DONATA DALL'ARTISTA ALLA REGIONE T.A.A.

RECENSIONI
(testo di Elisa Aneggi - Trento, 1999)
Le sue inconfondibili figure antropomorfe tendono le loro appendici di plastelina colorata per condurci in quella sorta di dimensione parallela e fantastica che ci attende come dietro allo specchio di Alice.
Sono omini semplificati, con un tondo al posto della testa e corpi nastriformi elastici e sinuosi. In realtà la semplificazione è solo apparente, possibile e il più possibile affini alla materia onirica dei suoi racconti. Le sue opere nascono da una lunga elaborazione ideativa e grafica e seguono una loro evoluzione che dalla metà degli anni '80 le ha portate sempre più longane dalla figurazione tradizionale verso quello che altrove è stato efficacemente definito "un mix di sogno e realtà" (S. Spagnesi, Firenze 1995), senza per questo rinunciare alla ricchezza di particolari ed alla complessità di una tessitura pittorica certosina.

(testo di Elisabetta Rizzoli - Rovereto, 1997)
Se Paolo Ober non si accontenta di rappresentare l'informe e di esprimere l'incosciente, ma intende dare forma all'informe e sostanza all'inconsistente, esempio felice di questa volontà formativa sono i suoi recenti lavori pittorici, nel quali il gusto per le associazioni folgoranti, le deformazioni oniriche e le scenografie iperreali è saldamente sorretto da una qualità inventiva, da una mano duttile, precisa e sorprendente.
Capace del grottesto e dell'inquietudine, di ironia e sommesso pensiero, Ober riesce a fare partecipi di quel magico stupore che sanno suscitare le figure e gli oggetti che sembrano venire incontro da un altro mondo, con pochi e forti tocchi distratti e insieme pronti a lanciarsi in divagazioni cromatiche imprevedibili, a partire da qualsiasi pretesto.

(testo di Mario Cossali - 1999)
Paolo Ober si aggira tra le manifestazioni della realtà trasfigurandola con la sua "bacchetta magica" in forme fantastiche, che sembrano prodotte da un mito sognato di giorno e ogni notte perduto, ritrovato sempre miracolosamente nella pittura.

www.arteober.com (sito d'arte completamente disegnato e gestito dall'artista)
e.mail: paolo.ober@tin.it