VALIER, Willy
Bolzano, 16 dicembre 1920 - Senigallia, 2 settembre 1968
Pittore dal temperamento fortemente creativo, cerca di emergere fin da primo dopoguerra, lasciandosi alle spalle quan to in una città di provincia poteva apparire scontato: accademia e tradizione fol cloristica. La sua arte, sviluppatasi in un arco di tempo di appena quindici anni, può essere ripartita in tre distinti periodi. Il primo, di appena un lustro, si svi luppa dal 1953 al 1958, e cioè dalla prima mostra di Vienna, presso la Galerie Würthle, all'esposizione della 6a Regionale d'Arte di Bolzano. Questa fase ve de Valier intento a sviluppare i temi fiabeschi di un mondo in bilico fra realtà e fantasia, con uccelli policromi, creature marine, arlecchini, figure femminili, animali di un mito senza tempo. Sono entità iconiche che tendono a volte a ca muffarsi in rugose cortecce, in occasionali invenzioni formali che preludono quasi l'avvento di un espressionismo astratto. Sono i colori, spesso impreziositi da lu centi porpore d'oro e d'argento, a richiamare alla mente le fantasie fiabesche di paesi d'Oriente, i fondi aurei della tradizione gotica o le esperienze dei prezio sismi incantati dei primi quattrocentisti italiani.
L'approccio conla manualità operativa di artisti come Alberto Burri (che per creare le sue opere usa materiali eterocliti e poveri, tipo stracci, legni bru ciacchiati, vecchie lamiere), apre il secondo ciclo dell'arte di Valier. Già da alcuni anni lo spagnolo Michel Tapie ha coniato l'espressione "art autre", che si concilia con lo spirito delle nuove istanze artistiche. La pittura di Burri, Dubuffet, Fautrier e altri è ormai lontana da tutto ciò che fino ai primi anni Sessanta era considerata arte d'avanguardia. I pittori ora cercano spazi nuovi al di fuori da tutto ciò che può ricordare l'Impressionismo ancora onnipresente, ovvero le quattro dimensioni suggerite dal Cubismo. Anche in Valier si ma nifesta una nuova presa di coscienza. Il vento rinnovatore che soffia veemente un po' in tutta Europa porta ad uno scollamento sia con l' "arte bella" che con le tradizioni di periferia viste come estranee e lontane. L'informale si rivolta su se stesso e "la materia" diventa l'elemento essenziale dell'operatore estetico, che ora usa "la macchia" per condensarla in forme pastose. Sarà "la materia" a determinare lo svolgimento delle forme che emergono in nuovi inconsueti contesti. Ne sono prova i tanti quadri intitolati "Materico", realiz zati con tecnica mista. Come ha scritto Jean Dubuffet, "non ci sono colori ...ma soltanto materie colorate". Ma nell'ultima fase della sua arte Valier tenta il recupero dell 'immagine, la quale si fa spazio fra le ruvide tridimensionalità delle textures. Il ritorno, sia pure a determinate condizioni, al filone figurativo, spinge il Valier stesso al disegno raffinatissimo del nudo, ove l'eros prorompente diventa un messaggio di sollecitazione esistenziale. In questo contesto ecco le tecniche miste di "Nudo" e "Bacio" del 1967 e la tempera a gessetti "Coppia in amore su blu" del 1968. Purtroppo questo artista, ancora tutto da studiare, muore nel pieno dei suoi anni migliori.
Gli "intonaci" con i quali Valier ha realizzato molte delle sue opere si sono andati in questi ultimi tempi paurosamente sgretolando. Colpa del Vinavil, della sabbia e degli altri materiali incoerenti. Lo si è potuto constatare durante la grande mostra organizzata presso il Museo d'arte moderna di Bolzano dal 13 novembre al 31 dicembre 1987, in occasione della quale sono state esposte 193 opere realizzate nel ventennio 1948-1968.
Biennale di Bolzano "Situazione 76"
BIBLIOGRAFIA
-F. Russoli, L'arte moderna, vol. 12, Milano 1975
-E. Baumgartner, Wi11y Valier und seine Zeite, Bozen 1987
-P. L. Siena, Catalogo della mostra antologica, Bolzano 1987
Esposizioni personali:
1952, Galleria. Scaletta., Bologna; 1960, Galleria S. Vidal., Venezia; 1961, Kunstpavillon, Innsbruck; 1962, Auslands. institut, Stoccarda; Kunstverein Heilbronn; Galleria XXII Marzo, Venezia; Galleria Pater, Milano; Galleria Numero Firenze e Prato, 1959, 1960, 1961, 1962; 1963 Gallery Haghefelt, Kopenhagen; Galerle Leger, Malmö (Svezia); Galerie Leger, Göteborg (Svezia); Galleria Numero, Venezia.
Esposizioni Collettive:
6ª Regionale d'Arte, Bolzano, 1958; Mostra Internazionale Arte Astratta, Pistoia, 1960; Premio Borletti, Milano, 1952; Premio Bergamo, 1958; Premio Modigliani, Livorno, 1958; Biennale Triveneta, Padova, 1959; Premio Regionale, Bolzano, 1957; Expo-Bruxelles, 1958; Moslra 10 artisti, Italiani, Damasco (Siria), 1961 ed Alessandria Egitto nel 1961; Galleria Stenzel, Monaco di Baviera, 1963; Premio Trento 1967.