Risultati della ricerca

Trovati 13346 risultati

Eduard Habicher

HABICHER, Eduard
Malles (Venosta), 1956

Si è formato all' Accademia di Belle Arti di Firenze.
Attivo dal 1982, ha partecipato a numerose manifestazioni d'arte in Italia e all'estero.
Vive e lavora a Merano.

Denno, "Summit" 22.12.1984/20.1.1985

Mariano Fracalossi

FRACALOSSI, Mariano
Trento, 1923 - 2004

Nasce a Trento da padre pittore e decoratore, che lo avvia all’attività artistica. Negli anni Quaranta comincia a insegnare disegno nelle scuole medie. Del 1953-54 sono le sue prime esperienze con le tecniche calcografiche che si alternano agli esercizi di pittura. Nel 1966, sostenuto da un gruppo di pittori trentini, tra cui Polo, Bonacina e Wolf, apre a Trento la Galleria Fogolino, particolarmente attenta all’arte locale. Ha partecipato alle principali collettive trentine essendone spesso l’organizzatore del sindacato, fra le quali, la III Mostra Regionale d’Arte, al Grand Hotel Trento nel 1951, la III Mostra Regionale d’Arti Figurative, a Riva del Garda, nel 1953, alla 6ª Regionale d’Arte a Bolzano nel 1958, ad “Artisti Trentini 1959” a Trento, alla “Mostra Provinciale d’Arte Figurativa” di Trento nel 1961, alla 1ª Mostra Regionale d’Arte Sacra di Trento, nel 1962, alla Mostra d’Arte Contemporanea degli Artisti Trentini, al Palazzo delle Esposizioni di Roma nel 1963, e, nello stesso anno, alla rassegna “Artisti Trentini”, tenuta all’Opera Bevilacqua La Masa di Venezia. Nel 1964 è presente alla mostra “11 artisti trentini” tenuta alla Galleria S. Vidal di Venezia. Quindi alla Mostra degli Artisti Trentini, a Torino nel 1965, alla Collettiva d’Arte alla Galleria Fogolino, nel 1966, poi trasferita a Rovigo, e, nel 1967 partecipa al “Premio Provincia di Trento”. Partecipa a “Trento Arte Oggi” ed a “Rassegna di arti figurative ed architettura della Venezia Giulia e Venezia Tridentina”, tenute al Palazzo delle Esposizioni di Roma, nel 1968, e, nello stesso anno, alla rassegna Grafica Trentina Contemporanea, tenuta a Palazzo Sardagna e quindi a Catania. A “Les Artiste de Trente d’aujourd’hui” tenuta alla Camera di Commercio Italiana di Parigi, nel 1969, e alla 3ª Biennale di Bolzano. Nel 1971, a “10 pittori+10 incisori trentini del XX secolo” a Roma, e poi a a Trento, e, l’anno seguente, alla collettiva “Artisti Trentini 1972” alla Galleria La Cupola di Padova. Quindi ad “Arco 1973”, e alla Mostra Regionale d’Arte, a Riva del Garda. Quindi ad “Artisti Trentini Situazione 1974”, a Trento. Nel 1976 è presente a “Artisti Trentini”, al Museo di Riva del Garda, ed a “Situazione 76”, alla Biennale di Bolzano, e alla Mostra Sindacale Artisti Trentini, al Palazzo della Regione di Trento. Nel 1981 è presente ad “Arte e Violenza. Venti artisti contro” al Centro Rosmini di Trento, e nel 1983 ad “Arte Sacra 83” a Trento. Nel 1985, partecipa a “20 Artisti Trentini per la Fame nel Mondo”, a Trento, e nel 1988 a “Situazioni. Arte in Trentino dal 1945”a Palazzo delle Albere. Ha allestito numerose personali ed è stato a lungo l’animatore del Sindacato Belle Arti di Trento.

Bibliografia recente:
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 2: 1950-1975, Palazzo Trentini, Trento, 2001
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 3: 1975-2000, Palazzo Trentini, Trento, 2003

Ermenegildo Franzoi

FRANZOI, Ermenegildo (Fra)
Telve Valsugana, 1927

Frate minore di Telve Valsugana, appartiene alla Provincia Francescana Trentina. Avrebbe avuto un suo posto nella storia dei l'arte contemporanea Italiana, ma preferito rinunziare a fare della sua vita e della sua persona un aspetto circoscritto all’arte e si è fatto missionario in Bolivia

La sua arte è ricca di motivi interessanti: una personalità chiara, uno stile sicuro. Una visione della condizione umana realistica e serena nello stesso tempo. (dalla critica di Franco de Libero «Violenza di un timido», in: “Fiamma Nuova” Roma, giugno-luglio 1964).
Le sue opere sono contrassegnate con la sigla FEF (frate Ermenigildo Franzoi)

MOSTRE:
IV Mostra Regionale di Arti Fugurative, Bolzano, 1955
V Mostra Regionale di Arti Figurative, Trento, 1956
XXXIX Mostra Incisori Trentini, Trento, 1957
6ª Regionale d’Arte, Bolzano, 1958
Personale alla Galleria dei P. Domenicani. Bolzano febbraio 1955
Premio S, Fedele, Milano - Mostra giovani pittori, novembre 1955
«PREMIO MARZOTTO 1956. Valdagno,
Personale alla Galleria di P. Domenicani, Bolzano gennaio 1957
12ª Biennale d'Arte Triveneta. Padova, 1957
Centro Cultura Università Popolare Trentina. dicembre 1957
3ª mostra nazionale d'arte giovanile, Roma, aprile 1958
13ª Biennale d'Arte Triveneta, Padova, ottobre 1959
Personale a Bolzano 1-10 giugno 1961
Personale a Madonna di Campiglio dicembre 1961
Personale a La Paz Bolivia, agosto 1962
Personale . Cochabamba (Bolivia), novembre 1962
Personale Sala Capitolare, Bolzano ottobre 1965
Personale Stazione Autocorriere, Borgo Valsugana dicembre 1966
Personale Sala consigliare Municipio di Borgo Valsugana, 16-28 ottobre 1971
Partecipazione al PREMIO EUROPA 1972. Milano
Personale sala consigliare Municipio di Borgo Valsugana dal 28 giugno al 14 luglio 1975
Partecipazione al Concorso Biennale «Agnello d'Oro” Città di Bressanone ottobre 1975.

Renato Fronza

FRONZA, Renato
Trento, 1923 – Rovereto, 1997

Ha iniziato a dipingere verso il secondo dopoguerra, all’inizio dedicandosi all’acquerello e quindi, nei primi anni cinquanta, sperimentando per un breve periodo anche una ricerca di sintesi astratta su moduli alla Mondrian. In seguito, la frequentazione di Romano Conversano ha indirizzato la sua pittura verso un paesaggismo fantastico a forte componente cromatica. Tra le moltissime partecipazioni espositive si ricorda la 52ª Biennale Nazionale di Verona nel 1955, la V Mostra regionale di Arti Figurative tenuta a Trento, nel 1956, la Collettiva di Micropittura all’Accademia di Belle Arti di Verona nel 1957, il premio Nazionale “F. Michetti” a Francavilla a Mare e la 6ª Regionale di Bolzano, nel 1958, la rassegna “Artisti Trentini 1959” a Trento, la Mostra Provinciale d’Arte Figurativa a Trento nel 1961. Ha poi tenuto varie mostre personali, a Trento, nel 1957, alla Galleria Specchi, poi nel 1958 a Verona presso la Galleria La Cornice, ed a Trento ancora alla Galleria Specchi, quindi nel 1959 a Levico ed a Trento, e nel 1960 a Trento, sempre alla Galleria Specchi. Nel 1961, 1962, 1963 e 1965 esopone a Rovereto alla Bottega d’Arte Pancheri e, nel 1968 e 1969 ancora a Rovereto, al Circolo Roveretano. Nel 1971 espone alla Galleria Pancheri di Rovereto e partecipa alla V Biennale d’Arte di Taranto. Nel 1973 partecipa al Premio G. Segantini, a Riva, e quindi espone poi nuovamente la Galleria Pancheri di Rovereto. Nel 1976 è presente alla Mostra Sindacaale Artisti Trentini, a Trento.

Bibliografia recente:
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 2: 1950-1975, Palazzo Trentini, Trento, 2000

Ivo Fruet

FRUET, Ivo
Pergine, 1942

Dopo aver frequentato l’Istituto d’Arte di Trento e l’Accademia di Belle Arti di Roma, sotto la guida di Gentilini, per molti anni è assiduo visitatore dello studio dello scultore Aldo Caron. Dal 1965 al 1967 soggiorna in Danimarca. Partecipa a varie collettive e a concorsi nazionali aggiudicandosi numerosi premi, tra i quali, nel 1962, il Premio speciale per la pittura d’avanguardia all’estemporanea di Marina di Ravenna e, nel 1966, il diploma d’onore al Premio internazionale Europa Arte, a Bologna. Tra le sindacali trentine cui partecipa si segnalano la Mostra d’Arte Contemporanea degli Artisti Trentini, al Palazzo delle Esposizioni di Roma nel 1963, alla collettiva “Trento Arte Oggi”, al Palazzo delle Esposizioni di Roma, nel 1968, alla rassegna “Les Artiste de Trente d’aujourd’hui” tenuta alla Camera di Commercio Italiana di Parigi, nel 1969, ad “Artisti Trentini Situazione 1974”, tenuta a Palazzo Pretorio di Trento, alla Mostra Sindacale Artisti Trentini, al Palazzo della Regione di Trento, nel 1976. Nel 1988 è presente alla rassegna “Situazioni. Arte in Trentino dal 1945” tenuta a Palazzo delle Albere, e, nel 1995, a “Correnti & Arcipelaghi” tenuta a Castel Ivano. Attualmente si occupa, oltre che di pittura, anche di incisione e grafica pubblicitaria.

Bibliografia recente:
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 2: 1950-1975, Palazzo Trentini, Trento, 2000
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 3: 1975-2000, Palazzo Trentini, Trento, 2003

Ignaz Gabloner

GABLONER Ignaz
Bolzano, 21 sett. 1887 – morto a ? il ?

Esposizioni:
Mostra d'Arte/Kunstschau della Venezia Tridentina, Bolzano, 1922
Mostra d’Arte. Pittura, Scultura, Arti decorative, Rovereto, 1922
III Biennale d’Arte della Venezia Tridentina, Bolzano, 1926
Parigi 1926
III Biennale d’Arti Decorative, Monza, 1927
Biennale d’Arte di Bolzano, 1930
VII Biennale d’Arte di Bolzano, 1934
Mostra degli artisti altoatesini e tridentini, Roma, 1938
VIII Sindacale d'Arte, Trento, 1939
IX Sindacale d’Arte, Bolzano, 1940
IV Mostra Regionale di Arti Figurative, Bolzano, 1955
V Mostra Regionale di Arti Figurative, Trento, 1956

Luigi Gay

GAY, Luigi
Moriago della Battaglia (TV), 1904 – Trento, 1980

Si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Venezia con Guttuso.
Nel 1933 la prima mostra, quindi nel secondo dopoguerra ha insegnato all’Accademia Albertina di Torino, poi all’inizio degli anni ‘50 si è trasferito a Trento.
Grande colorista, di carattere schivo, ha sempre lavorato lontano dai clamori e dalle associazioni di artisti.

Esposizioni dopo il trasferimento a Trento:
Mostra Premio Burano, 1953
IV Mostra Regionale di Arti Fugurative, Bolzano, 1955
V Mostra Regionale di Arti Figurative, Trento, 1956
XXXIX Mostra Incisori Trentini, Trento, 1957
6ª Regionale d’Arte, Bolzano, 1958
Artisti Trentini 1959, 1959/60
Mostra Provinciale d’Arte Figurativa, Trento, 1961
Saint Vincent, 1964; Napoli, 1967;
Mostra “Il fiore nella pittura e nella grafica”, Museo Diocesano, Trento, 1968
Roma, 1970; Bormio, 1972; Firenze, 1974; Treviso, 1976,
Firenze, 1978.

Bibliografia recente:
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 3: 1975-2000, Palazzo Trentini, Trento, 2003

Annamaria Gelmi

GELMI, Annamaria
Trento, 1943

Dopo essersi diplomata all’Istituto d’Arte di Trento ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano, con Cantatore e quindi a quella di Venezia, con Saetti. Artista poliedrica, si occupa sia di pittura che di scultura, ha iniziato l’attività espositiva nel 1970, occupandosi della condizione femminile con opere di denuncia e contestazione. Ben presto, però, già nei primi anni Settanta, la Gelmi ha operato una profonda sintesi formale rivolgendosi all’uso del plexiglass che le ha permesso di realizzare delle sculture curviformi e modulari, formalmente ineccepibili. Con queste opere è presente alla rassegna di Artisti Trentini “Arco 1973”, ed a “Situazione 1974”, tenuta a Palazzo Pretorio di Trento, a “Luce, materia, metacrilato nell’arte”, a Milano, nel 1975, a “Situazione 76” alla Biennale di Bolzano. Nel 1977 partecipa a “Momenti d’Arte delle Tre Venezie”, nel 1978 alla mostra itinerante “Progressioni”, e, al Grand Palais di Parigi, a “Grandes et jeunes d’aujourd’hui”. Nel 1979 partecipa alla mostra internazionale d’arte astratta e concreta allo Studio SM16 di Roma. Con gli anni Ottanta, in piena sintonia con l’esplodere del Post-Modern, la sua ricerca ha assunto un accento architettonico, con il recupero di vecchie architetture rinascimentali che inserisce in una modernità d’impianto formale tra memoria e contemporaneità. Nel 1981 è presente ad “Arte e Violenza. Venti artisti contro” al Centro Rosmini di Trento ed a “Proposte per una collezione”, al Casinò di Arco, e, nel 1988 a “Situazioni. Arte in Trentino dal 1945” a Palazzo delle Albere. Negli anni Novanta la sua pittura si rivolge verso una ricerca di geometrismo astratto, dai forti accenti cromatici, e con un’attitudine verso l’essenzialità che comunque trova una continuità con le opere precedenti proprio in virtù di una sorta di revèrie che le pervade. Nel 1993, partecipa a “No War”, al Museo della Guerra di Rovereto. Moltissime sono le esposizioni personali e quelle collettive a cui ha partecipato, esponendo in tutte le più importanti gallerie trentine ed italiane e pure all’estero, in Austria, Germania, Francia, Olanda, Spagna, Portogallo, Croazia e Stati Uniti.

Bibliografia recente:
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 2: 1950-1975, Palazzo Trentini, Trento, 2000
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 3: 1975-2000, Palazzo Trentini, Trento, 2003

Peter Fellin

PETER FELLIN
Vai di Non, 1920 -vive e lavora a Merano dal 1945

Passa la gioventù presso genitori adottivi a Schwaz nel Tirolo del Nord, e frequenta la Scuola artigianale ad lnnsbruck. Nel 1936 è alla Scuola professionale d'affresco con il prof. Siskowitz; dal 1937 al 1939 all'Accademia di Vienna, dove studia con il prof. Boeckl. Divide il suo atelier con il pittore austriaco Sepp Orgler di Schwaz e con K. Wieser di Salisburgo, Durante la guerra è al fronte nel Caucaso, viene ferito e portato a Berlino all'ospedale militare. Nel 1945 interrompe un viaggio per fermarsi a Merano e prendervi residenza. Da allora fa parte dei gruppo degli artisti progressisti del Sudtirolo. Nel 1959 pubblica il «Manifesto alla seconda natura»; nel Sudtirolo degli anni sessanta ha maturato il suo stile astratto.

Mostre:
Terza Mostra Regionale d’Arte, Trento, 1951
Galleria Würthle, Vienna, 1953
IV Mostra Regionale di Arti Figurative, Bolzano, 1955
6ª Regionale d’Arte, Bolzano, 1958
Kunstpavillon di Innsbruck, con Hans Ebensperger, 1964
Galleria Eccel Bolzano, 1964 e 1977
Galleria Civica nella Villa Seebock a Brunico, 1978
Galleria Fellin a Merano, 1981

Bibliografia:
J. LAMPE Südtiroler Kunstlergruppe bei Würthle, Die Presse 21/3/1953, Wien - LUIGI SERRAVALLI, Alto Adige, 3/911958 Bozen, PETER FELLIN, Manifest zur zweiten Natur, Bozen, 1959---PETER FELLIN, Zu meinen Schriftbildern Dolomiten, 25/5/1963 Bozen - EVA KREUZER-ECCEL, Zwischen Tradition und Avantgarde Der Schlern 1973/47 S 568 ff- GOTTFRIED MARSONER, Wie innere Musik, Dolomiten. 30/11/1977 Bozen - EVA KREUZER-ECCEL, Tiroler Tageszeitung, 31/1/1978, Innsbruck G MARSONER Dolomiten. 18/2/1981,S 13ff , Bozen

Domenico Ferrari

FERRARI, Domenico
Trento, 1949

Ha studiato pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano, con Cantatore e Purificato diplomandosi nel 1972. Ha partecipato a numerose rassegne nazionali e internazionali fra le quali si ricordano: la collettiva di artisti trentini ad Arco nel 1973, poi, a Milano, la Collettiva Allievi di Brera, 1974, e, a Trento,“Situazione 1974”, quindi nel 1975 a Roma alla X Quadriennale, e, nel 1976, la Mostra Sindacale Artisti Trentini, a Palazzo della Regione. Nel 1978 è presente alla rassegna itinerante “Kunstausstellung der Arbeitsgemeinschaft der Alpenländer”, a Monaco, Bregenz, Innsbruck, Bolzano, Arco e Milano. Nel 1981 espone ad “Expo ’81” a Bari, ed a Venezia a “L’artista tra il pubblico e il privato”, all’Opera Bevilacqua La Masa, e ad “Arte e Violenza. Venti artisti contro” al Centro Rosmini di Trento e infine a “Proposte per una collezione”, al Casinò di Arco. Nel espone ad “Arte Sacra 1983”, e nel1974 a Pordenone per ”Dieci Artisti per la Pace”. Nel 1985 partecipa a “20 Artisti Trentini per la Fame nel Mondo”, a Trento, nel 1986 a Tenno, alla Casa degli Artisti, per “Whodunit”. Nel 1987 al Kursaal di Jesolo ad “Oltre ogni nomenclatura”, e, nel 1988, a Treviso, a Villa Albrizzi Franchetti, a “Temi di Pace 1948-88”. Quindi a Trento alla 2ª Rassegna Nazionale d’Arte Sacra, nel 1989, e in Colombia, a Bogotà, per il III Festival Internazionale di Grafica, “Salvamos la Tierra”. Nel 1990 a Castel Ivano, partecipa a “L’uomo, l’albero e il fiume”, e, nel 1991 a Tenno, Casa degli Artisti, a “I disastri della guerra”. Ha inoltre allestito mostre personali a Bolzano, Madonna di Campiglio, Modena, Padova, Pordenone, Rovigo, Trento, Trieste, Venezia e Vicenza.

Bibliografia recente:
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 2: 1950-1975, Palazzo Trentini, Trento, 2000
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 3: 1975-2000, Palazzo Trentini, Trento, 2003

Eddy Ferrari

FERRARI, EDDY VON

Pittore nato nel 1923 a Bressanone. Vive e lavora a Bolzano. Frequenta l'Ac cademia di Belle Arti di Venezia dove si diploma con una tesi sul pittore Pau Troger. Intraprende vari viaggi di studio che lo portano a Parigi, in Olanda in Grecia. Insegnante di disegno e storia dell'arte presso il liceo scientifico della sua città, partecipa a numerose esposizioni.

Risiede e lavora a Bolzano.

Ha esposto a Bolzano, Venezia, Riva del Garda, Milano, Taormina. lnnsbruck, Salisburgo, Vienna, Monaco di Baviera, Tübingen, Erlangen, Karlsruhe, Bar~ Parigi, Marsiglia, Londra, Cracovia, eco. Gli sono stati attribuiti riconoscimenti da Accademie e numerosi premi, come il Premio Michetti - Medaglia o oro Tomaso Campanella, Roma - Sigilla Argenteo dell'UNESCO, Parigi - Oscar L. da Vinci, Milano - Trofeo Premio dei Mediterraneo, Marsiglia - Medaglia d'oro, Trofeo David di Michelangelo, Taormina - Trofeo Vittoria Alata, Biennale Europea, Bamberga - Medaglia o argento, Salone Europeo a autunno, Londra - ecc.

Le suo opere si trovano presso Musei nell'Austria e collezioni italiane ed estere. E' inserito in vario pubblicazioni d'arte.

IV Mostra Regionale di Arti Fugurative, Bolzano 1955 60 Regionale d'Arti Bolzano, 1958

BIBLIOGRAFIA

M. Comina, Ateliers dell'Alto Adige, Bolzano 1954 Elite, Selezione Arte Italiana, Varese 1978 E. Tscholl, Catalogo della mostra, Galerie í~ Merano 1982 E, Kreuzer-Eccel, Aufbruch, Bosco 1982

Elena Fia Fozzer

ELENA FIA
Trento, 1937

E’ figlia del noto scultore Eraldo Fozzer. Dal 1951 al 1961 è a Venezia dove frequenta il Liceo Artistico dei Carmini e l’Accademia di Belle Arti, seguendo i corsi di Bruno Saetti. Nel 1962 inizia l’attività di insegnante di disegno e storia dell’arte presso il Liceo Scientifico di Trento. Dal 1966 si dedica con assiduità alla pittura e alla scultura. La sua prima personale risale al 1971. Il suo percorso artistico inizia con un ciclo pittorico sul tema del “femminile” (1970) al quale dopo qualche anno segue ilciclo intitolato “Gli impossibili” (1973). Nello stesso anno è presente alla rassegna di Artisti Trentini “Arco 1973”, quindi a “Artisti Trentini Situazione 1974”, a Palazzo Pretorio di Trento. Dopo una parentesi sperimentale con la terracotta si dedica al ciclo degli “Spettri cromatici”. Nel 1978 pubblica un volume di poesie nella collana dei “Poeti trentini” dal titolo “Tra due segni”. Dopo alcune importanti esperienze espositive, nel 1980 indirizza la sua ricerca al tema “Cosmo-immagini”. Nel 1988 è presente alla rassegna “Situazioni. Arte in Trentino dal 1945”, a Palazzo delle Albere, e, nel 1995, a “Correnti & Arcipelaghi” a Castel Ivano. E’ stata inclusa nel volume “Arte costruita: incidenza italiana” (1989), a cura di Carlo Belloli.

Bibliografia recente:
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 2: 1950-1975, Palazzo Trentini, Trento, 2000
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 3: 1975-2000, Palazzo Trentini, Trento, 2003

Paul Flora

FLORA, Paul
Glorenza, 29 giugno 1922

Figlio di un medico, si trasferisce con la famiglia in Austria nel 1927 e, conseguita la maturità nel 1942, studia con scarso profitto all'Accademia delle arti figurative di Monaco (1942 - 1944). Chiamato alle armi nel 1944, l'anno successivo è preso prigioniero dagli americani che lo trattengono soltanto dieci giorni. Al termine della guerra si stabilisce ad Innsbruck. Spirito inquieto e fortemente indipendente, subisce il fascino delle opere di Alfred Kubin (Leitmeritz 1877 - ZwickIedt 1959), noto, fra l'altro, per aver fondato, con Münter Mare e Kandinsky, la celebre rivista "Der Blaue Reiter"

Disegnatore dalla fervida immaginazione, Paul Flora riesce ad illustrare fatti della realtà quotidiana o avvenimenti nati dalla sua fantasia, con incisiva graffiante ironia d ' issacratoria, tanto da farlo considerare uno dei maggiori grafici dei "black humor". Come tale è spesso chiamato a collaborare con giornali e riviste, come il settimanale "Die Zeit" per il quale, nel corso di quattordici anni (1957 - 1971) disegna qualcosa come 3.500 caricature di personaggi politici.

Paul Flora in questi ultimi anni è andato via via raffinando il proprio stile di designer, imponendosi ancora di più all'attenzione internazionale. Il 18 novembre 1989, al Palazzo dei Congressi di Ortisei, è stata inaugurata una grande mostra dedicata ai disegni ed alle incisioni dell'artista venostano. L'ultima che registriamo è quella della Galleria Goethe di Bolzano allestita nell'ottobre 1990.

BIBLIOGRAFIA:
- Patti Mora, Hungerburger Elegien, Zurigo 1975
- Grafica 1900-1950, Bolzano 1981
- C.G., in "Alto Adige", Bolzano 19 novembre 1989
- T. Meazzi, in "Alto Adige", Bolzano 19 ottobre 1990

Emanuel Fohn

EMANUEL FOHN
Klagenfurt 1881 - Bolzano 1966

Studiò a Vienna presso Heinrich Strehblow e a Dachau presso Haris von Hayeck; frequentò poi nel 1907 l'Accadernia di Monaco (A.Jank) e nel 1910 quella di Berlino con Lovis Corinth. Fece viaggi e soggiorni in Spagna, in Francia e in Italia (Venezia, Roma, ecc.).
Abitò dal 1943 nell'Alto Adige (Siusi, Castelrotto, Bolzano).
Fu particolar mente apprezzato come acquarellista.

Mostre:
Presente dal 1926 al 1950 alla Biennale di Venezia
1931 Zurigo; 1932 Parigi; 1933 Roma; 1953 Bolzano; 1955 Monaco e Stoccarda; 1956 Colonia e Vienna; 1957 Graz e Klagenfurt, 1960 Munster in Westfalia, 1961 Mühlheim a d. Rühr

Bibliografia:
C, BANFER, E.F (Catalogo), Münster i. W 1960
K MARTIN, E, F., München 1965.-
F. H RIEDL E F, in Der Schlern 1967

Eraldo Fozzer

FOZZER, Eraldo
Trento, 1908 – 1995

Nacque a Trento il 13 giugno 1908. Il padre aveva una ditta di marmi e crebbe così tra statue e monumenti. Nel 1925 partì per Milano per prendere contatti all’Accademia di Brera: ma inutilmente. Le necessità dell’azienda paterna lo richiedevano a Trento. Nel 1927 ottenne il diploma di tecnico edile ed iniziò il lavoro nell’azienda di famiglia frequentando anche lo studio di Stefano Zuech. Con il 1934, avendo già vinto alcuni concorsi di scultura, decise di lasciare l’azienda per dedicarsi completamente all’arte. Dopo le prime mostre del GUF degli anni 1931 e 1932 si presentò ufficialmente alla Mostra Sindacale d’Arte di Trento del 1935 dove vinse il primo premio con l’“Angelo”. Nello stesso anno partecipò e vinse anche il concorso per il busto di Cesare Battisti, destinato al Doss Trent. Nel 1938 la sua opera fu scelta per realizzare la stele con rilievo in bronzo a ricordo dei legionari trentini sul Gianicolo a Roma. Nello stesso anno partecipò alla Triveneta di Milano e alla Sindacale d’Arte a Bolzano e vinse il concorso per una scultura raffigurante la Musica, da collocarsi nel Palazzo del Turismo di Bolzano. Nel 1939 fu invitato alla 2ª Quadriennale romana. Poi fu la guerra, e nel 1941 venne richiamato alle armi ma si ammalò e fu ricoverato in ospedale. Nel 1943 vinse il concorso per il nuovo pulpito in marmo del Duomo di Trento, ma gli eventi precipitarono con l’armistizio dell’8 settembre e, per sfuggire ai reclutamenti dei tedeschi, si dovette rifugiare con la famiglia in Val di Non. Là collaborò con l’architetto Efrem Ferrari con un altorilievo in marmo nella nuova chiesa di Coredo. Alla fine della guerra, nel 1947, concorse con il “Ritratto del dottor Zorzi” alla Mostra Triveneta di Verona dove vinse il primo premio. Nel 1948 vinse il primo premio anche per le testate del ponte di San Lorenzo in Trento. Nel 1952 realizzò il famoso gruppo delle naiadi per la nuova fontana di Piazza Venezia, voluta dal sindaco Nilo Piccoli, ma dopo varie polemiche il gruppo fu rimosso. Nel 1955 si piazzò tra i primi cinque, su trecento concorrenti al concorso internazionale per il “Monumento al prigioniero politico ignoto” a Londra. I premi e le commesse si susseguirono negli anni Sessanta nel corso dei quali Fozzer s’innamorò del soggetto dei cavalli che, è il caso di dirlo, divenne il suo cavallo di battaglia. Anche negli anni Settanta e Ottanta proseguì nel lavoro, spesso monumentale e la sua opera ricevette sempre nuovi consensi critici. Dopo quella di Maroni (1963) nel 1973 Carlo Munari gli dedicò un’approfondita monografia. Morì a Trento nel 1995.

Bibliografia recente:
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 1: 1900-1950, Palazzo Trentini, Trento, 2000
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 2: 1950-1975, Palazzo Trentini, Trento, 2001
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 3: 1975-2000, Palazzo Trentini, Trento, 2003

Giuseppe Debiasi

DEBIASI, Giuseppe
Ala, 1947

Nato ad Ala, ha cambiato la sua vita quando, non più giovanissimo, ha piantato tutto e se ne è andato a Venezia per frequentare l’Accademia di Venezia dove è divenuto allievo di Emilio Vedova. Gli esordi sono di un’estrema essenzialità segnica, stesa a larghe pennellate, in monocromia: nero su bianco o su nero. E’ il ciclo dei “Portali” con il quale si presenta alla sua prima personale presentato da Luigi Serravalli alla Galleria Loreto di Rovereto. Già l’anno successivo è ad Arte Fiera di Bologna ed inizia una serie impressionante di partecipazioni a collettive e di personali presso le Gallerie più qualificate, sempre supportato da Serravalli o Meneghelli che di lui nutrono grande stima. Verso il 1984 il suo lavoro si arricchisce di una serie di “grafismi”, di inserti cromatici, limitati, ma dirompenti, di una gestualità dinamicissma, di “segni vettoriali”: è il ciclo delle “Storie di paese” che via via “uscirà” dalla tela in simbiosi con oggetti e persino mobili (il comodino) della civiltà contadina. Il ciclo verrà documentato nel 1987 con una mostra allo Studio Raffaelli di Trento. Nel 1988 si confronta con un murales enorme, lungo tutto un lato del salumifico Marsilli, alle Porte di Trambileno, presso Rovereto. L’anno seguente dalle Cantine Endrizzi di S.Michele all’Adige dà l’avvio a “Cantine aperte”, che poi diverrà una moda dilagante. Nel 1990 è l’importante esposizione alla Galleria Goethe di Bolzano, dove presenta le ultime opere cariche di strati densissimi di colore acceso e di inserti e collage di oggetti, ritagli di giornale, frammenti di mobili. Nel 1992 si confronta con Depero, che “rifà” a modo suo e presenta alla Galleria Dusatti di Rovereto, compreso un grande motociclista, una scultura in lamiera saldata e dipinta. La mostra poi andrà a Padova alla Galleria Contemporanea. Nel 1996/97 è la mostra itinerante in Germania titolata “Il sentimento della Natura”, dove si assiste al nuovo ciclo, tutto panteistico, avvolto in un dinamico vorticare di colori. Nel 1998 espone al MART di Rovereto e quindi la sua città natale, Ala, gli dedica una vasta rassegna a cura di Luigi Meneghelli. Vive a Brancolino di Nogaredo.

Bibliografia recente:
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 3: 1975-2000, Palazzo Trentini, Trento, 2003

Luigi Degasperi

DEGASPERI, Luigi
Trento, 1901-1985

Nato a Trento, fin dalla prima giovinezza si dedica all’attività di cesellatore. Nel 1929 si trasferisce a Torino. Nel 1934, al Concorso nazionale di scultura nell’oreficeria “Benvenuto Cellini”, a Milano, vince una borsa di studio e frequenta l’lstituto Superiore di Arti Applicate a Monza, sotto la guida di Arturo Martini. Per alcuni anni soggiorna ancora Torino e quindi a Buenos Aires. Tornato a Trento nel 1947 partecipa alla mostra di arte sacra al Castello del Buonconsiglio, ottenendo il primo premio per la scultura. Nel 1952 partecipa alla mostra “9 Artisti Trentini” al Circolo artistico di Cortina d’Ampezzo e, nel 1953, alla III Mostra Regionale d’Arti Figurative, a Riva del Garda e alla Collettiva di Incisione e Scultura, a Trento. Nel 1955 e ‘56 partecipa alla 1ª e 2ª Mostra Collettiva d’Arte della Mostra dell’Artigianato di Rovereto. Nel 1955 è presente anche alla IV Mostra Regionale d’Arti Figurative, a Bolzano, e, nel 1956, alla V Mostra Regionale d’Arti Figurative, a Trento. Nel 1957 a Bolzano vince il primo premio per la scultura alla Mostra regionale di Arti figurative alla Galleria Domeni-cani. Nel 1958 partecipa alla Mostra di Artisti Trentini, a Torre Vanga in Trento, e quindi è presente ad “Artisti Trentini 1959”, alla Camera di Commercio. Partecipa poi alla “Mostra Provinciale d’Arte Figurativa” di Trento nel 1961, alla 1ª Mostra Regionale d’Arte Sacra di Trento, nel 1962, alla Mostra d’Arte Contemporanea degli Artisti Trentini, al Palazzo delle Esposizioni di Roma nel 1963, e, nello stesso anno, alla rassegna “Artisti Trentini”, tenuta all’Opera Bevilacqua La Masa di Venezia. Dal 1964 al 1978 insegna all’Accademia di Belle Arti ed al Liceo Artistico di Bologna. Nel 1964 è presente alla mostra “11 artisti trentini” tenuta alla Galleria S. Vidal di Venezia. Quindi alla Mostra degli Artisti Trentini, a Torino nel 1965, alla collettiva “Trento Arte Oggi”, al Palazzo delle Esposizioni di Roma, nel 1968, e, alla Quadriennale nazionale d’arte della Promotrice Belle Arti di Torino. Partecipa poi alla rassegna “Les Artiste de Trente d’aujourd’hui” tenuta alla Camera di Commercio Italiana di Parigi, nel 1969, e, nel 1971, alla rassegna “10 pittori + 10 incisori trentini del XX secolo” tenuta a Roma e Trento. Quindi alla rassegna di Artisti Trentini “Arco 1973” e alla Mostra Regionale d’Arte, a Riva del Garda. Poi ad “Artisti Trentini Situazione 1974”, a Trento. Nel 1976 è presente alla rassegna “Artisti Trentini”, al Museo di Riva del Garda, e a “Situazione 76”, alla Biennale di Bolzano, e nel 1983 ad “Arte Sacra 83” a Trento. Nel 1985 partecipa a “20 Artisti Trentini per la Fame nel Mondo”, alla Camera di Commercio di Trento. Nel 1988 è presente alla rassegna “Situazioni. Arte in Trentino dal 1945” tenuta a Palazzo delle Albere.

Bibliografia recente:
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 2: 1950-1975, Palazzo Trentini, Trento, 2000
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 3: 1975-2000, Palazzo Trentini, Trento, 2003

Maria Delago

DELAGO, Maria
San Leonardo in Val Passiria, 1902 – Bressanone, 1979

Dopo aver frequentato la Kunst gewerbeschule di Vienna, è allieva per quattro anni dello scultore Pawolny e del prof. Hanach. Successivamente si reca a Monaco dove studia per due anni presso l'Accademia Reale perfezionandosi nel disegno con i Gulbransson (Oslo 1873 - Tegernsee 1958). Quest'ultimo, disegnatore e pittore norvegese, è ricordato come uno dei maggiori grafici dello Jugendstil. Recatasi poi in Olanda, la Delago s'impegna alla realizzazione di motivi decorativi per una nuova chiesa a Schiedom. Dopo di ciò ottiene varie commissioni dall'Austria e dalla Svizzera (Via Crucis di Boswill). Al termine della seconda guerra mondiale apre un atelier a Bolzano dove realizza molte sculture, per lo più di carattere votivo, destinate soprattutto alle chiese e cappelle dell'Alto Adige. Ha partecipato a varie mostre sia personali che collettive, come quella del 1978 al Ferdinandeum di Inn sbruck dedicata agli scultori tirolesi del XX secolo. Nel 1963 riceve il premio Walter von der Vogelweide.

Bibliografia:
- F, Mertens Dia Bildhauer Maria Delago, Der Schlern, 1946
- E. Thurnher, KuIturlandschaft Südtirols in Vergangenheit und Gegenwart, Der SchIern 1958
- Tiroler Bildhauer heute Innsbruck. 1978,
- E, Moroder, Kulturberichte aus Tirol, Innsbruck April 1979
- E. Moroder, Kulturberichte aus Tirol, Innsbruck 1979
- Grafica 1900-1950, Bolzano 1981

Mostre:
Biennale d'Arte di Bolzano, 1930
VI Biennale d'Arte di Bolzano 1932
Ante 1940 ha esposto a BZ, MI, FI,Roma, Monaco, Vienno e Berlino
IV Sindacale d'Arte, Trenta, 1935
V Sindacale d'Arte, Bolzano 1936 Vi Sindacale d'Arte, Trenta, 1937
Mostra degli artisti altoatesini e tridentini Roma 1938
VII Sindacale d'Arte, Trenta, 1938 VIII Sindacale d'Arte, Trento, 1939
IX Sindacale d'Arte, Bolzano, 1940 X Sindacale d'Arte, Trento, 1941
Tema Mostra Regionale d'Arte, Trenta, 1951
IV Mostra Regionale di Arti Figurative Bolzano 1955
V Mostra Regionale di Arti Figurative Trenta, 1956
6ª Regionale d'Arte, Bolzano 1958
partecipa alla Collettiva dell'Associazione artisti sudtirolesi nel 1976
alla galleria Domenicani a Bolzano nel 1978
alla Mostra «La scultura dei XX secolo in Tirolo», Innsbruck Ferdinandeum nel 1980 mostra commemorativa di disegni ed acquarelli,
ad Appiano;
1980 mostra commemorativa, Casa della Cultura, Bolzano

Martin Demetz

DEMETZ, Martin
S. Cristina, Val Gardena, 1930

Ha studiato scultura lignea in valle e quindi all’Istituto d’Arte dei Carmini, a Venezia. Nel dopoguerra si è trasferito a Trento dove ha ottenuto la cattedra di Plastica all’Istituto d’Arte ed ha così avuto modo di partecipare all’attività artistica trentina per oltre vent’anni, abbracciando ben presto il bronzo ed una ricerca di notevole spessore nell’ambito dell’astrazione. Nel 1952 ha espone alla XXVI Biennale di Venezia, nel 1955 alla 1ª Mostra Collettiva d’Arte della mostra dell’Artigianato di Rovereto, e alla IV Mostra regionale di Arti Figurative a Bolzano. Nel 1956 alla V Mostra regionale di Arti Figurative a Trento, nel 1958 alla 6ª Regionale d’Arte di Bolzano, e alla Mostra di Opere di Artisti Trentini a Torre Vanga, quindi alla rassegna “Artisti Trentini 1959” alla Camera di Commercio. Nel 1961 alla Mostra Provinciale d’Arte Figurativa a Trento, nel 1962 alla 1ª Mostra Regionale d’Arte Sacra a Trento, e nel 1963 alla Mostra Artisti Trentini al Palazzo delle Esposizioni di Roma, e all’Opera Bevilacqua La Masa di Venezia. Nel 1964 è presente alla rassegna “11 Artisti Trentini” tenuta alla Galleria S. Vidal di Venezia, alla mostra di “Grafica trentina contemporanea” a Palazzo Sardagna nel 1966 quindi trasferita a Rovigo. Nel 1968 partecipa a “Trento Arte Oggi”, al Palazzo delle Esposizioni di Roma, quindi a “Les Artiste de Trente d’aujourd’hui” alla Camera di Commercio Italiana di Parigi, nel 1969. Espone poi alla collettiva “Artisti Trentini 1972” alla Galleria La Cupola di Padova, e nel 1973 alla Mostra Regionale d’Arte, a Riva del Garda.

Sindacale BZ 1976
Arte Sacra 83, Trento - Palazzo Pretorio

Bibliografia recente:
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 2: 1950-1975, Palazzo Trentini, Trento, 2000

Fortunato Depero

DEPERO Fortunato
Fondo, 1892 – Rovereto, 1960

La famiglia si trasferisce a Rovereto quando è ancora giovanissimo, dove poi frequentò la Scuola Reale Elisabettina. Nel 1908 fu respinto all’esame di ammissione all’Accademia di Belle Arti di Vienna. Nel 1911 e nel 1913 espose a Rovereto alla Libreria Giovannini e nel giugno dello stesso anno pubblicò Il suo primo libro, “Spezzature”. Poi, a dicembre, andò a Roma dove in seguito strinse sodalizio con Giacomo Balla, suo maestro. Nel marzo dei 1915, dopo essere stato ammesso nel Movimento futurista, sottoscrisse assieme a Balla il manifesto “Ricostruzione futurista dell’universo”. Nella primavera dei 1916 tenne una grande personale a Roma dove espose oltre 200 opere. Lavorò Intensamente anche al costume teatrale per “Il canto dell’usignolo” con musiche di Stravinskij. Assieme al poeta Clavel realizzò il Teatro Plastico con lo spettacolo “Balli Plastici” che andò in scena al Teatro dei Piccoli di Roma il 15 aprite 1918. Nel 1919 fu presente con gran numero di opere a Milano all’Esposizione Nazionale Futurista. Nella tarda primavera dei 1919 ritornò a Rovereto e aprì la sua “Casa d’Arte Futurista”, con la quale produsse arazzi, cartelli pubblicitari, mobili, ecc.. Nel gennaio dei 1921 tenne una grande personale a Palazzo Cova di Milano, che in seguito viene trasferita da Bragaglia a Roma. Nell’aprile dei 1922 realizzò a Roma il Cabaret del Diavolo. A maggio, a Torino, partecipò alla mostra futurista al Winter Club. Nel gennaio e febbraio dei 1923 organizzò le due famose Veglie futuriste. Nel 1923 partecipò alla I Biennale d’Arti Decorative di Monza. Il 10 gennaio dei 1924, nell’ambito della tournée del Nuovo Teatro Futurista, andò in scena al Trianon di Milano il suo balletto meccanico (o delle locomotive) “Anihccam del 3000”. Nel 1925 assieme a Balla e Prampolini partecipò all’Esposizione Internazionale di Arti Decorative di Parigi, e, nel febbraio del 1926, alla 1ª Mostra del Novecento tenuta a Milano, e quindi all’esposizione itinerante di Arte Italiana che toccò New York, Washington e Boston. Fu inoltre presente all’Esposizione Internazionale del Teatro, a New York. Infine, partecipò alla XV Biennale di Venezia. Nel 1927 venne pubblicato il famoso “Depero futurista”, altrimenti noto come libro bullonato. Realizzò inoltre il “Padiglione dei Libro” alla III Biennale di Arti Decorative tenuta a Monza nel 1927, e nello stesso anno partecipò alla Quadriennale di Torino. Nel settembre 1928 partì per New York, dove già in dicembre tenne una personale, seguita da molte altre nel 1929 e nel 1930. Realizzò le ambientazioni del Ristorante Zucca e della sala da pranzo del Ristorante Enrico & Paglieri, e studiò soluzioni sceniche e costumi per Il Roxy Theatre. Lavorò inoltre anche nel settore della pubblicità e dell’illustrazione realizzando copertine di riviste quali Vogue, Vanity Fair, Sparks, The New Yorker. Mentre era in America il suo nome comparve tra i sottoscrittori del manifesto “L’aeropittura futurista”. Al rientro espose nel 1931 con il gruppo futurista alla I Quadriennale nazionale d’arte a Roma. Nello stesso anno pubblicò il “Numero Unico futurista Campari”. Nel 1932 pubblicò il “Manifesto dell’arte pubblicitaria futurista”. Sempre nel 1932 partecipò con una sala personale fra i futuristi alla XVIII Biennale di Venezia, quindi con il gruppo alla V Triennale di Milano. Nel 1933 pubblicò a Rovereto, dove viveva ormai, la rivista “Dinamo Futurista” e nel 1934 a Milano il volume “Liriche radiofoniche”. Nello stesso anno partecipò alla I Mostra di Plastica Murale a Genova e nel 1936 alla XX Biennale di Venezia. Quindi un po’ alla volta si defilò, ritirandosi sempre più nel suo Trentino. Nella seconda metà degli anni Trenta si dedicò con intensità alle molteplici applicazioni del Buxus, con il quale realizzò mobili e pannelli decorativi. Nel 1940 pubblicò la sua monumentale autobiografia, quindi, nel 1941, eseguì un grande mosaico a Roma per l’esposizione E42. Si ritirò poi nella quiete alpestre di Serrada sino alla conclusione del secondo conflitto mondiale. Nel 1947, per due anni, fu nuovamente a New York. Al rientro iniziò la sua polemica contro la critica per una lettura a tutto campo dei Futurismo. La sua attività pittorica fu di notevole intensità anche nel secondo dopoguerra e, alla fine del 1950, lanciò il “Manifesto della pittura e plastica nucleare”. Nel 1951 partecipò alla IX Triennale di Milano con una sala personale e nel 1952 fu presente nella sala dei maestri alla XXVI Biennale di Venezia. Tra il 1953 ed il 1956 realizzò il grande arredo della Sala del Consiglio Provinciale a Trento, quindi avviò i lavori per il suo museo, il primo museo futurista d’Italia che fu aperto nel 1959. Nel 1955 partecipò alla VII Quadriennale e nel 1959 alla mostra commemorativa per il cinquantesimo del Futurismo tenuta a Palazzo Barberini a Roma. Morì a Rovereto il 29 novembre 1960.

Bibliografia recente:
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 1: 1900-1950, Palazzo Trentini, Trento, 2000
- “Arte Trentina del ‘900”, parte 2: 1950-1975, Palazzo Trentini, Trento, 2001
- “Depero futurista”, Palazzo Bricherasio, 2004